No Ponte in piazza a Messina per “salvaguardare i territori e per chiedere opere e interventi veramente utili”. Tanti big politici in corteo, tra cui Schlein e Bonelli
Nonostante la pioggia battente la manifestazione contro il ponte sullo Stretto, a Messina, ha avuto una grande partecipazione di comitati, associazioni, studenti, semplici cittadini, sindacati e partiti. “Siamo in 15.000, un record” dicono gli organizzatori del corteo che è arrivato in piazza Duomo per il comizio cui ha partecipato la segretaria del Pd Elly Schlein.
La mobilitazione ha come obiettivi la richiesta della salvaguardia del territorio e la realizzazione di opere e interventi considerati veramente utili. Alla manifestazione hanno aderito, secondo gli organizzatori, almeno 100 organizzazioni: 5 comitati No ponte, 47 associazioni ambientaliste, 36 tra associazioni e movimenti, 7 organizzazioni politiche, 5 organizzazioni sindacali.
No ponte in piazza per chiedere interventi veramente utili

“Ringraziamo i 15.000 che hanno partecipato al corteo”, afferma Pietro Patti, segretario provinciale della Cgil. “La lotta continua”, dice Daniele Ialacqua del comitato No Ponte – Capo Peloro.
“No Ponte” scende in piazza per “salvaguardare i nostri territori e per chiedere opere e interventi veramente utili. Le tante forzature e bocciature del progetto rendono ancora più forte la battaglia che accomuna persone e territori“, spiegano ancora gli organizzatori sostenendo come la pubblicazione delle motivazioni della Corte dei Conti abbia “scaldato il cuore e le speranze dei tanti che in questi anni si sono opposti al Ponte e che dopo tanti minacciosi annunci d’inizio lavori vedono finalmente una luca in fondo al tunnel“.
Schlein (Pd): “Per il ponte sullo Stretto buttati 13 miliardi”
“Sono qui per supportare l’azione dei comitati per il no al ponte perchè questo blocco è una vittoria vostra, dei vostri argomenti che pazientemente avete portato avanti”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein parlando sul palco della manifestazione contro il ponte sullo Stretto a Messina.
“Noi vi siamo al fianco insieme alle altre forze di opposizione presenti. Ma il messaggio per Meloni e Salvini è molto chiaro, dopo le motivazioni della sentenza della Corte dei conti: vi dovete fermare e vi dovete scusare per la vergogna di aver buttato 13 miliardi sottraendo tutte quelle risorse a tutte le altre infrastrutture che aspettano. Prima di tutto per i siciliani e i calabresi. Quante cose si potevano fare con quei 13 miliardi invece della propaganda fallimentare di questo governo”.
Schlein: progetto del ponte realizzato violando le procedure
“La sentenza della Corte dei conti – ha aggiunto Elly Schlein – dice che quel progetto è stato fatto forzando le procedure, violando la direttiva europea sull’ambiente habitat, sugli appalti. La Corte dei conti ci spiega che non hanno fornito dati completi per vedere quanto costerà quest’opera e se ha superato la soglia dell’aumento del 50% una violazione grave procedurale e dei vostri diritti. La battaglia non è finita. Proveranno a forzare ancora. E’ la vecchia politica quella che sta perseguendo i sogni di Berlusconi. Lo stanno facendo rispolverando il condono edilizio del 2003 a 4 giorni dalle elezioni regionali, lo stanno facendo col ponte, lo stanno facendo con la riforma della magistratura”.
“Proprio dopo la decisione della Corte dei conti – ha concluso – Giorgia Meloni ha chiarito qual è l’unico vero obiettivo di quella riforma costituzionale: dire alla Corte dei conti adesso vi facciamo vedere chi comanda. Ma la democrazia non è un assegno in bianco a chi prende un voto in più alle elezioni: noi fermeremo questo tentativo di dire che chi governa non è sottoposto al giudizio della magistratura come tutti. Non so quanti assessori regionali siciliani non siano coinvolti in indagini. Sarebbe opportuno che il presidente della Regione ne traesse le conseguenze e si dimettesse per ridare respiro a una Sicilia che merita ben altro”.
