L’Eternauta

6 episodi, I stagione, 2025, Argentina
di Bruno Stagnaro

Netflix

Buenos Aires, 1957-1959: L’Eternauta crea un solco, un prima e un dopo nel mondo dei fumetti e della graphic novel (quello della nona arte, per intenderci). Héctor Oesterheld racconta e Francisco Solano Lopez disegna il futuro, che ha il puzzo di tutto il marcio delle dittature militari argentine del XX secolo. Prendendo corpo nel colpo di Stato e la conseguente destituzione di Perón, L’Eternauta racconta la storia di un’invasione aliena preceduta da una nevicata “assassina”.

L’incipit della serie tv è lo stesso della controparte cartacea: qualcosa di simile alla neve cade dal cielo, cenere che uccide chiunque ne venga a contatto. La misteriosa invasione aliena prende forma, dando vita ad una storia di sopravvivenza alla ricerca di affetti e sentimenti.
La serie tv gira la storia in chiave moderna, non dimenticando angoscia, inquietudine e oppressione che caratterizzano il fumetto originale.

Epperò. Dove è la metafora della geopolitica sudamericana degli Anni ’50? Che fine ha fatto l’anticipazione del golpe argentino del 1976, con un numero infinito di vittime tra cui lo stesso sceneggiatore del fumetto, desaparecido nel 1978? L’Eternauta serie tv non è patriottica né rivoluzionaria come lo è stato il fumetto, e per questo ha creato una scollatura tra chi l’ha amata e chi la sta smontando.

Intanto è troppo presto per fare qualsiasi tipo di valutazione: la serie tv termina senza terminare, dà un assaggio del mondo alieno e degli insetti che lo precedono senza entrare nei dettagli. Si ferma con un punto che rende necessario attendere la seconda stagione. E forse anche la terza.
Mi è piaciuta? Sì, alla fine.
La consiglierei? Forse sì. Magari dopo aver avuto qualche indicazione in più sul suo futuro. Che è ridicolo, visto che di distopia bella e buona – ed ovviamente apocalittica – si tratta. Ma tant’è: stiamo parlando de L’Eternauta, mica di Un posto al sole.

Veronica Ravelli
Veronica Ravelli
OSSERVATRICE PRATICANTE

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