Bodkin

7 episodi, miniserie, 2024, Irlanda, Usa
di Jez Scharf, prodotta da Barack e Michelle Obama

Netflix

L’Irlanda va alla grande, come location cinematografica: Bodkin, che in realtà non esiste, è collocata in qualche luogo del West Cork, che si unisce alle gettonatissime isole Aran, ad Achill Island e Mussended Temple (remember Il trono di spade?). Ispirata a Union Hall, sulla costa meridionale irlandese, dove sono state effettuate le riprese, è il ricordo irlandese tipico: un piccolo villaggio circondato immerso nel verde brillante delle colline. C’è il mare con spiagge e scogliere, ci sono boschi, valli e fiumi. E c’è un thriller ispirato a fatti realmente accaduti.
Che dà vita ad un crime che è quasi dark comedy: ricorda, come stile, Only Murders in the building.

Tre personaggi (un podcaster, la sua assistente e una reporter del Guardian) si trovano a indagare sulla scomparsa di tre turisti stranieri. Seguono varie piste, sembrano nuotare nel nulla.
E invece scoprono l’esistenza di casi irrisolti di altre sparizioni avvenute in Irlanda tra il 1993 e il 1998. Otto ragazze della provincia del Leinster sparite nel nulla, i sospettati mai condannati. Si aggiunge il caso del 2009 nella contea di Sligo: Peter Bergmann arrivato in città morì in circostanze misteriose.

Bodkin scorre veloce, fa ridere pur tenendo in tensione. Come dimenticare le suore produttrici di funghi allucinogeni, con la veterana Fionnula Flanagan (Alla conquista del West) che ne dirige le operazioni?

Il cambio di registro continuo, personaggi che mutano nei loro risvolti psicologici, attori che riescono a rendere assolutamente credibili i conflitti personali di ciascuno, rendono molto godibile la miniserie.
Che, tra i tanti pregi, ne ha uno assoluto. Obbliga a riflettere su etica, giornalismo e deontologia professionale. Per ottenere la verità fin dove ci si può spingere? E la verità volta ottenuta è quella che abbiamo visto o quella che raccontiamo, adeguandola ed aggiustandola (per un podcast o per qualsiasi altro mezzo divulgativo poco importa) per produrre la storia perfetta?

Elisabetta Roli
Elisabetta Roli
GIORNALISTA, CRITICA LETTERARIA E CINEMATOGRAFICA

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