Bonelli (Avs) e il ponte, sulla legalità non si scherza
Sullo stesso entusiasmo, cavalca la manifestazione a Messina, Angelo Bonelli, leader di Avs: “Oggi è una grande giornata perché coincide con una vittoria della legalità“. La Corte dei Conti, a detta di Bonelli, avrebbe difatti dato ragione alle argomentazioni che “abbiamo sempre posto, ovvero che questa è un’opera vecchia di 30 anni e solo l’arroganza di Salvini poteva far credere agli italiani il contrario“.
Non ci va leggero, il leader di Avs che si rivolge direttamente anche al premier Giorgia Meloni: “Se dovesse andare avanti su questo progetto, registrando la delibera con riserva, sappia che noi costruiremo un mure di legalità dove loro si schianteranno. Perché sulla legalità non si scherza“, stigmatizza Bonelli che pone l’accento su quella che ritiene essere effettivamente la priorità in questo momento in Sicilia, ovvero il trasporto ferroviario, depuratori, scuole e ospedali, oltre alla difesa del suolo.
Di Paola (M5S) sul ponte: Salvini restituisca ai siciliani 1,3 miliardi
“Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini si metta alla guida di un’utilitaria e provi a percorrere la Palermo Sciacca o la Palermo Agrigento e si vergogni dello scippo che sta facendo ai siciliani, distraendo un miliardo e 300 milioni di fondi Fsc per progettare un ponte della propaganda. Un ponte che non è certamente una priorità per la Sicilia. La priorità per i siciliani è quella di poter guidare ogni giorno su strade sicure senza il rischio di morire”. Lo dichiara il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Sicilia Nuccio Di Paola, intervenendo a Messina alla grande mobilitazione per dire No al Ponte sullo Stretto di Messina.
“Salvini restituisca questi soldi ai siciliani – ha detto Di Paola – a noi servono strade, scuole e ospedali. Questo ponte della propaganda non sta in piedi già oggi, così come certifica la Corte dei Conti che mette nero su bianco le macroscopiche violazioni di carattere economico, ambientale e normativo di una struttura che non vedrà mai la luce e che rappresenta già un monumento allo spreco ancor prima dell’eventuale posa della prima pietra”.
Accorinti al corteo no ponte: “Dove sono Conte e Landini?”
“Ci sono la Schlein, Bonelli, c’è il numero due della Cgil, ma avere Landini qui sarebbe stato importante. Dov’è Landini? Cosa c’è di più importante di questo? Il Ponte costa più di una finanziaria. Allora, tu che difendi i lavoratori dove sei? Conte, non vieni ora qua? Perché? Il momento giusto è ora. Non va bene. Ci sono i parlamentari ma l’immagine di un partito è il segretario”. Renato Accorinti, ex sindaco della città dello Stretto e storico attivista contro l’infrastruttura, sbotta contro le assenze eccellenti del leader del M5S e del segretario della Cgil alla protesta di oggi.
Poi, ripercorre i passi fatti in questi ultimi anni di proteste: “Ci fa piacere che oggi la Corte dei Conti sottolinei la violazione della normativa ambientale perché guardano le carte, fanno il loro mestiere: sono cose che noi diciamo da 25 anni”. “Eravamo pochi – prosegue – e siamo diventati sempre di più e a fare manifestazioni oceaniche. Il movimento No ponte è stato così maturo da coinvolgere le persone su cose concrete e soprattutto sulle proposte. Il ponte, che non ha un progetto esecutivo e neanche si capisce se starebbe in piedi, è un’opera che non può creare mai sviluppo”.
Ponte, per Salvini i rilievi della corte dei Conti potranno essere superati
Dal canto suo, il vicepremier leghista prende di petto i rilievi della Corte dei Conti sul progetto sostenendo che “potranno essere superati. Riscriveremo gli atti, se necessario“. Ne è certo, il leader del Carroccio che trova anche l’appoggio dell’altro vicepremier, Antonio Tajani che, da bravo presidente di Forza Italia ricorda come il progetto del Ponte sullo Stretto fosse un “grande sogno di Berlusconi“, ritenendo che vada realizzato per rendere più competitivi i territori.
Quanto alla gara, Salvini ritorna sul punto dicendo che “c’è stata ed è stata fatta” e spiegando che i costi dei materiali, come l’acciaio, il cemento, l’energia, “non sono i costi di 10 anni fa“. E questo non perché sarebbe cambiato il progetto bensì i costi dei materiali.

