Giorgia l’arrembante che tutto può e il fronte dei depressi

La nostra premier può far squillare le trombe, mentre l’Italia e la vita degli italiani peggiorano e i vari Schlein, Conte, Landini, Bonelli e Fratoianni sembrano vivere completamente fuori dal mondo reale

Le comunicazioni di Giorgia Meloni alle Camere in vista del Consiglio europeo hanno regalato l’interessante siparietto di una premier con il vento in poppa in un paese che arretra e annaspa. Le grandi testate hanno evidenziato la performance su Ucraina e Gaza, ma il nocciolo della efficacissima propaganda meloniana sta nel finale: “La maggioranza degli italiani, sempre più maggioranza, riconosce il lavoro serio, la buonafede e i risultati. E finché quella maggioranza sarà dalla nostra parte, noi andremo avanti con la testa alta e lo sguardo fiero, consapevoli della grande Nazione che rappresentiamo, in Italia e all’estero, perché sempre più italiani possano essere fieri di noi e, soprattutto, orgogliosi di essere italiani”.  

Giorgia sempre più su mentre l’Italia annaspa

Giorgia sempre più sicura di sé, nonostante il potere d’acquisto degli italiani sia in caduta libera. Per non parlare dell’età pensionabile, innalzata per decisione di chi – fino a ieri – si scandalizzava per la Fornero.

Giorgia sempre più arrembante. In Senato conferma tutte le posizioni dell’Italia su Ucraina e Gaza, mentre solo due giorni fa il presidente Usa Trump, non uno qualunque, rilanciava sui social il video fake sulla volontà della nostra premier di strappare con l’Ue sui dazi e ridurre l’impegno dell’Italia per Kiev. Perché Trump l’avrebbe fatto? Giorgia gioca con due mazzi di carte? Boh.

Giorgia sempre più forte. Così forte che, se qualcuno prova ad esprimere timori sulla tenuta democratica in Europa di fronte a una destra violenta e illiberale, sguinzaglia la sua “bestia” social per ricoprire di sdegno quei pericolosi fomentatori che osano mettere in dubbio le virtù di una parte politica che conosce – e conobbe – solo amore.

Giorgia sempre più indignata, mentre la stampa protesta

Giorgia sempre più indignata con chi le chiede di tenere normali conferenze stampa. Qualcuno, addirittura, le chiede di parlare con i giornalisti tutti (dovere di un Presidente del Consiglio) e non solo con Vespa & C. E Giorgia è ancor di più indignata perché non si comprende come il più autorevole quotidiano economico italiano, il Sole24Ore, possa entrare in sciopero perché il direttore decide di farla intervistare da una giornalista esterna (di suo gradimento, si suppone), invece che dai grandi giornalisti esperti di economia che da anni seguono il governo e le manovre economiche.

Giorgia sempre più convinta della sua superiorità. In altri tempi l’opposizione avrebbe risposto efficacemente, ma oggi i vari partiti del centrosinistra, del sinistra-centro, del presunto centro e della presunta sinistra, sono impegnati a litigare, a misurarsi nelle faide interne e nella lotta a chi dovrebbe fare il premier – Conte o Schlein? – in vista di una vittoria che di questo passo non arriverà mai.

Giorgia e i “marziani” del gruppo Schlein, Conte, Landini & C.

Schlein, Landini e Conte

Ci prova Landini a dare una scossa, ma la gloriosa Cgil è ormai il sindacato dei pensionati (detengono la maggioranza delle tessere). E quindi la Cgil sciopera per tutto tranne che per la lotta alla disoccupazione, che riguarda all’incirca il mondo dai 18 ai 58 anni.

Landini, come Schlein e Conte, forse vive fuori dal mondo reale. Qualcuno li chiama marziani. Magari, se lui e gli altri vivessero davvero dentro questo mondo, si accorgerebbero che i loro ex elettori sono iscritti al vero partito di maggioranza – quello delle astensioni – che ha lasciato campo libero alle destre. Si accorgerebbero che i loro ex elettori, stanchi di eterne delusioni, oggi vanno sui social a guardare vecchie interviste di Enrico Berlinguer in quello Spoon River virtuale della sinistra che fu.

Sprazzi di Calabria e il giudizio etico-antropologico sul voto

Un appunto personale. I miei legami con la Calabria mi hanno fatto osservare da fuori, ma con attenzione, le recenti elezioni regionali dove ha trionfato Occhiuto e straperso Tridico. Risultato non sorprendente, bastava prendersi un gelato al bar per capire quale fosse l’andazzo. Quello che invece mi ha sorpreso sono alcune considerazioni degli sconfitti di centrosinistra e alcune analisi intellettuali, a dir poco strampalate, lette qui e lì.

Commenti molto duri, finanche giudizi etici e/o farneticazioni antropologiche e territoriali sugli elettori che hanno votato centrodestra. Quasi che ogni voto non dato alla sinistra o ai 5Stelle fosse un voto legato alle prebende. Le clientele ci sono e pesanti ma, come i calabresi sanno, valgono alla grande per tutti i fronti politici. Non è che quando uno vince il voto è etico mentre quando perde è clientelare.

Bastava farsi un giro su un autobus, in un mercato, per strada, per capire che il punto non è quanto fossero grandi i problemi della Calabria (a partire dalla sanità), ma chi avesse una pur minima credibilità per tentare di risolverli. Tutto qui. In questo momento il centrosinistra rissoso e chiacchierone, moralistico e respingente, di credibilità ne ha poca. In Calabria, come in Italia, il suo elettorato soffre una crisi depressiva senza precedenti. E in giro non solo non si vede un Berlinguer, ma neanche un Occhetto qualunque.

Giorgia, puoi far squillare le trombe

Giorgia, quindi, può far squillare le trombe, mentre l’Italia e la vita degli italiani peggiorano. Giorgia può primeggiare mentre Salvini e Tajani (e Lupi, che ogni tanto ha due battute in Tv) fanno da comprimari.

Giorgia può inneggiare alla propria bravura, stringere mani, accusare gli altri di essere violenti, brutti e cattivi.

Giorgia può dire che il paese prospera, mentre gli italiani questa estate non avevano i soldi per una settimana in un lido balneare qualunque.

Giorgia può, soprattutto, augurare lunga vita politica a Schlein, Conte, Landini Fratoianni, Bonelli: con loro in attività nessuno la potrà scalzare dal suo podio.

Alessandro Russo
Alessandro Russohttps://www.sudefuturi.it/
Giornalista, editorialista, Direttore di SUD e FUTURI. Ha firmato importanti inchieste e approfondimenti, ricoperto incarichi di direzione in giornali, radio e televisioni, dove ha ideato e condotto programmi di grande impatto emotivo e civile. È stato docente di giornalismo e comunicazione per corsi universitari, scolastici e di formazione professionale. Ha scritto libri inchiesta sull’impatto della criminalità organizzata al Sud, sui pregiudizi e sulla deriva sensazionalistica dei media.

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