Il film documentario “Domani – Il viaggio di Maysoon Majidi” selezionato al RIDF, Rome International Documentary Festival. Al Cinema Tibur venerdì 5 dicembre
La seconda tappa festivaliera per il film documentario “Domani – Il viaggio di Maysoon Majidi” sarà il RIDF – Rome International Documentary Festival di Roma, che presenta 36 film da tutto il mondo (su oltre 600 film visionati).
Domani è tra i selezionati del concorso “Ita Doc” che propone 10 tra i documentari italiani più interessanti della stagione. Il concorso vede tra i giurati che valuteranno i film l’attrice e regista Sabina Guzzanti, già autrice di documentari d’impegno.
“Domani” racconta la storia di Maysoon Majidi, regista, attrice e attivista curda, costretta a fuggire dall’Iran a causa del suo impegno politico e civile contro il regime degli ayatollah.
la storia di Maysoon Majidi
Arrivata in Italia dopo aver attraversato il mare con altri 77 migranti, comincia per lei una vera e propria odissea giudiziaria: arrestata a Crotone con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, è mandata a giudizio perché sospetta scafista. Trattenuta sulla base di testimonianze non verificate, la donna affronta 302 giorni di prigionia, di cui 14 in regime di isolamento.
Gli autori, Vincenzo Caricari e Barbara Di Fabio, raccontano la vicenda kafkiana dell’attivista curdo-iraniana, trasformandola in un racconto archetipico e universale sull’esilio e sulla prigionia.
Domani – Il viaggio di Maysoon Majidi è una denuncia sulla condizione paradossale di coloro che, alla ricerca di un futuro, si trovano ingabbiati nelle maglie dell’apparato giudiziario di un Paese che volta le spalle a chi fugge per tutelare i propri diritti civili.
Il docufilm, realizzato e distribuito dalla casa di produzione Streets Film, la cui fotografia è stata curata dal direttore delle fotografia Emiliano Barbucci, il suono curato da Simone Casile e la musica dal musicista Francesco Loccisano, dopo essere stato selezionato al prestigioso Festival dei Popoli di Firenze (novembre 2025), parteciperà al concorso “Ita Doc” del RIDF – Rome International Documentary Festival di Roma (3 – 7 dicembre) al Cinema Tibur, la proiezione è prevista per venerdì 5 dicembre alle ore 20:00.
Vincenzo Caricari, di Siderno, regista documentarista attivo dal 2006, docente di Storia e Pratica del Cinema presso la Scuola Cinematografica della Calabria, con i suoi cortometraggi e documentari selezionati in Festival nazionali ed internazionali, ha sempre concentrato il suo interesse nel racconto di storie d’impegno e denuncia sociale, antimafia, tutte ambientate nella sua terra d’origine, la Calabria.
Barbara Di Fabio, calabrese, di Locri, alla sua opera prima, dopo aver recitato a teatro, in spot e fiction tv, è scrittrice e sceneggiatrice.
il commento di caricari e di fabio
«Il film trae le mosse dal nostro incontro a Riace, in Calabria, con la protagonista che, appena scarcerata, ne veniva accolta come cittadina onoraria. Sin da subito l’impulso di indagine documentaristica si è sdoppiato in due piani, che spesso hanno finito per intersecarsi. Il tumulto esterno, eco di clamore giudiziario, faceva da contraltare, infatti, a tumulti e affanni dell’anima della donna, imputata in attesa di giudizio.
Ore di conversazioni amichevoli e informali, interviste, dibattiti, hanno rafforzato in noi quella che, sin da subito, è stata l’intuizione di una forma embrionale di sceneggiatura, cioè mostrare il profondo spessore umano ed etico di Maysoon, la sua raffinata caratura intellettuale, diluirsi nel livore qualunquistico di chi la bollava come “immigrata”, “scafista”; intellettuale, attivista, in fuga da un regime oppressivo e persecutorio che, di fatto, trovava diversa ma uguale persecuzione appena toccata la spiaggia di Crotone, in Italia.
Orchestrando un contrappunto a più voci – con la sovrapposizione di momenti di sfiorata normalità a situazioni di smarrimento kafkiano -, con “Domani” vorremmo testimoniare l’assurdità del luogo giuridico di disorientante dolore in cui vanno a finire gli esseri umani che arrivano in Italia, spinti dalla ricerca di democrazia e libertà e che invece rimangono intrappolati nelle maglie di una norma che, per particolare severità della pena e per costruzione della fattispecie, individua come colpevole anche chi si limita a porgere un bicchiere d’acqua a un suo simile durante uno dei viaggi attraverso il Mediterraneo.
Per scelta di intensità del racconto, tutte le istanze emotive raccolte nei mesi in cui abbiamo percorso il “cammino” di Maysoon, si sono concentrate nelle riprese degli ultimi 8 giorni precedenti la pronuncia del verdetto; giorni in cui confliggevano forze opposte, di accoglienza e respingimento, in un continuo annichilirsi nella disumanità».


