domenica, 8 Febbraio 2026

La separazione delle carriere è legge: resa dei conti al referendum

La riforma costituzionale approvata in via definitiva dal Senato, salvo il passaggio referendario che con ogni probabilità ci sarà nella primavera 2026, segna una svolta significativa nell’ordinamento giudiziario italiano. Forza Italia festeggia a piazza Navona

Il Senato ha approvato, in ultima lettura, il ddl costituzionale sulla cosiddetta separazione delle carriere. I sì sono stati 112, i no 59, gli astenuti 9. La riforma costituzionale proposta dalla maggioranza nel disegno di legge AC. Il 1917, e approvata in via definitiva dal Senato, salvo passaggio referendale che con ogni probabilità ci sarà nella primavera 2026, segna una svolta significativa nell’ordinamento giudiziario italiano, introducendo cambiamenti strutturali profondi volti a separare le carriere dei magistrati e a ridefinire il ruolo del Consiglio superiore della magistratura (CSM).

Separazione delle carriere: netta distinzione tra magistrati

Il cuore della riforma risiede nella netta distinzione tra magistrati giudicanti e magistrati richiedenti. Tale separazione, che mira a garantire una maggiore autonomia e specializzazione di ciascuna funzione, prevede la creazione di due distinti organi di autogoverno: il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente. Ciascuno di questi organismi sarà responsabile per la gestione delle assunzioni, trasferimenti, valutazioni di professionalità e attribuzione delle funzioni per i magistrati di competenza.

Dal punto di vista operativo, i due nuovi Csm saranno presieduti dal Presidente della Repubblica, e includeranno membri nominati tramite un meccanismo innovativo: il sorteggio. Per un terzo, i componenti saranno selezionati da un elenco di professori universitari e avvocati con almeno quindici anni di esperienza, stilato dal Parlamento. Gli altri due terzi saranno estratti tra i magistrati giudicanti o richiedenti, a seconda dell’organo di riferimento. Questo sistema, secondo la maggioranza, punta a ridurre il rischio di influenze esterne e promuove una rappresentanza equilibrata.

Separazione delle carriere: la novità dell’Alta corte disciplinare

Un’altra novità di rilievo è la creazione dell’Alta Corte disciplinare, organo indipendente con competenza esclusiva sulle questioni disciplinari che riguardano magistrati giudicanti e richiedenti. Attualmente, tali funzioni sono attribuite alla Sezione disciplinare del CSM. La nuova Alta Corte sarà composta da quindici giudici, selezionati attraverso un sistema misto: parte sarà nominata dal Presidente della Repubblica tra esperti in materie giuridiche, parte sorteggiata tra professionisti qualificati e magistrati con esperienza decennale.

L’Alta Corte sarà anche dotata di un sistema di doppio grado di giudizio interno, composizioni differenti tra primo e secondo grado, per garantire imparzialità e trasparenza. La riforma interviene sugli articoli 87, 102, 106, 107 e 100 della Costituzione, e sostituisce integralmente gli articoli 104 e 105. Essa riafferma l’autonomia e l’indipendenza dell’ordine giudiziario, configurandolo come composto da due carriere distinte, la cui disciplina dettagliata sarà demandata a successive norme di legge ordinaria. Per l’adeguamento normativo, è previsto un periodo transitorio di un anno.

Separazione delle carriere: Forza Italia festeggia a Piazza Navona

 “Grazie a Forza Italia un giustizia giusta”. Questo il testo dello striscione dietro cui parlamentari, militanti e giovani di Forza Italia hanno festeggiato a Piazza Navona l’approvazione definitiva in Senato della riforma costituzionale della giustizia, che prevede la separazione delle carriere dei magistrati. In attesa della battaglia referendaria, un successo dedicato al fondatore Silvio Berlusconi, la cui immagine viene issata nella storica piazza romana.

Separazione delle carriere: la dedica di Gasparri a Berlusconi

“C’è grande soddisfazione, una dedica a Silvio Berlusconi, una battaglia storica per Forza Italia: ora ci rivolgiamo ai cittadini, alla gente comune, perché questa riforma vuole essere un omaggio a questa battaglia storica e anche una proiezione verso una giustizia senza politica, con più efficienza” sottolinea il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

Mentre il suo omologo alla Camera, Paolo Barelli, ricorda:  “È una riforma esclusivamente a favore dei cittadini per una giustizia giusta, che significa una distanza equanime tra accusa e difesa nei confronti di un giudice terzo, non c’è null’altro. Le correnti nella magistratura hanno inquinato il lavoro della maggior parte dei magistrati che sono persone capaci, professionali e oneste. L’hanno detto magistrati  che hanno rivestito incarichi importanti all’interno della magistratura e del loro sindacato”.

“Questo è un tassello, è un pezzo importantissimo della riforma della giustizia, ma soprattutto, dopo quello che ho sentito oggi in Aula delle opposizioni,  noi dobbiamo andare avanti e aggiungerci un altro pezzettino sulla responsabilità civile dei magistrati, che quando sbagliano devono pagare, esattamente come tutti gli altri professionisti, perché se un medico sbaglia, un avvocato sbaglia, un geometra sbaglia, pagano economicamente e a volte pagano anche con la galera” così Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato, intervenuta al flash mob promosso da Forza Italia.

Separazione delle carriere, Siracusano: abbiamo solo iniziato a correggere il sistema

“Abbiamo solo iniziato a correggere le strutture di un sistema giustizia che questo Paese non merita. Iniziamo da oggi a lavorare per una giustizia giusta, dove il giudice è terzo e imparziale, distante dal pubblico ministero, distante come bisogna essere distante allo stesso modo dall’avvocato di difesa” così Matilde Siracusano, sottosegretaria ai rapporti con il Parlamento. In piazza anche chi, come il senatore Adriano Galliani, è stato storicamente e ‘in campo’ con il Cavaliere: “Oggi per noi è una giornata storica, un tributo al nostro presidente Silvio Berlusconi, credo che da oggi in Italia le cose possano veramente cambiare. Per cui grazie presidente Berlusconi, sono sicuro che ci sta guardando dall’alto, ci è vicino ed è felice”.

Fonte 9colonne

Emilio Pistone
Emilio Pistone
GIORNALISTA, RICERCATORE

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