domenica, 8 Febbraio 2026

Iran-Israele, la tregua regge ma è polemica sull’efficacia dell’attacco

Il presidente Usa Trump contro New York Times e Cnn secondo cui gli attacchi statunitensi hanno solo fatto ritardare di mesi il programma nucleare di Teheran

Una fragile tregua tra Iran e Israele sembra durare nelle 24 ore successive all’annuncio di un cessate il fuoco da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che attacca i media secondo i quali li attacchi statunitensi in Iran hanno solo ritardato di pochi mesi il programma nucleare di Teheran.

Tregua Iran-Israele, Trump contro Cnn e Nyt

Trump ha criticato le “fake news della Cnn” e il “fallimentare New York Times“, accusando – in un post su Truth Social – le testate giornalistiche di tentare di “sminuire uno degli attacchi militari di maggior successo della storia”. Sia il New York Times che la Cnn avevano riferito, citando funzionari anonimi dell’intelligence statunitense, che gli attacchi americani contro l’Iran hanno solo fatto ritardare di mesi il programma nucleare della Repubblica islamica, anziché distruggerne completamente i siti.
Trump, tuttavia, ha insistito dicendo che “i siti nucleari in Iran sono completamente distrutti!” e ha aggiunto che entrambe le testate giornalistiche “sono state attaccate duramente dal pubblico!”.

Tregua Iran-Israele, Hegseth cerca di coprire Trump

Dopo la notizia della prima valutazione dell’intelligence statunitense diffusa dalla Cnn, è arrivata immediatamente la risposta da parte del segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, il quale con toni decisamente duri ha in primis riaffermato che “i bombardamenti hanno distrutto la capacità dell’Iran di produrre armi nucleari” e poi puntato il dito contro “chiunque continui ad affermare il contrario”. “Chi dice che i bombardamenti non sono stati devastanti sta semplicemente cercando di indebolire il Presidente Trump e il successo della missione”, ha accusato Hegseth.

Witkoff evoca il “tradimento” nell’intelligence che sminuisce i risultati dell’attacco

I commenti di Trump sono in linea con le recenti affermazioni dell’inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente, Steve Witkoff, secondo cui l’impianto di arricchimento iraniano di Fordow è stato “distrutto” e che la missione di eliminare la capacità nucleare dell’Iran è stata portata a termine.

Intervenendo alla Fox News, Witkoff ha affermato che la distruzione della capacità di arricchimento nucleare dell’Iran era uno degli obiettivi principali della recente campagna militare statunitense, obiettivo che, a suo dire, è stato raggiunto. “Abbiamo piazzato 12 bombe bunker buster su Fordow. Non c’è dubbio che abbiano violato la copertura… e non c’è dubbio che i siti siano stati distrutte”, ha detto Witkoff, rispondendo direttamente ai resoconti giornalistici che suggeriscono che gli attacchi abbiano rallentato il programma nucleare iraniano solo di mesi.

“È oltraggioso, è un tradimento e deve essere indagato” ha scandito Witkoff, sottolineando di aver letto tutti i rapporti di valutazione dei danni. “Non c’è “alcun dubbio” che tutti e tre i siti nucleari colpiti dagli Stati Uniti siano stati “cancellati”.

Dopo le parole di Witkoff, Trump ha pubblicato una clip dell’intervista alla Fox sul suo social Truth, citando le parole dell’inviato da lui nominato: “Abbiamo messo 12 bombe bunker buster su Fordow. Non c’è dubbio che abbia fatto breccia nel baldacchino e non c’è dubbio che sia stato OBLITERATO. Quindi, le notizie là fuori che in qualche modo suggeriscono che non abbiamo raggiunto l’obiettivo sono completamente assurde!”, ha scritto Trump riprendendo la frase di Witkoff.

