Absentia

30 episodi, III stagioni, 2017-2020, Usa
di Gaia Violo e Matt Cirulnick, con Stana Katic e Patrick Heusinger

Prime Video, Netflix

Chissà che ora Absentia è approdata su Netflix, e quindi sembra una novità quasi in prima visione, ne cambino le sorti.
Sì, l’avevo persa, come tante altre. L’ho ritrovata sull’ormai quasi monopolista piattaforma da binging series come se non ci fosse un domani e mi sono innamorata. Della storia. Dei paradossi che ribaltano completamente il punto di vista (ma dovete arrivare alla terza stagione). Della bellezza e bravura di Stana Katic, alias agente speciale Fbi Emily Byrne: attrice canadese, con cittadinanza statunitense, di origini serbo-croate. Della Bulgaria, dove è stata girata: wow. Un po’ meno della casa di produzione israeliana Masha Productions, ma chi se ne.

Un passo indietro. Le dichiarazioni dell’attrice protagonista alla fine della terza stagione.

“Sebbene fossimo stuzzicati dall’idea di continuare la storia,  Absentia è sempre stata pensata per durare tre stagioni, e non potevo pensare a un finale migliore… per qualsiasi persona su questo pianeta, ma soprattutto per Emily e i suoi cari. Quando nel gennaio 2017 mi hanno chiesto se ero pronta a trascorrere tre anni in Bulgaria a girare una serie tv via cavo, non avevo idea di cosa mi aspettasse. Non avrei mai potuto immaginare le collaborazioni creative e le amicizie che avrebbero plasmato e arricchito la mia vita. Tre stagioni sono state la durata perfetta di un viaggio bello, complicato e meravigliosamente appagante”.

Un viaggio decisamente bello, che sono contenta di aver fatto. Un po’ correndo troppo, perché Absentia ti coinvolge a tal punto da farsi calare quasi senza soluzione di continuità.
La cosa strana, e scusate proprio se lo ribadisco, ma mi ha stupito e incuriosito, è che sembra che ci si accorga delle cose belle solo quando approdano su Netflix. Non è la prima volta, mi fa pensare.

La storia. Veloce, fresca, claustrofobica e capace di rimescolare dentro paure ed emozioni ataviche. Cliché tutto sommato conosciuto: una coppia che lavora in Fbi. Lei super tutto (fica, brava, intellegente etc etc). Lui dietro, sempre. Ai limiti della stupidità. Ma belloccio. C’è un figlio, c’è un avvenimento che si rivela subito: lei ricompare dopo sei anni. Sei lunghissimi anni in cui il marito, dichiarata la morte presunta, si è rifatto una vita. Senza credere che fosse ancora viva, senza indagare. Senza.

E senza spoiler: se vi ho incuriosito, Absentia va vista. Interrogandosi sulle tante assenze che.

Veronica Ravelli
Veronica Ravelli
OSSERVATRICE PRATICANTE

leggi anche

PRIMO PIANO

gli ultimi articoli