Titolato al giovane imprenditore assassinato a Siderno (Rc) l’appartamento confiscato alla ‘ndrangheta e restituito alla comunità attraverso il progetto AccompagnaTO
Aveva 31 anni Gianluca Congiusta, quando la ‘ndrangheta fermò, con la sua vita, quella della famiglia e dei tanti che gli volevano bene. Il giovane imprenditore fu ucciso la sera del 24 maggio 2005 a Siderno, in Calabria, sulla costa ionica reggina. Da allora il padre Mario iniziò la sua guerra alla ricerca di giustizia, fino a quando, il 20 agosto 2018, fu stroncato da un male incurabile.
Ma come ripete sempre Luigi Ciotti, le vittime innocenti di tutte le mafie rimangono con noi attraverso la memoria. Sono passati esattamente 20 anni da quel giorno che ha fermato Gianluca, eppure il suo sorriso continua a contagiarci.
il bene confiscato alla mafia
Un tempo nelle mani della criminalità, l’appartamento destinato a diventare teatro di memoria è pronto a rinascere al servizio della comunità. Si trova al primo piano rialzato di via Bardonecchia 48 a Torino, l’edificio affidato in concessione a una cooperativa dopo il restauro realizzato dagli studenti della scuola edile. Dove un tempo si annidava il potere mafioso, ora risiede la speranza di quattro giovani che guardano al futuro.
Sulla porta una targa ricorda Gianluca Congiusta, giovane imprenditore ucciso dalla ’ndrangheta la sera del 24 maggio di vent’anni fa a Siderno, in Calabria, sulla costa ionica reggina. Aveva 31 anni. L’appartamento, confiscato ai clan calabresi, porta il suo nome come simbolo di resistenza: la mafia non vince. Durante la cerimonia d’inaugurazione, la sorella Roberta, che a Torino ha intrapreso un percorso di rinascita, ha svelato la targa.
“Questa memoria è viva, non solo celebrativa” ha detto commossa “e mi riempie il cuore di gioia, perché la paura più grande per chi ha perso un familiare in modo così violento è l’oblio”.
20 anni in un giorno, ricordando Gianluca Congiusta
L’inaugurazione si è tenuta sabato mattina, il 24 maggio: 20 anni esatti dopo l’omicidio.
Tantissimi i presenti, tra cui la vicesindaca Michela Favaro. “Siamo molto contenti di un’inaugurazione che arriva proprio il giorno dopo il ricordo della strage di Capaci e della giornata della Legalità. Questo spazio è stato confiscato alla criminalità organizzata ed è dedicato a Gianluca Congiusta, nel ventennale della sua morte, vittima innocente di mafia”.


L’iniziativa è il frutto di sinergie tra enti pubblici e mondo associazionistico.
A partire da Libera, per un percorso di formazione alla legalità per i ragazzi della scuola edile che hanno ristrutturato questo spazio: “Nel loro tirocinio formativo” ha spiegato Favaro “hanno potuto apprendere la storia e l’esempio di Congiusta. Qui ci sarà la possibilità di accogliere giovani adulti in cerca di autonomia attraverso un progetto sociale della cooperativa La Tenda”.
Jacopo Rosatelli, assessore alle politiche sociali, ha spiegato il senso della restituzione dei beni confiscati.
“Siamo sempre orgogliosi di poter restituire alla collettività un bene confiscato, trasformato in un luogo in cui poter dare nuove opportunità a chi ha fatto più difficoltà nella vita. Una seconda vita per il bene e una nuova opportunità per le persone. Un percorso che a Torino è anche occasione educativa per altri giovani che partecipano alla sua realizzazione. La scelta dell’intitolazione di un bene è sempre importante perché collega il bene ad una storia vera che va mantenuta viva nella memoria collettiva. Le vittime innocenti di mafia, oltre 1100, sono troppo spesso dimenticate. In questo modo ci impegniamo a mantenere vivo il ricordo di Gianluca, un ragazzo ucciso quando era poco più grande di chi abiterà questa casa per il solo fatto di essere venuto a conoscenza di fatti di cui non doveva sapere”.
Un progetto importante, AccompagnaTO: prevede l’accompagnamento di 4 giovani adulti nel loro percorso di emancipazione, tramite la metodologia dell’Housing First. AccompagnaTO nasce per rispondere ai bisogni e desideri espressi dai neomaggiorenni stranieri.

il senso della restituzione
Il progetto di riutilizzo del bene, finanziato in parte dalla Regione e in parte con risorse della Città, ha coinvolto attivamente il terzo settore e i cittadini in tutte le sue fasi, inclusa quella della ristrutturazione. Hanno realizzato la ristrutturazione gli studenti della Scuola Edile FSC di Torino, che hanno allestito un cantiere scuola nell’immobile, occupandosi del recupero degli ambienti. L’appartamento, situato al piano terra del palazzo, è composto da 4,5 vani e dispone di una cantina pertinenziale, per una superficie complessiva di circa 85 metri quadrati.


