Strani disegni, Uketsu

Uketsu ha scritto Strani disegni con la maschera e la voce alterata: il best seller, tradotto in 28 lingue, più che un terrificante e imprevedibile giallo sembra un manga. La forza dell’hype sia con voi

einaudi, 2025, trad. Stefano Lo Cigno
[1° Ed 変な絵, Hennae, Futabasha, Giappone, 2022]

Uketsu è uno youtuber e scrittore giapponese. La sua identità è sconosciuta, e durante le apparizioni in video e in pubblico indossa sempre una maschera e utilizza un modificatore di voce. Il successo arriva con un video in cui racconta la storia di una casa con una stanza che sembra una prigione: oltre 24 milioni di visualizzazioni, viene adattato nel romanzo che diventa un best seller: Strani disegni, edito da Futabasha, ha venduto oltre 1,6 milioni di copie, con 20 ristampe in un solo anno, tradotto in 28 lingue.

È stato pompato a manetta con un hype assurdo: marketing a livello pro.

Ho letto Strani disegni di Uketso, autore e youtuber giapponese che veste una maschera, ha la voce alterata da un’intelligenza artificiale. Nessuno sa chi sia. Ha scritto questo libro che come dicevo ha avuto un hype assurdo. E chi sono io per non farmi trascinare dagli eventi per leggerlo?

Lo hanno presentato come una roba super spaventosa, inquietante e via discorrendo. Diciamo che all’inizio sembrano più storie antologiche, però a un certo punto si capisce che sono tutte legate. La seconda parte, dove si capisce, secondo me è molto meglio della prima.

In tutta onestà io non ci ho visto nulla di straordinario. Come stile mi ha ricordato tanto Detective Conan, che è un cartone animato che davano in pausa pranzo, non ricordo se quando facevo il liceo o già l’università. Perché ha delle parti di spiegazioni proprio schematiche con questo, freccetta quest’altro; questo, conseguenza. Che è proprio a misura di chi si perde un po’ nella lettura.

Strani disegni è scorrevolissimo, si legge in un pomeriggio o in due se qualcuno ha qualcos’altro da fare. Io l’ho letto in un weekend, dopo aver letto Lo sbilico. Diciamo che come lettura ponte è andata benissimo. La scorsa settimana, quando me lo sono marcata mi sono scritta “a settembre sicuramente non mi ricorderò di lui”. Ecco: è passata una settimana e io già me l’ero scordato.

Non è nulla di indimenticabile, è uno di quei romanzi che riesci a leggere col cervello staccato, e che se ti perdi qualcosa va bene lo stesso e si può andare avanti. Paura no, angoscia no, inquietudine nemmeno. Mi ha ricordato molto i cartoni animati giapponesi, ma non c’è veramente il Giappone che arriva potente come in altre cose che uno può leggere. Questo sì, è un po’ uno sfondo che arriva, ma nemmeno più di tanto.

Certo i passaggi sono un po’ prevedibili. Non è che uno debba essere un fine giallista per rendersi conto di quale sarà l’epilogo. Però insomma ho letto ben di peggio, e questo si fa leggere molto volentieri col cervello staccato.

Paola A. Stringa
Paola A. Stringa
Avvocata, Attivista, Lettricebulimica

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