I dati Agenas su 1.117 ospedali pubblici e privati. Quindici hanno raggiunto un livello “alto” o “molto alto”: le eccellenze settore per settore e le criticità territoriali
Un generale miglioramento della qualità dell’assistenza ospedaliera, con una variabilità che non riguarda solo il divario Nord-Sud ma anche la differenza tra le eccellenze dei grandi centri urbani e la scarsità di strutture dei centri minori.
E poi “un miglioramento incredibile degli esiti” per i tumori al seno ma non per altri come quello del retto. È quanto emerge dal Programma Nazionale Esiti 2025 (PNE) diffuso da Agenas e presentato al Ministero della Salute. L’analisi è stata svolta su 1.117 strutture di ricovero per acuti e basata su 218 indicatori, di cui 189 relativi all’assistenza ospedaliera, per misurare l’evoluzione del sistema ospedaliero dal 2015 al 2024.
“Ciò che emerge”, ha spiegato Americo Cicchetti, commissario straordinario di Agenas, “è che, quando gli standard nazionali sono robusti, il sistema progredisce e migliora”. “Lo abbiamo visto, ad esempio, nella concentrazione della casistica per i tumori della mammella, che ha portato a un miglioramento incredibile degli esiti”, ha osservato, “dove invece gli standard non erano altrettanto solidi, come nel tumore del retto, la concentrazione non c’è stata e gli esiti clinici non sono migliorati”.
Ospedali, sistema italiano “in salute” ma con molti divari
Per Cicchetti “il sistema ospedaliero italiano è in salute” ma ancora con molti divari. “Il Pne è uno strumento estremamente potente perché permette di capire come le strutture performano in termini di capacità di generare salute, oggi la performance ospedaliera può essere misurata con grande precisione grazie alle Schede di Dimissione Ospedaliera, un flusso che raccogliamo da trent’anni.
Lo stesso livello di accuratezza potrà essere raggiunto anche sul territorio grazie agli investimenti nel Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 e nell’ecosistema dei dati sanitari”.
Il commissario ha anche evidenziato che “gli ospedali con performance molto alte in tutte le otto aree valutate non sono necessariamente i più noti o i più grandi. Penso, ad esempio, a Torrette di Ancona, che da anni ottiene risultati eccellenti. La notorietà non sempre rispecchia il livello reale delle performance”.
Ospedali, la concentrazione della casistica: miglioramenti e criticità in oncologia
Passando ai principali dati emersi dal rapporto si parte dalla concentrazione della casistica. Nell’area cardiovascolare, quasi il 90% dei pazienti con infarto miocardico acuto viene trattato in centri ad alto volume, con valori analoghi anche per l’angioplastica coronarica (PTCA). Rimane invece molto frammentata la casistica del bypass aortocoronarico, con un calo dei centri sopra soglia da 23 nel 2015 a 15 nel 2024, e una riduzione della quota di interventi effettuati nelle strutture più qualificate (dal 41% al 29%).
Nella chirurgia oncologica si registrano miglioramenti significativi nella centralizzazione: la quota di interventi in centri ad alto volume cresce dal 72% al 90% per la mammella, dal 69% al 73% per il colon, dal 63% all’82% per la prostata e dal 69% all’83% per il polmone.
Permangono criticità nelle resezioni pancreatiche, dove la concentrazione nazionale si ferma al 54% e crolla al 28% nel Sud e nelle Isole. Gli interventi isolati sul retto mostrano invece un peggioramento complessivo, con livelli inferiori agli standard nazionali. Tempestività dei trattamenti. Migliora la rapidità delle cure, pur con forti differenze regionali.
Nei pazienti con infarto STEMI (la forma più grave), la percentuale di PTCA effettuate entro 90 minuti sale al 63%, dal 57% del 2020. Anche la gestione delle fratture del collo del femore negli ultraottantenni operate entro 48 ore passa dal 52% al 60%, con molte regioni meridionali sotto lo standard. Area materno-infantile.
Progressi nell’appropriatezza clinica
L’appropriatezza clinica mostra progressi: i tagli cesarei primari scendono dal 25% al 22%, le episiotomie dal 24% al 9%, mentre i parti vaginali dopo cesareo (VBAC) aumentano dall’8% al 12%, pur restando molto bassi nel Sud. Organizzazione e gestione dei ricoveri.
Nella colecistectomia laparoscopica, i ricoveri in day surgery salgono dal 22% al 39%. Migliora anche la degenza post-operatoria: la quota di dimissioni entro 3 giorni raggiunge l’87%, rispetto al 74% del 2015. Esiti clinici. La mortalità a 30 giorni dopo bypass aortocoronarico isolato scende all’1,5%, ben al di sotto della soglia del 4%.
