50 episodi, V stagioni, 2018-2025, Usa
di Sera Gamble
Netflix
Un thriller psicologico basato sull’omonimo romanzo, You, e sul suo seguito, Hidden Bodies, scritti da Caroline Kepnes, che vale la pena vedere fino all’ultima puntata della quinta e ultima stagione anche solo per la chiusa.
“Non siamo tutti il prodotto dell’ambiente in cui viviamo? […] Forse il problema non sono io, ma sei tu”. Dà il proprio addio ai fan così Joe Goldberg, un incredibile e credibilissimo Penn Badgley. Il suo monologo finale cancella tutti gli eccessi che si susseguono puntata dopo puntata, omicidio dopo omicidio.

You si evolve rimanendo sempre fedele a se stessa, esattamente come Joe. Libraio appassionato di storie e di narrazione, con cui guida l’intero intreccio della serie, ci offre il suo assurdo racconto di amore. Perché quello dice di inseguire, l’amore: lo cerca a tutti i costi, anche se non ha idea di che cosa sia. Eppure ne costruisce uno schema perfetto, che si ripropone in ogni arco narrativo. Vive giustificando a se stesso le proprie ricerche e le proprie ossessioni, narra quello che è ma anche quello che vorrebbe (non) essere.
Nella prima stagione vive a New York, si innamora di un’aspirante scrittrice, Beck. Stessa sequenza della quinta stagione: nuovamente a New York, dove torna con moglie e figlio, l’amore ha faccia di un’altra aspirante scrittrice, Bronte (Madeline Brewer).
Nella seconda stagione è a Los Angeles, per sfuggire al suo passato, una nuova identità e l’amore per una chef, Love Quinn, che sposa nella terza stagione. Le ossessioni continuano anche nella quarta (stavolta si finge Jonathan Moore), a Londra, dove insegna inglese in una rispettata università. E dove compare un’altra bibliotecaria, Marienne Bellamy (Tati Gabrielle).
Non vado oltre per non svelare e non rovinare la visione globale, qualora vi siate persi le stagioni precedenti e decidiate di vedere come va a finire. Giustamente, aggiungo, perché You è davvero gradevole. E spiazza dall’inizio alla fine. Soprattutto alla fine.



