Come le lucciole, F. Pongiluppi

Come le lucciole è stato un balsamo. Da Ca’ Mimosa al G8 di Genova, da Albenga alla ricerca delle origini, e poi le nonne, Francesca Pongiluppi ha scritto un libro bello, bello, bello.

solferino, 2025

Francesca Pongiluppi, sui social Vera Vittoria Rossa, è assistente sociale. Dal 1999 compone e canta i testi e le melodie della band indie pop Anaïs, con cui ha rappresentato la Liguria all’Arezzo Wave Festival nel 2001 e musicato alcune poesie di Emily Dickinson. Collabora con la redazione del network di comunità «Goodmorning Genova» con articoli e podcast.

La storia di Come le lucciole è ambientata durante i fatti del G8 di Genova. Sonia, anziché seguire il movimento la protesta dei suoi amici, torna ad Albenga nella casa – Ca’ Mimosa – dove aveva trascorso le sue estati da bambina.

Ci sono due filoni narrativi.

Il primo è il presente di questi fatti, cioè l’estate del G8 di Genova, dove Sonia parla un po’ di sé, del movimento di protesta, e un po’ del bisogno di tornare alle origini, al 1984, quando è morta Iolanda, che per lei è stata un’altra madre, un’altra nonna.

L’altro filone narrativo è quello della storia straordinaria di Iolanda, che è stata una prostituta, che è stata una partigiana, che è stata una donna che ha amato tanto e che è stata amata da tanti.
Cosa devo dire? Questo è uno di quei libri che ricorderò perché mi ha accompagnato in una fase della mia vita ed è stato di supporto. Forse queste storie di nonne mi hanno veramente aiutata: è stato un balsamo, questo libro.

Cioè: il G8 di Genova, Albenga, la ricerca delle origini, le nonne… che altro devo dire per convincervi a leggerlo subito? Bello, bello, bello.

Paola A. Stringa
Paola A. Stringa
Avvocata, Attivista, Lettricebulimica

leggi anche

PRIMO PIANO

gli ultimi articoli