Per gli interventi sulle valvole cardiache, la mortalità si attesta al 2%, con criticità concentrate in Calabria, Campania e Puglia. Agenas ha ribadito che il PNE si conferma uno strumento essenziale per la governance sanitaria, utile alla programmazione nazionale e regionale e al governo clinico delle strutture, grazie a indicatori in grado di misurare qualità, sicurezza e appropriatezza dell’assistenza.
Due ospedali a pieni voti, 15 al top in più aree
- Sono 15 gli ospedali, valutati su almeno 6 aree, che hanno raggiunto nel 2024 un livello alto o molto alto. Agenas precisa che non si tratta di una classifica e l’ordine delle strutture è casuale. Eccoli:
- Ospedale Bolognini – Lombardia, 6 aree valutate
- Ospedale di Montebelluna – Veneto, 6 aree
- Ospedale Bentivoglio – Emilia Romagna, 6 aree
- Ospedale di Città di Castello – Umbria, 6 aree
- Ospedale Maggiore di Lodi – Lombardia, 7 aree
- Fondazione Poliambulanza – Lombardia, 7 aree
- Ospedale Papa Giovanni XXIII – Lombardia, 7 aree
- Ist. Clin. Humanitas Lombardia, 7 aree
- Ospedale di Cittadella – Veneto, 7 aree
- Ospedale Fidenza – Emilia Romagna, 7 aree
- P.O. Lotti Stabilimento di Pontedera- Toscana, 7 aree
- Stabil. Umberto I – GM Lancisi – Marche, 7 aree
- AOU Federico II di Napoli – Campania, 7 aree
- Ospedale di Savigliano – Piemonte, 8 aree
- Ospedale di Mestre – Veneto, 8 aree
Ospedali, valutazione per aree cliniche
Più in dettaglio sono stati analizzati separatamente otto ambiti clinici – cardiocircolatorio, nervoso, respiratorio, chirurgia generale, chirurgia oncologica, gravidanza e parto, osteomuscolare, nefrologia – e valutati gli standard di qualità classificati in: alto/molto alto, medio, basso/molto basso.
Questi i risultati per i diversi ambiti:
- cardiocircolatorio: su 547 strutture valutate il 66,4% ha standard alti/molto alti, il 23,2% medi, il 10,4% valori bassi/molto bassi;
- nervoso: su 266 strutture valutate il 65% raggiunge valori alti/molto alti, il 23,7% medi, l’11,3% bassi/molto bassi;
- respiratorio: su 373 strutture valutate meno di un terzo (35,1%) ha standard alti/molto alti, il 40,2% medi, il 24,7% bassi/molto bassi;
- chirurgia generale: su 703 strutture valutate il 72,1% presenta valori alti/molto alti, il 12,1% medi, il 15,8% bassi/molto bassi;
- chirurgia oncologica: su 582 strutture valutate il 46,2% ha standard alti/molto alti, il 21,5% medi e ben una struttura su tre (32,3%) ha valori bassi/molto bassi;
- gravidanza e parto: su 374 strutture valutate il 38% raggiunge valori alti/molto alti, il 40,6% medi, il 21,4% valori bassi/molto bassi;
- osteomuscolare: su 688 strutture il 70,6% ha standard alti/molto alti, il 18,8% medi, il 10,6% bassi/molto bassi;
- nefrologia: su 204 strutture valutate il 56,4% ottiene valori alti/molto alti, il 29,4% medi, il 14,2% valori bassi/molto bassi.
Ospedali, area cardiovascolare
Nel 2024, rileva il Rapporto, i ricoveri per infarto miocardico acuto sono diminuiti del 21 per cento rispetto all’anno precedente e si è registrata un’elevata concentrazione dei casi (circa il 90%) in strutture ad alto volume.
Valori analoghi sono stati registrati anche per gli infarti gravi (STEMI, con sopraslivellamento del tratto ST) trattati con l’angioplastica coronarica (PTCA).
Rispetto alla tempestività degli interventi, le angioplastiche effettuate entro 90 minuti dall’accesso nella struttura di ricovero salgono al 63% dei pazienti, superando la soglia del 60% indicata nel Regolamento 70 sugli standard dell’assistenza ospedaliera, ma con elevata variabilità territoriale e valori tendenzialmente peggiori al Sud.
