giovedì, 19 Febbraio 2026

Corte dei Conti, perché la riforma non convince e peggiora le cose

Con le norme approvate dal Parlamento a fine 2025 non solo si penalizzano i controlli, si limitano le responsabilità politiche e si scaricano sui cittadini molti costi delle inefficienze, ma si aggravano anche i problemi che (in teoria) si volevano risolvere

Altro che miglioramenti, la riforma della Corte dei conti rischia di peggiorare le cose. Pagella Politica ha dedicato un approfondimento articolato e documentato alla riforma approvata definitivamente dal Parlamento a fine dicembre 2025. L’articolo, firmato da Vitalba Azzollini, analizza nel dettaglio il testo della legge e le audizioni parlamentari, mettendo in luce una serie di dubbi sostanziali sugli effetti concreti della riforma. SUD e FUTURI ha deciso di riportarne i contenuti, particolarmente rilevanti per comprendere l’impatto della riforma su trasparenza, controllo e tutela delle risorse pubbliche.

Riforma della Corte dei Conti: la “paura della firma” e il rischio di un effetto opposto

Uno dei principali argomenti utilizzati dal governo per giustificare la riforma è la necessità di ridurre la cosiddetta “paura della firma”, cioè il timore dei funzionari pubblici di assumere decisioni per il rischio di essere chiamati a rispondere davanti alla Corte dei conti. Secondo l’esecutivo, questo timore avrebbe prodotto un rallentamento dell’azione amministrativa e una maggiore inerzia decisionale, soprattutto nella gestione dei fondi pubblici.

Nel corso delle audizioni parlamentari, tuttavia, sono emerse valutazioni critiche molto nette. In particolare, Vittorio Raeli, presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei conti per l’Emilia-Romagna, ha definito la riforma come una norma pensata per una «redistribuzione (interna) delle responsabilità tra amministratori e funzionari pubblici, in favore dei primi rispetto ai secondi». In altre parole, il nuovo assetto ridurrebbe l’esposizione degli amministratori politici, lasciando però invariata – o addirittura rafforzata – la pressione sui funzionari.

Il punto critico, sottolineato da Raeli e ripreso da Pagella Politica, è che l’effetto concreto potrebbe essere opposto a quello dichiarato. La relazione illustrativa del disegno di legge indica infatti come “finalità dichiarata” proprio la riduzione della paura della firma, ma secondo Raeli questa scelta normativa rischia invece di rafforzarla, incentivando «comportamenti difensivi dell’apparato burocratico».

Altro che liberare dalla paura della firma, la riforma potrebbe aggravarla

Con l’espressione “paura della firma” si intende la tendenza dei funzionari pubblici a evitare decisioni, chiedere pareri ridondanti o rallentare i procedimenti per timore di essere chiamati a rispondere personalmente di eventuali errori, anche in contesti complessi o incerti. Se la responsabilità viene alleggerita per i livelli apicali e politici, ma resta concentrata sui funzionari tecnici, questi ultimi potrebbero essere indotti a una maggiore cautela, anziché a un’azione più rapida ed efficace.

Il dubbio sollevato da Pagella Politica è dunque sostanziale: anziché liberare l’amministrazione dalla paura della firma, la riforma potrebbe cristallizzarla, spostando il rischio verso il basso e rafforzando una cultura amministrativa orientata all’autotutela più che all’efficienza.

Riforma della Corte dei Conti: la ridefinizione della colpa grave e i rischi interpretativi

La riforma interviene in modo significativo sulla definizione di colpa grave, restringendone l’ambito a ipotesi molto circoscritte: violazioni manifeste di legge, travisamento dei fatti o negazione di elementi incontrovertibili. Sono invece esclusi i casi in cui il funzionario si sia attenuto a orientamenti giurisprudenziali prevalenti o a pareri ufficiali.

Secondo Pagella Politica, questo passaggio solleva un primo grande dubbio: la nuova definizione rischia di diventare ambigua e fonte di contenzioso, perché ciò che è “manifesto” o “incontrovertibile” resta comunque oggetto di interpretazione. Inoltre, l’esclusione della colpa grave in presenza di pareri o orientamenti potrebbe incentivare un uso difensivo della consulenza, più che una reale assunzione di responsabilità.

