Applausi e polemiche per l’ennesimo sì “definitivo” al Ponte

Da decenni e decenni si ripetono annunci e inaugurazioni di cantieri per la maxi-opera, con la ripetizione di applausi, consensi e polemiche sempre uguali. Oggi esultano Salvini e Meloni e protestano le forze di sinistra (ma non architetti e ingegneri d’area, in gran parte favorevoli), per gli sprechi e le questioni ambientali

“Questo non è un punto di arrivo ma un punto di partenza, che arriva dopo due anni e mezzo di lavoro costante, dopo qualche centinaio di riunioni a tutti livelli. E un’emozione, perché non si è mai arrivato all’approvazione del progetto definitivo con l’intera copertura economica garantita, con la condivisione dei territori, con le regioni. A questo punto si può dire sarà, non sarebbe, il ponte a campata unica più lungo al mondo”. Così il vicepremier e ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, dopo l’ok al progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina da parte del Cipess (Il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile), alla presenza del premier Giorgia Meloni.

C’è da dire che nel corso di decenni gli italiani hanno assistito a una sequela interminabile di sì (presunti, molto presunti) definitivi, con tanto di cantieri aperti da Berlusconi e opere funzionali al Ponte rimaste lì come cattedrali nel deserto. Da decenni e decenni rimbalzano annunci e inaugurazioni di cantieri per la maxi-opera, con la ripetizione di applausi, consensi e polemiche sempre uguali. Oggi esultano Salvini e Meloni e protestano le forze di sinistra (ma non architetti e ingegneri d’area, in gran parte favorevoli), per gli sprechi e le questioni ambientali. L’unico dato a cambiare davvero è il costo dell’opera che lievita a ogni nuovo sì “definitivo”.

Ponte, opera da 13.532 miliardi

Comunque sia, il costo dell’opera è di 13.532 miliardi di euro, interamente coperto con finanziamenti pubblici già disponibili a seguito delle leggi di bilancio 2024 e 2025. “L’opera, lungamente attesa – si legge nella nota del Cipess – era già prevista da una norma del 1971 ed è stata riavviata dal Governo nel 2022. Darà vita al ponte a campata unica più lungo del mondo, di 3.300 metri, sostenuto da due torri di 399 metri di altezza. Ospiterà 3 corsie stradali per senso di marcia, di cui una di emergenza, 2 corsie di servizio e 2 binari ferroviari con marciapiedi laterali pedonabili.

Ponte, 40 km di raccordi ferroviari

I collegamenti saranno assicurati da circa 40 km di raccordi viari e ferroviari (l’80% dei quali sviluppati in galleria) che collegheranno il ponte, dal lato Calabria, all’autostrada del Mediterraneo e alle stazioni ferroviarie di Villa S. Giovanni e Reggio Calabria e, dal lato Sicilia, alle autostrade Messina-Catania e Messina-Palermo nonché alla nuova stazione di Messina”. “In termini di risparmio di tempo – sottolinea Salvini – oggi i treni ci mettono tra i 120 e i 180 minuti, passeggeri e merci: si scenderà a 15 minuti, quindi un risparmio che supererà le due ore e mezza. Per le auto e per i mezzi su gomma dipende dal periodo, se ci andate in questo agosto rischiate di aspettare anche tre o quattro ore, però il tempo medio tra 70 e 100 minuti si ridurrà a 10 minuti”.

Ponte, previste (per Salvini) 129.000 unità di lavoro

“Gli studi – rimarca il vicepremier – parlano di 129 mila unità lavoro tra diretto e indiretto all’anno, lo studio di Open Italia Economics parla di una maggior ricchezza prodotta di tre miliardi di euro, che non solo ripaga l’investimento dello Stato ma lo raddoppia”. “Ritengo che sarà un acceleratore di sviluppo, perché il ponte sarà una parte della soluzione dei problemi del mezzogiorno se verrà ultimata l’alta velocità che è in corso di progettazione da Salerno a Reggio Calabria, i cantieri sono aperti sulle ferrovie tra Palermo, Catania e Messina” ricorda Salvini, secondo cui il ponte attiverà “una riattrazione di cervelli e professionalità”, sottolineando  che “il fronte della sicurezza e del contrasto a infiltrazioni mafiose è un fronte fondamentale che ci vece schierati h24”.

“Ora – conclude il ministro – si attende la bollinatura della Corte dei conti, poi l’obiettivo tra settembre e ottobre è di partire con i cantieri, con gli espropri, ricordo che gli indennizzi per gli espropriati del ponte avranno un plus rispetto a quelli dell’alta velocità”.

Ponte, esulta Meloni

Esulta anche il premier Giorgia Meloni, che durante la riunione del Cipess parla di “una tappa fondamentale nell’azione di questo Governo”, sottolineando che “non è un’opera facile ma lo riteniamo un investimento sul presente e sul futuro dell’Italia, e ci piacciono le sfide difficili quando sono sensate. Lo facciamo per dare lavoro e opportunità oggi, visto il moltiplicatore che un’opera di questa imponenza può generare sul nostro tessuto economico e produttivo, e per lasciare alle generazioni future un’eredità concreta: un’Italia più connessa, più competitiva, più coesa”.

Ponte, critiche le opposizioni

Critiche le opposizioni: “Altro che giornata storica: oggi è una giornata triste per il Mezzogiorno e per tutto il Paese. Il via libera del Cipess al progetto definitivo del Ponte sullo Stretto rappresenta un colossale spreco di risorse pubbliche, un monumento all’inutilità e alla propaganda di Salvini. Un’opera vecchia, contestata, irrealizzabile nei tempi e nei modi raccontati, che cancella con un colpo di spugna le vere priorità del Sud: trasporti locali, ferrovie moderne, scuole sicure, sanità accessibile e infrastrutture sostenibili”. dichiara Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in Commissione Trasporti alla Camera. 

Emilio Pistone
Emilio Pistone
GIORNALISTA, RICERCATORE

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