Valvole cardiache, criticità in Calabria, Campania e Puglia
Quanto al bypass aortocoronarico, si registra un’alta frammentazione della casistica, con solo 15 centri al di sopra della soglia dei 200 interventi l’anno (erano 23 nel 2015). Il valore corrispondente di casistica in queste strutture si è ridotto dal 41% al 29%. Rispetto agli esiti delle cure, il valore mediano della mortalità a 30 giorni scende all’1,5%, ben al di sotto della soglia del 4%.
Per gli interventi su valvole cardiache, se il valore mediano della mortalità a 30 giorni scende al 2%, rimangono criticità in Calabria, Campania e Puglia.
Ospedali e area cardiovascolare, le migliori strutture
171 ospedali hanno raggiunto un livello molto alto di qualità dell’assistenza, valutato in base a 7 indicatori.
Di seguito le 25 strutture valutate con almeno 4 indicatori:
- Ospedale C. Motta, Mantova
- Centro Cardiologico Fondazione Monzino, Milano
- Irccs S. Raffaele, Milano
- Ist. Clin. Humanitas, Rozzano (MI)
- Ospedale di Mestre, Venezia
- Presidio Osp. Cattinara e Maggiore, Trieste
- Irccs Policlinico S. Orsola, Bologna
- Azienda Ospedaliero – Universitaria Careggi, Firenze
- Stabilimento Umberto I – G. M. Lancisi, Ancona
- Az. Osp. San Camillo-Forlanini, Roma
- Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, Roma
- Ospedale del Cuore G. Pasquinucci Pisa
- Casa di Cura Città di Lecce, Lecce
- Ospedale Santa Maria Delle Croci, Ravenna
- Ospedale Morgagni-Pierantoni, Forlì (FC)
- Ospedale Infermi, Rimini
- Fondazione Cnr-Rt G. Monasterio, Pisa
- Casa di Cura Montevergine, Mercogliano (AV)
- Ospedale Regionale E Miulli, Acquaviva delle Fonti (BA)
- Presidio Osp. Cardinal G. Massaia, Asti
- E.O. Ospedali Galliera, Genova
- Ospedale Villa Scassi, Genova
- Ospedale Area Aretina Nord, Arezzo
- Ospedali Riuniti di Foggia, Foggia
- A.O. per l’emergenza Cannizzaro, Catania.

Italia, 2024
Ospedali, sistema nervoso
In quest’area, valutata con due indicatori, 111 ospedali hanno raggiunto un livello molto alto.
Di seguito le 26 strutture valutate su entrambi gli indicatori:
- Ospedale Civile di Legnano (MI)
- Fondazione Poliambulanza, Brescia
- Ospedale S. Anna S. Fermo della Battaglia (CO)
- Ospedale Ca’ Granda – Niguarda, Milano
- Irccs S. Raffaele, Milano
- Ist. Clin. Humanitas Rozzano (MI)
- Azienda Ospedale – Università di Padova Padova
- AOUI Verona Borgo Trento Verona
- Irccs Ospedale Policlinico San Martino Genova
- Ospedale Maurizio Bufalini Cesena (FC)
- Istituto delle Scienze Neurologiche, Bologna
- Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma
- Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena
- Nuovo Ospedale Civile S. Agostino – Este, Modena
- Ospedale Livorno
- Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, Pisa
- Az. Ospedaliero – Universitaria Careggi, Firenze
- Azienda Ospedaliera di Perugia
- Stabilimento Umberto I – G. M. Lancisi, Ancona
- Ospedale F. Spaziani, Frosinone
- Polo Ospedaliero – Viterbo
- Presidio San Filippo Neri, Roma
- Policlinico Universitario A. Gemelli, Roma
- A.O.R S. Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona, Salerno
- Ospedale Perrino, Brindisi
- Stabilimento SS. Annunziata, Sassari

Italia, 2024
I migliori ospedali per i tumori
Migliora la qualità degli interventi per tumore della mammella: i casi trattati in strutture ad alto volume sono passati dal 72% nel 2015 al 90% nel 2024. Miglioramenti significativi ci sono stati anche nella concentrazione degli interventi in strutture ad alto volume per il tumore del colon (dal 69% al 73%), della prostata (dal 63% all’82%) e del polmone (dal 69% all’83%).
In miglioramento le resezioni pancreatiche (dal 38% al 54%), ma con livelli critici nelle regioni del Sud e nelle Isole, in cui solo il 28% dei casi trattati si concentra in strutture ad alto volume.
51 ospedali, valutati mediante 7 indicatori, hanno raggiunto un livello molto alto per la chirurgia oncologica.
