I membri della “nuova Siria”: il caso di Abdul Jashari e altri

I risultati della guerra, durata 14 anni, contro il popolo siriano? Le nuove autorità jihadiste siriane hanno nominato anche combattenti stranieri ad alte posizioni nelle forze armate del paese: Abdul Jashari, combattente di etnia albanese noto anche come Abu Qatada al-Albani, è stato nominato colonnello

Migliaia di terroristi islamici stranieri hanno combattuto per la distruzione della Repubblica Araba siriana, dall’inizio della guerra contro il governo baathista siriano; una parte dei combattenti stranieri hanno formato propri gruppi armati, mentre altri si sono uniti a formazioni consolidate come l’ISIS, Al Nusra, al Qaeda. Negli ultimi anni la gran parte di questi si sono uniti all’HTS (Hay’at Tahrir al-Sham) di Al Jolani, che, dopo aver rinnegato i loro legami con l’ISIS e Al Qaeda, sono divenuti paladini degli interessi stranieri in Siria e trasformati in “liberatori”.

I nuovi reggenti del paese hanno ottenuto che i combattenti jihadisti stranieri e le loro famiglie abbiano la cittadinanza siriana e possano rimanere nel paese grazie al loro contributo alla lotta contro il “regime” precedente. Così il ministero della Difesa occupante ha annunciato 49 nomine di comando del nuovo esercito, che includono i leader di tutte le fazioni armate combattenti.

Tra questi il comandante degli jihadisti uiguri cinesi, Abdulaziz Dawood Khudaberdi, noto anche come Zahid, comandante della milizia del Partito Islamico Turco (TIP) cinese in Siria, nominato generale di brigata. Così come altri due comandanti uiguri, Mawlan Tarsoun Abdussamad e Abdulsalam Yasin Ahmad, hanno ricevuto il grado di colonnello. Così come il combattente turco Omar Mohammed Jaftashi, divenuto generale, il quale, noto come “Muhtar Turki”, ha ricordato France24, in passato ha pubblicato video di decapitazioni e ha ricoperto ruoli di comando in combattimento, non solo sotto al-Qaeda, ma anche sotto al-Nusra, ISIS e infine nell’ HTS. C’è poi il giordano Abdul Rahman Hussein al-Khatib diventato generale di brigata. conosciuto anche per essere stato coinvolto nella pratica barbara delle decapitazioni mentre lavorava per al-Qaeda.

chi è Abdul Samrez Jashari

Tra questi Abdul Samrez Jashari, conosciuto con il nome di battaglia di Abu Qatada al-Albani, è un militante albanese leader di Xhemati Alban (Gruppo Albanese), un gruppo armato islamista salafita composto da militanti di Albania, Kosovo e della Macedonia, alleato di Hay’at Tahrir al-Sham, operante nella guerra siriana. Fino al 2017, Jashari e Xhemati Alban erano parte del predecessore di HTS, il Fronte al-Nusra affiliato ad al-Qaeda. Dopo la caduta del governo di Assad e l’istituzione del governo di transizione siriano, Jashari è stato promosso al grado di colonnello nel nuovo esercito siriano, nonostante che lo stesso Jashari, avesse una taglia come terrorista dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti dal 2016, per le sue attività criminali.

Non c’è molto da stupirsi se abbiamo conoscenza che il nuovo capo dell’intelligence siriana, Anas Khattab, è indicato come terrorista dal 2014, designato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ai sensi della Risoluzione 2161 per la sua affiliazione ad al-Qaeda e al-Nusra.

Aisha al-Dibs all’Ufficio per gli Affari Femminili in Siria

Anche la nuova responsabile dell’Ufficio per gli Affari Femminili in Siria, Aisha al-Dibs, è una nomina inquietante. Non solo propone la sharia e l’attivazione della  divisione tra i sessi negli enti pubblici, nelle scuole e all’università, nei luoghi pubblici e la sharia come abbigliamento più consono alle donne siriane, ma ha anche presentato la “rivoluzione siriana” del dicembre 2024, come una “jihad”, così come aveva sempre, PRIMA, invocato la distruzione di Israele e definito i funzionari americani “assassini” e “criminali”, condannati all’Inferno.

Ora è una figura limpida e costruttiva, di una “nuova e libera” Siria, oltre che ossequiente amica e alleata di Israele e Stati Uniti, come garanti della “rivoluzione siriana” contro il “regime” miscredente della RAS.

il nuovo ministro degli Esteri siriano, Asaad Hassan al-Shibani

Oppure come il nuovo ministro degli Esteri siriano, Asaad Hassan al-Shibani (in precedenza noto come Zaid al-Attar), che era un comandante di al-Qaeda e al-Nusra, ma che oggi è ossequiato e onorato come esponente di un nuovo potereche ha spazzato via, quelle sordide tradizioni decennali di Resistenza ai piani degli interessi stranieri in quel paese, che ora non esistono più. E la Siria oggi è di tutti tranne che dei siriani.

dov’è finita la siria?

Lo scenario è abbastanza inquietante, e sarebbe curioso ora, chiedere cosa ne pensano, tutti quelli che, in questi anni hanno sostenuto, operato, lavorato per la caduta della Siria indipendente, sovrana, combattente di prima linea contro tutte le forme di jihadismo e radicalismo fanatico. Soprattutto sempre al fianco del popolo palestinese e di tutte le forze resistenti al sionismo e all’egemonismo occidentale unipolarista, pur con tutti i suoi limiti e contraddizioni, non certo tenui o marginali. Oggi il risultato è questo, ma tanto lo pagano solo i siriani che vivono là.

Enrico Vigna
Enrico Vignahttps://www.diestlibri.com/
AUTORE, ATTIVISTA PER I DIRITTI UMANI

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