Mindhunter

19 episodi, II stagioni, 2017-2019, Usa
di Joe Penhall, David Fincher

Netflix

“C’è del metodo nella follia?”: aveva esordito con questo claim la prima stagione di Mindhunter. Una serie tv tratta dal libro di Mark Olshaker e John Douglas, ex agente Fbi, tra i primi esperti di profilazione criminale dei serial killer. Nascono così due stagioni (si è attesa a lungo la terza, ma a quanto pare non arriverà) da non perdere, se si superano il primo e parte del secondo episodio.

Cosa c’è nella testa dei serial killer? E perché li chiamiamo così?
Siamo negli anni Settanta. Una psicologa, Wendy Carr (Anna Torv) e due detective, Bill Tench (uno strepitoso Holt McCallany) e Holden Ford (Jonathan Groff), animano due stanze negli scantinati dell’Fbi chiedendosi come arginare la diffusione del fenomeno che stanno studiando: gli omicidi reiterati.

Iniziano così a studiare, attraverso lunghe interviste registrate che diventano un appuntamento imperdibile, modalità operative, spinte psicologiche, modelli utilizzati dai criminali. Tra loro David Berkowitz, Charles Manson, Richard Speck, Jerry Brudos, Montie Rissel. Ed Edmund Kemper, il gigantesco assassino di studentesse e della madre.
Una fiction che ha il sapore di un docufilm, un biopic multiplo legato alle personalità degli assassini più malati e più ricordati della storia della criminalità statunitense.

Dialoghi lunghi, credibili, in cui il terrore per la follia degli omicidi si mescola ad una curiosità che potrebbe confondersi con altri tipi di emozioni, in un gioco psicologico senza fine.

Se ve lo siete perso ricercatelo.

Elisabetta Roli
Elisabetta Roli
GIORNALISTA, CRITICA LETTERARIA E CINEMATOGRAFICA

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