Tregua Iran-Israele, anche la Bbc conferma che le centrifughe iraniane sono in gran parte “intatte”

Nel frattempo anche la Bbc, riportando le testimonianze di fonti che hanno familiarità con la valutazione dell’intelligence, confermano che le centrifughe iraniane sono in gran parte “intatte” e l’impatto è stato limitato alle strutture fuori terra. Sempre secondo quanto appreso dall’emittente britannica, gran parte degli impianti, che si trovano in profondità nel sottosuolo, non sono stati distrutti e che l’attacco ha riportato l’Iran indietro solo di “pochi mesi, al massimo”. A queste valutazioni, si aggiungono le dichiarazioni di altre fonti che alla Cbs hanno spiegato che parte delle scorte di uranio arricchito dell’Iran sono state spostate prima degli attacchi.

Anche la portavoce Leavitt nel botta e risposta

Un botta e risposta continuo, che ha coinvolto anche la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Leavitt ha confermato l’autenticità della valutazione, ma ha sottolineato che è “completamente sbagliata”, e sebbene sia stata classificata come ‘top secret’, è comunque trapelata”. Fuga di notizie che rappresenta “un chiaro tentativo di sminuire il presidente Trump e screditare i coraggiosi piloti di caccia che hanno condotto una missione perfettamente eseguita per cancellare il programma nucleare iraniano”, ha proseguito Leavitt su X.

“Tutti sanno cosa succede quando si sganciano quattordici bombe da 30.000 libbre perfettamente sui loro obiettivi: l’annientamento totale”, ha aggiunto.

Tregua Iran-Israele, Teheran ostenta tranquillità

Da Teheran, invece, il capo dell’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran, Mohammad Eslami, ha subito affermato che “i piani per il riavvio degli impianti sono stati preparati in anticipo e la strategia iraniana è quella di garantire che la produzione e i servizi non vengano interrotti”. Mentre un consigliere del leader supremo dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, ha dichiarato che il suo paese ha ancora scorte di uranio arricchito e che “il gioco non è finito”.

Il bombardamento americano di tre siti nucleari in Iran ha fatto ritardare il programma nucleare del Paese solo di pochi mesi, ha scritto il New York Times, citando funzionari a conoscenza di un rapporto classificato secondo cui gli attacchi hanno sigillato gli ingressi di due delle strutture, ma non hanno provocato il crollo degli edifici sotterranei.

Prima dell’attacco, le agenzie di intelligence statunitensi avevano affermato che se l’Iran avesse tentato di accelerare la produzione di una bomba, ci sarebbero voluti circa tre mesi. Dopo i bombardamenti statunitensi e gli attacchi dell’aeronautica militare israeliana, il rapporto della Defense Intelligence Agency stima che il programma abbia subito un ritardo, ma non più di sei mesi.

Ok Parlamento Iran a stop collaborazione con Aiea

Intanto il Parlamento di Teheran ha approvato il disegno di legge che porta all’interruzione della collaborazione dell’Iran con l’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa iraniana Isna. Con la decisione del Parlamento, gli ispettori dell’Aiea non saranno più ammessi in Iran. Il disegno di legge era già stato ratificato dal Consiglio della sicurezza nazionale.

Media: 700 arresti da inizio guerra, sono “mercenari di Israele”

Più di 700 persone sono state arrestate in Iran da venerdì 13 giugno, quando sono iniziati i raid aerei israeliani su obiettivi iraniani. Lo rende noto l’agenzia di stampa iraniana Fars definendo le persone arrestate come “mercenari israeliani” e aggiungendo che nello stesso arco di tempo sono stati sequestrati 10mila droni. “Fin dall’inizio dell’attacco di Israele all’Iran, la rete di spionaggio del regime sionista è stata molto attiva nel Paese. L’intelligence e le forze di sicurezza iraniane sono riuscite ad arrestarne più di 700 in 12 giorni”, ha riportato Fars News.

Emilio Pistone
Emilio Pistone
GIORNALISTA, RICERCATORE

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