ponte alle grazie, 2023
Emanuele Trevi è nato a Roma nel 1964. Collabora al Corriere della Sera e al Manifesto. Tra le sue opere I cani del nulla (Einaudi, 2003), Senza verso. Un’estate a Roma (Laterza, 2004), Il libro della gioia perpetua (Rizzoli, 2010), Qualcosa di scritto (Ponte alle Grazie, 2012), Il popolo di legno (Einaudi, 2015), Sogni e favole (Ponte alle Grazie, 2019), Due vite (Neri Pozza, 2020) vincitore della LXXV edizione del Premio Strega nel 2021, La casa del mago (Ponte alle Grazie, 2023).

La casa del mago è stato finalista al premio Campiello, e sono estremamente felice di averlo letto, perché quando ho letto Due vite, che ha vinto il premio Strega un po’ di tempo fa, ero rimasta molto perplessa sia per la vincita, sia per il libro che per la scrittura di Trevi.
Invece mi sono dovuta ricredere al centro per cento. Questo libro è scritto in un flusso di coscienza. La casa del mago è la casa dell’impostore in certo senso. Ha una prima parte dove l’autore parla di suo papà e del rapporto che aveva con suo papà, poi questo tema va un po’ sfumando e tratta principalmente di aneddoti che erano legati alla casa dove viveva il papà e poi decide di andarci a vivere Trevi, comprando la quota che invece era intestata alla sorella caduta in successione.
Ci sono tanti personaggi che ruotano attorno a questa casa e all’abitazione, all’abitare questa casa da parte dell’autore che sono veramente divertenti e meravigliosi. C’è Generata, che è la persona che gli tiene la casa e fa le pulizie; la visitatrice, che è una sorta di entità che ha ereditato insieme alla casa e Paradisa, con cui si accompagna per un periodo wow.



