Prisma

16 episodi, II stagioni, 2022-2024, Italia
di Alice Urciuolo e Ludovico Bessegato

Prime Video

Lanciata a fine 2022, Prisma è stata tra le serie più amate e seguite nel suo genere. Prime ha confermato subito la seconda stagione, uscita dopo la premiazione, nel 2023, con il Nastro d’argento – Grandi serie, categoria Dramedy. Poi lo stop improvviso, annunciato via Instagram dallo showrunner Ludovico Bessegato, che pur aveva già chiuso la scrittura della terza stagione.

I teen drama – o young adult che si vogliano chiamare – non sono esattamente il mio genere. Ho visto alcuni titoli – come Elite, Euphoria, Gossip Girl (Adolescence, così come Stranger Things escono completamente dal genere, anche se qualcuno li fa rientrare), scivolati via. Ho scoperto l’esistenza di Prisma con le polemiche dei suoi fan, che si sono inasprite con l’arrivo, quest’estate, su Rai 2.
Era in agenda da tempo, l’ho iniziata come visione leggera tra serie più “impegnate”. E invece.

E invece bravi tutti: Mattia Carrano, che interpreta sia Andrea che Marco Risorio, gemelli così uguali e così diversi.
Bravo l’intero cast, a partire dalla splendida Chiara Bordi, che dà vita ad una credibilissima Carola Sperati. Personaggio stupendo, la cui rabbia mista a dolore per essere la vittima di revenge porn cancella completamente la protesi alla gamba con cui convive. E Lorenzo Zurzolo, il coatto e super macho Daniele Tramet, alla ricerca di notorietà come nuotatore e come trapper. Ma con un cuore morbido innamorato di Andrea. E ancora Caterina Forza alias Nina Zanier, Elena Falvella Capodaglio alias Micol.
Bravi gli sceneggiatori che hanno trasformato una parte del Lazio meno conosciuto – Latina, Sabaudia e il parco nazionale del Circeo – in un posto dove è molto naturale girare una serie di successo. E che nel farlo sono riusciti a rendere normali ed urgenti temi sociali troppo spesso mal raccontati o travisati. Come sessualità, revenge porn, identità di genere, bullismo, l’autolesionismo, abuso e spaccio di droghe leggere, disabilità.

perché funziona?

Perché funziona? Lo dice lo stesso Bessegatto: «Penso che il cuore di Prisma sia mettere in scena la complessità delle persone, rifiutare una costruzione della società (e quindi di rimando della storia) in cui sia facile identificare bene e male, maschile e femminile, fallimento e successo. Abbiamo voluto provare a raccontare la complessità ed è un rischio perché ti aspetti che il teen drama semplifichi e dica chiaramente chi è protagonista e chi antagonista, quali sono le risposte».

Un meraviglioso viaggio in divenire, in cui i protagonisti sperimentano, soffrono, si fanno domande, sbagliano. E intanto crescono, in quel sottobosco adolescenziale che noi adulti, così attenti a cercare e dividere i bianchi dai neri, tendiamo a dimenticare. Eppure ciascuno di noi è stato immerso in quel periodo. Un periodo pieno di luci e di ombre, in cui le radici affondano nel terreno che trovano intorno. Cercando un baricentro che diventa sempre più difficile tenere saldo.
Gran bel racconto, terapeutico soprattutto per noi adulti.
Spero davvero che, come è già successo con Skam, anche Prisma possa continuare il proprio racconto.

Paola Bottero
Paola Bottero
JOURNALIST, STORYTELLER, VISION MAKER

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