Di seguito le 38 strutture valutate almeno su 4 indicatori:
- Az. Ospedaliero S. Croce e Carle, Cuneo
- Presidio Ospedaliero Spedali Civili, Brescia
- Fond. IRCCS Istituto Nazionale Tumori, Milano
- Ist. Clin. Humanitas Rozzano (MI)
- Ospedale di Mestre, Venezia
- Irccs Ospedale Policlinico San Martino, Genova
- Istituto In Tecnologie Avanzate. Reggio Emilia
- Ospedale Morgagni-Pierantoni, Forlì (FC)
- Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma
- Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, Pisa
- Azienda Ospedaliera di Perugia
- Stabilimento Umberto I – G. M. Lancisi, Ancona
- Policlinico Universitario A. Gemelli, Roma
- Policlinico Umberto Primo Roma
- Istituto Nazionale Tumori di Napoli Napoli
- Casa di Cura La Maddalena Spa, Palermo
- Ospedale Regionale E G. Panico, Tricase (LE)
- Ospedale Martini, Torino
- Presidio Osp. Cardinal G. Massaia, Asti
- Ospedale Michele e Pietro Ferrero, Verduno (CN)
- P.O. Città di Sesto S. Giovanni, Sesto San Giovanni (MI)
- Casa Di Cura S. Pio X, Milano
- Ospedale di San Donà Di Piave, San Donà di Piave (VE)
- Ospedale di San Bonifacio, San Bonifacio (VR)
- IOV Castelfranco Veneto (TV)
- Centro Riferimento Oncologico Aviano (PN)
- Presidio Ospedaliero Zona delle Apuane, Carrara (MS)
- Ospedale San Jacopo, Pistoia
- Nuovo Ospedale di Prato S. Stefano, Prato
- P.O. F. Lotti Stabilimento di Pontedera (PI)
- Stabilimento di Macerata
- Ospedale S. Eugenio Roma
- Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola, Roma
- Fondazione Evangelica Betania, Napoli
- Ospedale Perrino, Brindisi
- Casa di Cura Mater Domini, Castellanza (VA)
- Ospedale B. Ramazzini, Carpi (MO)
- Presidio Ospedaliero Nord, Latina

Italia, 2024
Ospedali, gravidanza e parto
Calano leggermente i parti con taglio cesareo primario (dal 25% nel 2015 al 22% nel 2024), ma con forti differenze tra Nord (più vicino agli standard OMS del 15%) e Sud con valori mediani spesso al di sopra del 25%. Secondo il rapporto di Agenas, si fa minor ricorso al taglio cesareo nelle strutture pubbliche e in quelle ad alto volume.
Il ricorso all’episiotomia (intervento mirato a facilitare il passaggio del feto durante il parto, ndr) si è più che dimezzato, passando dal 24% nel 2023 al 9% nel 2024.
53 ospedali, valutati attraverso 4 indicatori, hanno raggiunto un livello molto alto.

Italia, 2024
Altre aree
231 ospedali, valutati attraverso 6 indicatori, hanno raggiunto un livello molto alto nell’area osteomuscolare e 126 ospedali sono stati valutati almeno su 5 indicatori.
È in lieve aumento il numero di ospedali che ha raggiunto la soglia dei 75 interventi l’anno per la frattura del collo del femore, indicata dal DM 75/2015. Rispetto alla tempestività degli interventi, migliora leggermente la proporzione di pazienti ultra65enni operati per frattura del collo del femore entro 48 ore, arrivando al 60% (era pari al 52% nel 2020), ma ancora molte Regioni hanno valori mediani sotto lo standard, soprattutto al Sud.
Secondo il Rapporto di Agenas, migliorano anche gli interventi per colecistectomia laparoscopica (dal 79% all’84%).

Ospedali con livelli di qualità molto bassi in audit per migliorare
Per le aree critiche è possibile avviare un percorso di audit sulla qualità dei dati e sul percorso clinico organizzativo.
I criteri per selezionare gli ospedali per il percorso integrato di audit sono due:
– livello molto basso di aderenza agli standard di qualità negli ultimi due anni di valutazione, su almeno un indicatore di processo o di esito del treemap (rappresentazione grafica sintetica della qualità delle cure, attraverso gli indicatori relativi alle diverse aree cliniche),
– criticità nella codifica delle variabili cliniche o dei campi relativi alla data e ora di intervento.
Ebbene, in base a questi criteri, nell’edizione PNE 2025 sono state segnalate 198 strutture, per complessivi 333 audit (nell’88% dei casi legati ai risultati di livello molto basso).
Rispetto agli ospedali con aree critiche segnalate lo scorso anno per l’audit, il Rapporto evidenzia che 68 strutture hanno migliorato i propri risultati.


