Zohran Mamdani, un socialista a New York

Il neo sindaco della Grande Mela ha iniziato il suo mandato al termine di una notte elettorale che ha fatto registrare una vera e propria disfatta per l’amministrazione Trump, sconfitta in quattro stati

“Stasera siamo usciti dal vecchio per entrare nel nuovo”: con questa frase, pronunciata quando in Italia erano le sei del mattino e a New York mezzanotte, il neo-sindaco della Grande Mela (il centoundicesimo) Zohran Mamdani ha iniziato il suo mandato al termine di una notte elettorale che ha fatto registrare una vera e propria disfatta per l’amministrazione Trump, sconfitta in quattro stati. Una notte che segna una svolta storica tanto per la città più popolosa degli States, con i suoi otto milioni d’abitanti, che per gli Stati Uniti nel loro complesso.

Il nuovo primo cittadino di New York è infatti, come del resto ampiamente previsto, il candidato socialista democratico trentaquattrenne Zohran Mamdani, praticamente sconosciuto fono a un anno fa, che ha conquistato la guida della capitale finanziaria mondiale battendo agevolmente con il 50,4% dei voti l’ex governatore democratico dello stato, Andrew Cuomo, che si era candidato come indipendente, e il repubblicano Curtis Sliwa. Mamdani sarà il primo sindaco musulmano di New York City e il primo sud asiatico a ricoprire la carica.

Mamdami sindaco di New York nonostante l’endorsement di Trump a Cuomo

Per Cuomo, si era registrato l’endorsement di Donald Trump, che aveva invitato i propri elettori a convergere su questa candidatura arrivando a scrivere su Truth che “Preferirei di gran lunga vedere un democratico di successo vincere” a New York “piuttosto che un comunista senza esperienza e un record di fallimenti” alle spalle. L’appello del tycoon però non è bastato. Ad avere la meglio è stata invece proprio la denuncia portata avanti da Mamdani nella sua campagna elettorale delle élite politiche cittadine e della figura del “miliardario che compra le elezioni”.

Un successo, per di più, maturato sulla scia di una notte di riscossa per i Democratici, che hanno vinto anche le elezioni governatoriali in Virginia e New Jersey, così come la consultazione per la ridefinizione dei distretti elettorali in California. Quasi ovunque, i Repubblicani hanno visto il loro sostegno diminuire rispetto ai risultati di The Donald di appena un anno fa. “Il futuro è nelle nostre mani, amici miei, abbiamo rovesciato una dinastia politica”, ha dichiarato Mamdani alla folla di sostenitori radunata al Paramount Theater di Brooklyn. “Respiriamo l’aria di una città appena rinata”. “Quindi – ha aggiunto – parliamo ora con chiarezza e convinzione, inequivocabili, di ciò che questa nuova era porterà e a chi”.

Mamdami sindaco di New York, “una visione audace del futuro”

Il neo-sindaco ha quindi ribadito la volontà di offrire ai newyorkesi “una visione audace” del futuro. “Al centro di questa visione – ha aggiunto – ci sarà il programma più ambizioso per affrontare la crisi del costo della vita che questa città abbia mai visto dai tempi dell’ex sindaco Fiorello La Guardia”. Mamdani ha posto l’accessibilità economica al centro della sua campagna e davanti alla folla plaudente ha ribadito che i suoi piani includono il congelamento degli affitti, la gratuità degli autobus urbani e l’assistenza universale all’infanzia.

Su un quadro più ampio, come detto, i Democratici, con il loro poker di vittorie, hanno guadagnato slancio in vista delle elezioni di medio termine del 2026. Oltre al trionfo di Mamdani a New York, contano molto anche i risultati di Abigail Spanberger e della deputata Mikie Sherrill che si aggiudicano le rispettive corse a governatore in Virginia e New Jersey.

Spanberger diventerà la prima governatrice donna della Virginia e Sherrill diventerà la prima governatrice democratica del New Jersey. La democratica Ghazala Hashmi, destinata a diventare vicegovernatrice della Virginia, diventerà la prima donna musulmana eletta a livello statale.

Senza dimenticare la già citata California, il cui governatore, Gavin Newsom, ha celebrato il risultato dichiarando che, contro le aspettative trumpiane, “abbiamo resistito e siamo rimasti fermi nella risposta all’incoscienza di Donald Trump” approvando la Proposta 50 ovvero il referendum popolare che ridefinisce i collegi di questo Stato per l’elezione dei rappresentanti alla Camera federale di Washington a favore (sulla carta) dei Democratici in risposta a quanto avvenuto in Texas a favore dei Repubblicani.

Mamdami è sindaco di New York mentre per Newsom anche il Partito Democratico è in ascesa

Newsom ha affermato inoltre che il Partito Democratico è “in ascesa” come dimostrerebbero le vittorie dei suoi candidati alle elezioni chiave appena svoltesi. “Ma questa sera – ha aggiunto – non è stata solo una vittoria per il Partito Democratico, è stata una vittoria per gli Stati Uniti d’America, per il popolo di questo Paese e per i principi per i quali i nostri padri fondatori hanno vissuto e sono morti”. Il governatore ha poi messo in guardia dalle azioni di Trump, affermando che iniziative come gli schieramenti della Guardia Nazionale in tutto il Paese sono “un’anteprima di ciò che accadrà”. I trumpiani, “Non stanno scherzando”, ha avvertito.

Tornando a Mamdani, nel suo discorso a Brooklyn, il neo-sindaco si è rivolto proprio all’inquilino della Casa Bianca: “Donald Trump, siccome so che stai guardando, ho quattro parole per te: Turn the Volume Up (Alza il volume)”. “Se c’è qualcuno che può mostrare a una nazione tradita da Trump come sconfiggerlo- ha aggiunto – è la città che gli ha dato i natali”. E ancora: “Se c’è un modo per terrorizzare un despota, è smantellare le condizioni stesse che gli hanno permesso di accumulare potere”. “Non è solo così che fermiamo Trump, è così che fermeremo il prossimo”.

Luca Messi
Luca Messi
Giornalista per curiosità, autore per passione, impegnato per vocazione. Vive diviso tra il desiderio di cambiare il mondo e quello di goderselo così com'è

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