Schitt’s Creek

81 episodi, VI stagioni, 2015-2021, Canada
di e con Eugene e Dan Levy

Cbc, Mediaset Infinity, Netflix

Amo il Natale e tutto ciò che gli gira intorno, soprattutto sul piccolo schermo: arriva e mi recupero serie tv che mi ero persa, vedo le ultime novità, opero il mio binging come se non ci fosse un domani. Credetemi sulla parola (ma anche davanti alla tv): Schitt’s Creek al momento è uno dei migliori regali che possiate farvi. E fare a qualcuno a cui volete bene davvero.

Approdato – finalmente – su Netflix il 31 dicembre dello scorso anno, è divertente, ironico, profondo, veloce. Se si è aggiudicato 19 nomination agli Emmy (vinti in tutte le 7 categorie comiche per la sua ultima stagione: la prima serie a sbancare tutto), ci saranno parecchie ragioni, no? Per la cronaca, Schitt’s Creek ha vinto 16 premi su 40 candidature.

Padre e figlio (Eugene e Dan Levy) hanno costruito la sitcom perfetta. Anche per me che odio le sitcom. L’idea è venuta al figlio Dan, che dopo essersi spolpato tonellate di reality show americani basati sulla vita dei ricchi e famosi si è fatto una domanda molto semplice. “Mi concentravo” ha spiegato “su cosa sarebbe successo se queste famiglie facoltose avessero perso tutto. Le Kardashian sarebbero ancora le Kardashian senza i loro soldi?”. Et voilà, les jeux sont faits.
Con questa idea in testa si è rivolto al padre Eugene, hanno sviluppato la serie, i personaggi, trovato il titolo. Il resto è tutto da godere.

Per la cronaca, tutto ruota sulle sorti della famiglia Rose.
Johnny (Eugene Levy), ricco magnate del videonoleggio, Moira (Catherine O’Hara), stella delle telenovelas, e i figli David (Dan Levy) e Alexis (Annie Murphy), di colpo si trovano senza l’immenso patrimonio che li ha fatti vivere nel lusso fino al momento in cui il commercialista li ha spogliati di tutto. Rimangono di colpo senza casa, senza soldi, senza un posto dove andare. Rimane solo una piccola città – Schitt’s Creek, appunto – che Johnny regalato al figlio per uno scherzo di compleanno. E non aggiungo altro.

Se non di non perdervi Schitt’s Creek: alle esagerazioni dei personggi e la costruzione di situazioni tanto assurdre da sembrare credibili, si aggiunge una inaspettata profondità. Tutti i personaggi, che all’inizio si fanno odiare con tutto il cuore (sono arroganti e viziati), nel corso delle stagioni cambiano e creano empatia. Vuoi vedere che la povertà riesce a tirare fuore il meglio di noi?

Veronica Ravelli
Veronica Ravelli
OSSERVATRICE PRATICANTE

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