Hevin, la proteina che cancella l’invecchiamento del cervello

Hevin, glicoproteina naturale prodotta dagli astrociti, supera i farmaci tradizionali senza effetti collaterali dannosi. La scoperta del Laboratorio di Neurobiologia Cellulare all’Università di Rio de Janeiro

Si inizia non trovando una parola, non ricordando il nome di una persona, dimenticando dove si sono posate le chiavi o parcheggiato la macchina. La situazione peggiora con il tempo: è il cervello che invecchia, inesorabilmente. Un declino senza ritorno? Ma immaginate che esista una molecola naturale capace di invertire questo declino. Si chiama Hevin, e gli astrociti che la producono stanno emergendo come protagonisti nella lotta contro l’Alzheimer. Fino a oggi tutti si concentravano sui neuroni, ma la vera svolta potrebbe arrivare dalle cellule di supporto.

tutto parte dagli astrociti

Gli astrociti sono un tipo di cellule gliali presenti nel sistema nervoso centrale, con una forma stellata e una funzione essenziale per il supporto e il funzionamento del cervello. Sono coinvolti in molte funzioni, tra cui il mantenimento dell’omeostasi, la barriera emato-encefalica, il supporto metabolico ai neuroni e la modulazione della trasmissione sinaptica. 

Il sistema limbico e le emozioni

Flávia Alcantara Gomes, responsabile del Laboratorio di Neurobiologia Cellulare presso l’Istituto di Scienze Biomediche dell’UFRJ, ha dimostrato che gli astrociti non sono semplici cellule di supporto, una sorta di “personale delle pulizie” per i neuroni. Gli astrociti producono Hevin, una glicoproteina che agisce come un architetto molecolare delle connessioni neurali.

La ricerca pubblicata su Aging Cell è chiara: con l’aumento della produzione di Hevin negli astrociti dell’ippocampo, rinascono le sinapsi, quelle delicate connessioni tra neuroni responsabili della nostra capacità di pensare e ricordare. Non si tratta solo di rallentare il declino, ma di invertire completamente il processo di invecchiamento cerebrale. E anche tutte le conoscenze e le certezze che finora hanno caratterizzato gli studi della materia.

Hevin: meglio dei farmaci contro l’Alzheimer

La scoperta più affascinante riguarda le strutture proteiche da sempre ritenute il principale nemico dell’Alzheimer: le placche amiloidi. Felipe Cabral-Miranda, primo autore dello studio, ha osservato qualcosa di straordinario: Hevin inverte il declino cognitivo senza alterare minimamente le placche, che potrebbero non essere la causa dell’Alzheimer, ma solo uno dei sintomi. La vera battaglia contro le malattie degenerative del cervello si combatte a livello delle sinapsi: Hevin è l’arma vincente?

Elisabetta Roli
Elisabetta Roli
GIORNALISTA, CRITICA LETTERARIA E CINEMATOGRAFICA

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