Better Call Saul

63 episodi, VI stagioni, 2015-2022, Usa
di Vince Gilligan e Peter Gould

Netflix

Better Call Saul è spin-off, prequel e sequel di Breaking Bad. E per molti versi lo supera.
Tutto è ai massimi livelli: la recitazione, i personaggi, la scrittura, la regia e la fotografia: il primo episodio è stato la première con il più alto indice d’ascolto di sempre per le televisioni via cavo.

Gli orfani di Walter White ritrovano Saul Goodman/Jimmy McGill (Bob Odenkirk) sotto falsa identità: è responsabile pasticciere in centro commerciale in Nebraska. Il suo obiettivo è non farsi riconoscere, anche se il passato gli manca.

Scopriamo in Better Call Saul il prima e il dopo la vicenda narrata in Breaking Bad, quando da avvocato in cerca di successo lo aveva trovato, senza badare a moralità o deontologia. Intorno a lui tantissimi personaggi eccellenti.

Come Mike Ehrmantraut (Jonathan Banks), tuttofare/assassino, Kim Wexler (Rhea Seehorn), avvocato, amica, fidanzata e terza moglie di Jimmy/Saul. O Ignacio “Nacho” Varga, criminale messicano al servizio della famiglia Salamanca.

Bellissimo personaggio è Charles “Chuck” McGill (Michael McKean), fratello di Jimmy/Saul, brillante avvocato con un rapporto di odio amore con lui. E poi c’è Gustavo “Gus” Fring (Giancarlo Esposito), il più influente trafficante di droga del sud-ovest. Cileno, è proprietario della catena di fast food Los Pollos Hermanos, perfetta copertura per i suoi traffici illegali.
E tanti altri, che appaiono e giocano un ruolo fondamentale in questa serie tv che mi ha fatto sentire meno duro il distacco da Breaking Bad.

Elisabetta Roli
Elisabetta Roli
GIORNALISTA, CRITICA LETTERARIA E CINEMATOGRAFICA

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