Matteotti, Celli: il suo ultimo discorso da studiare nelle scuole

Le parole della presidente dell’Assemblea capitolina: “Trasferire il suo esempio ai giovani perché crediamo nei valori della libertà, della democrazia e dell’antifascismo”

Il discorso di Giacomo Matteotti alla Camera dei Deputati del 30 maggio 1924 rappresenta uno dei momenti più alti di coerenza morale e politica. E’ un testo che dovrebbe essere letto e studiato nelle scuole, perché racchiude la forza di un ideale e la chiarezza di una scelta: stare dalla parte giusta, anche a costo della vita. Siamo qui, ai piedi del monumento dedicato a Giacomo Matteotti, perché crediamo profondamente nei valori della libertà, della democrazia e dell’antifascismo. E perché riconosciamo il sacrificio di un uomo che ha pagato con la vita il coraggio di dire la verità, di denunciare l’ingiustizia, di opporsi al fascismo, pur sapendo che sarebbe andato incontro a conseguenze gravissime”.

Sono le parole della presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli che oggi, con delega del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, ha partecipato alla commemorazione presso il monumento a Giacomo Matteotti sul Lungotevere Arnaldo Da Brescia promossa dal “Circolo culturale Saragat e Matteotti”.

“Oggi, in un tempo in cui avanzano nuove forme di autoritarismo, tra rigurgiti di odio, razzismo e revisionismo, ricordare Giacomo Matteotti non deve essere solo un momento commemorativo. Fare nostra la sua testimonianza significa ribadire, con voce alta e chiara, che la Repubblica Italiana è nata dalla Resistenza, è fondata sull’antifascismo, ed è sorretta dai valori della Costituzione. Dobbiamo parlare ai giovani e raccontare loro chi era Matteotti e perché, ancora oggi, rappresenta una luce nel cammino democratico della nostra storia”, ha concluso la presidente Celli.

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