La cucina italiana è stata riconosciuta Patrimonio dell’Umanità, la premier Meloni: “Siamo orgogliosi, ora abbiamo uno strumento formidabile per valorizzare ancor di più i nostri prodotti”. Tantissime le reazioni da destra a sinistra
L’Unesco ha riconosciuto la Cucina italiana Patrimonio immateriale dell’Umanità: a deliberarlo all’unanimità è stato oggi il Comitato intergovernativo dell’Unesco, che si è riunito a New Delhi. La candidatura della cucina italiana (la prima al mondo a essere riconosciuta nella sua interezza) non riguardava un singolo piatto o una ricetta ma – si legge nel dossier – un “modello culturale condiviso, fatto di esperienze comunitarie, scelta consapevole delle materie prime, convivialità del pasto, trasmissione dei saperi alle nuove generazioni e rispetto delle stagioni e dei territori. Una tradizione che vive quotidianamente nelle famiglie, nelle comunità locali e nelle comunità italiane nel mondo”.
Cucina italiana, esulta Giorgia Meloni
“Siamo i primi al mondo ad ottenere questo riconoscimento, che onora quello che siamo e la nostra identità – ha commentato la premier Giorgia Meloni -. Perché per noi italiani la cucina non è solo cibo o un insieme di ricette. È molto di più: è cultura, tradizione, lavoro, ricchezza”. Per Meloni si tratta di “un primato che ci inorgoglisce, e ci consegna uno strumento formidabile per valorizzare ancor di più i nostri prodotti e proteggerli con maggiore efficacia da imitazioni e concorrenza sleale”. La “Cucina Italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale” è quindi il 21esimo elemento italiano iscritto nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Secondo il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, “questo traguardo riflette l’impegno più ampio del Governo nella salvaguardia del nostro patrimonio agroalimentare e nella promozione della cucina e della nostra filiera di imprese agroalimentari come strumento di dialogo, cooperazione, solidarietà e pace”.
Le altre reazioni del governo al riconoscimento Unesco
“Oggi l’Italia ha vinto ed è una festa che appartiene a tutti perché parla delle nostre radici, della nostra creatività e della nostra capacità di trasformare la tradizione in valore universale”, ha detto il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. “Si tratta del riconoscimento mondiale di un modello culturale che è parte integrante della nostra identità nazionale e, allo stesso tempo, un asset strategico di grande rilevanza per il tessuto economico italiano”, ha affermato il ministro del Turismo Daniela Santanchè. La cucina italiana, si legge ancora nel dossier, “è un equilibrio tra uomo e ambiente: tutela la biodiversità, valorizza le produzioni locali, favorisce il riuso degli alimenti e promuove abitudini alimentari consapevoli. Riflette il legame tra i paesaggi naturali e le comunità che li abitano, incarnando memoria, quotidianità e cultura dei territori”.
PD: “PER CUCINA ITALIANA RICONOSCIMENTO STORICO”
“La Cucina Italiana è ufficialmente Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco. Accogliamo con grande soddisfazione un riconoscimento storico, che premia non soltanto un insieme di ricette, ma il valore culturale, sociale ed economico di un modello alimentare unico al mondo. Questo risultato conferma ciò che ogni giorno vediamo nei territori: la forza delle nostre filiere agricole, la centralità delle produzioni di qualità, il legame profondo tra cibo, comunità, tradizioni e paesaggi rurali, l’impegno di migliaia di agricoltori, artigiani, ristoratori, cooperative e distretti produttivi. Come componenti della Commissione Agricoltura della Camera, consideriamo questo riconoscimento un punto di partenza”. Lo dichiarano la capogruppo Antonella Forattini e Stefania Marino, Nadia Romeo, Andrea Rossi e Stefano Vaccari, deputati Pd della Commissione Agricoltura della Camera.
“Ora – concludono – abbiamo la responsabilità di consolidarlo attraverso politiche che garantiscano la tutela delle denominazioni e delle filiere corte, il sostegno alle imprese agricole e alle aree interne, la difesa del lavoro dignitoso unitamente al contrasto al caporalato, la promozione dell’educazione alimentare e della sostenibilità ambientale. La cucina italiana entra oggi nel patrimonio dell’umanità. Il compito delle istituzioni è fare in modo che dietro a questo titolo ci siano anche più diritti, più qualità, più futuro per chi produce e per chi consuma”.



