Come riporta l’emittente Al Jazeera un doppio attacco ha raggiunto il quarto piano dell’ospedale uccidendo le vittime: prima un missile, poi un altro mentre arrivavano le squadre di soccorso
Cinque giornalisti uccisi tra le 20 vittime in un attacco israeliano al complesso medico Nasser a Khan Younis, nella parte meridionale di Gaza. Le vittime, come riporta l’emittente Al Jazeera, sono state uccise al quarto piano dell’ospedale in un doppio attacco: prima un missile poi un altro mentre arrivavano le squadre di soccorso.
I giornalisti uccisi nel raid
Tra le vittime figurano il fotografo di Al Jazeera Mohammad Salama; Hussam al-Masri, che lavorava come fotoreporter per l’agenzia di stampa Reuters; Mariam Abu Daqqa, che lavorava come giornalista per diversi organi di stampa, tra cui The Independent Arabic e l’agenzia di stampa Associated Press; Moaz Abu Taha, che lavorava per la rete NBC, secondo l’ufficio stampa del governo di Gaza. L’uccisione dei quattro giornalisti avviene appena due settimane dopo l’uccisione del giornalista di Al Jazeera Anas al-Sharif, insieme a quattro suoi colleghi, davanti all’ospedale al-Shifa di Gaza City.
Giornalisti uccisi, il sindacato condanna gli attacchi
L’esercito israeliano e l’ufficio del Primo Ministro non hanno rilasciato dichiarazioni immediate in merito agli attacchi. Il Sindacato dei giornalisti palestinesi ha condannato Israele per gli attacchi, affermando che essi rappresentano “una guerra aperta contro i media liberi, con l’obiettivo di terrorizzare i giornalisti e impedire loro di adempiere al loro dovere professionale di denunciare i crimini di Israele al mondo”. Secondo il Palestinian Journalists Syndicate, più di 240 giornalisti palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano a Gaza dall’inizio della guerra, il 7 ottobre 2023.
Un medico: i pazienti stanno scappando dalla struttura
Un medico dell’ospedale Nasser di Khan Yunis, Saber al-Asmar, ha affermato che i pazienti stanno “scappando” dalla struttura “per paura” di un altro attacco israeliano, riporta Al Jazeera. “Eravamo come tutti gli altri all’interno dell’ospedale, facevamo semplicemente il nostro lavoro con una grave carenza di attrezzature, strumenti e farmaci. E mentre tutti stavano facendo il proprio lavoro, è arrivato questo massiccio attacco”, ha detto al-Asmar, aggiungendo che il raid è avvenuto mentre nell’ospedale c’erano studenti, medici e giornalisti. “La sala operatoria, soprattutto al mattino, è piena di studenti di medicina, pazienti, medici e infermieri… stavano seguendo le lezioni, mentre i giornalisti si preparavano a riferire su ciò che sta accadendo negli ospedali di Gaza”, ha sottolineato.
Giornalisti uccisi, l’indignazione Onu
Le Nazioni Unite hanno insistito sul fatto che giornalisti e ospedali non dovrebbero mai essere presi di mira, dopo l’attacco israeliano. “L’uccisione di giornalisti a Gaza dovrebbe sconvolgere il mondo, non spingendolo a un silenzio attonito, ma ad agire, chiedendo responsabilità e giustizia”, ha dichiarato la portavoce dell’Alto Commissariato Onu per i Diritti Umani, Ravina Shamdasani, in una nota, insistendo: “I giornalisti non sono un bersaglio. Gli ospedali non sono un bersaglio”.
Giornalisti uccisi, Reuters e Ap sconvolti
“Siamo sconvolti nell’apprendere della morte del collaboratore di Reuters, Hussam al-Masri, e del ferimento di un altro dei nostri collaboratori, Hatem Khaled, negli attacchi israeliani all’ospedale Nasser di Gaza di oggi”. Lo ha dichiarato Reuters in una nota riportata sul suo sito web. “Stiamo cercando urgentemente maggiori informazioni e abbiamo chiesto alle autorità di Gaza e di Israele di aiutarci a ottenere assistenza medica urgente per Hatem”, si legge nella nota.
“L’Associated Press è scioccata e rattristata nell’apprendere della morte della giornalista Mariam Dagga, insieme a diversi altri giornalisti, presso l’ospedale Nassar di Khan Younis, a Gaza”. Lo si legge in un comunicato dell’Associated Press rilanciato da Reuters sul suo sito web.
“Mariam si recava regolarmente in ospedale per la copertura mediatica. Il suo lavoro recente includeva storie toccanti di bambini affamati e malnutriti a Gaza. Ha lavorato come freelance per l’Associated Press e altre testate giornalistiche. Stiamo facendo tutto il possibile per garantire la sicurezza dei nostri giornalisti a Gaza”.



