The Residence

8 episodi, miniserie, 2025, Usa
di Paul William Davies

Netflix

Ma quanto è godibile The Residence. Intelligente, divertente, veloce, capace di far riflettere e trasformarsi in un’Agatha Christie dei giorni nostri alle prese con il più complicato dei gialli, all’interno della Casa Bianca. Da guardare con attenzione. E magari riguardare per scoprire i dettagli persi nella prima visione.

Ho ritrovato alcuni dei miei amori seriali. A partire da Uzo Aduba, Suzanne “occhi pazzi” della meravigliosa OITNB, che in The Residence è la protagonista/detective/birdwatcher capace di tranciare alla base le formalità ben conosciute della casa del Presidente. E poi Susan Kelechi Watson, Beth Pearson dell’imperdibile This is us, che dà anima ad un’ottima Jasmine Haney. Infine lui, il morto (non è uno spoiler, tranquilli: viene ucciso subito, all’inizio della serie tv, ed anticipato fin dalla locandina): l’incredibile, eccellente Giancarlo Esposito, il meraviglioso Gus Fring di Breaking Bad e Better Call Saul.

Le premesse c’erano tutte perché The Residence funzionasse alla grande. Anche il resto del cast merita, parecchio (c’è pure Kylie Minogue, per dire, che intrerpreta sé stessa).
Suspence, dubbi, indizi, cambi di scena. E uccelli, con curiosità su quella o quell’altra specie, ad aiutare la ricerca del colpevole.

Cordelia Cupp, tra binocolo e scatole di sardine (che già basterebbero per divertire), è esilarante. Arguta, sprezzante, analogica. Capace di rendere evidenti, oltre all’idiozia di molti “pezzi grossi” ai vertici degli apparati di potere (che si tratti di politica, amministrazione o forze dell’ordine poco importa), la banalità di moventi e ragioni che stanno alla base di ogni azione, anche delittuosa.

Veronica Ravelli
Veronica Ravelli
OSSERVATRICE PRATICANTE

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