Riforma della Corte dei Conti: il tetto al risarcimento e l’indebolimento della responsabilità

Un altro punto critico riguarda l’introduzione di un limite massimo al risarcimento del danno erariale, fissato al 30 per cento del danno accertato o al doppio della retribuzione annua lorda del responsabile.

Pagella Politica evidenzia che questa scelta riduce fortemente l’effetto deterrente della responsabilità amministrativa: anche in presenza di danni ingenti, la quota non risarcita ricadrebbe sull’amministrazione, cioè sui cittadini. Il dubbio sollevato è se una responsabilità così attenuata sia davvero compatibile con la funzione costituzionale della Corte dei conti, che è quella di tutelare le finanze pubbliche.

Riforma della Corte dei Conti: la prescrizione che decorre dal danno e non dalla scoperta

La riforma stabilisce che l’azione per danno erariale si prescriva dopo cinque anni dal momento in cui il danno si verifica, anche se questo viene scoperto solo successivamente.

Secondo Pagella Politica, questa modifica presenta una criticità evidente: molti danni alla finanza pubblica emergono solo a distanza di anni, soprattutto nei casi complessi legati a grandi opere, appalti o programmi pluriennali. In questi casi, la prescrizione potrebbe scattare prima ancora che il danno sia accertabile, rendendo impossibile qualsiasi azione di responsabilità.

Riforma della Corte dei Conti: il silenzio-assenso e il rischio di controlli svuotati

La legge rafforza il controllo preventivo della Corte, ma introduce anche il meccanismo del silenzio-assenso. Se la Corte non si pronuncia entro i termini, l’atto diventa automaticamente efficace escludendo la colpa grave.

Pagella Politica segnala qui uno dei dubbi più rilevanti: il silenzio-assenso rischia di trasformare il controllo in una formalità, soprattutto in presenza di carichi di lavoro elevati. In pratica, l’assenza di un parere potrebbe diventare una sorta di “via libera automatico”, indebolendo la funzione di garanzia della Corte e incentivando richieste di parere finalizzate più alla copertura che alla verifica.

Riforma della Corte dei Conti: il controllo concomitante reso meno autonomo

Il controllo concomitante, cioè quello svolto mentre un progetto è in corso, viene subordinato a una richiesta formale di governo, Parlamento o amministrazioni interessate, ed è demandato a una delega legislativa.

Secondo Pagella Politica, questa impostazione solleva dubbi sull’indipendenza e sull’efficacia del controllo: se l’attivazione dipende dai soggetti controllati o dalla politica, il rischio è che venga utilizzato in modo selettivo o tardivo, riducendo la capacità di intervenire prima che i danni si consolidino.

Riforma della Corte dei Conti: tra semplificazione e perdita di tutele

L’analisi di Pagella Politica mette in evidenza una tensione di fondo: da un lato la riforma punta a semplificare e velocizzare l’azione amministrativa, dall’altro riduce progressivamente gli strumenti di controllo e responsabilità.

Il dubbio conclusivo è se questa scelta produca davvero amministrazioni più efficienti o se, al contrario, finisca per indebolire uno dei principali presìdi di legalità e tutela delle risorse pubbliche, spostando il rischio economico dagli amministratori alla collettività.

Andrea Belmonte
Andrea Belmonte
GIORNALISTA, SOCIAL MEDIA MANAGER

leggi anche

PRIMO PIANO

gli ultimi articoli

Panoramica sulla Privacy

Informativa Privacy ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

Ultimo aggiornamento: 2 febbraio 2026

  1. Titolare del trattamentoa) Il titolare del trattamento è la persona fisica o giuridica, l’autorità pubblica, il servizio o altro organismo che, singolarmente o insieme ad altri, determina le finalità e i mezzi del trattamento di dati personali. Si occupa anche dei profili sulla sicurezza.
    b) Relativamente al presente sito web it il titolare del trattamento è Sabbiarossa Srl, con sede legale in Via Emanuele Filiberto 233 – 00185 Roma, telefono +39 06 22969 981, email direzione@sabbiarossa.it e per ogni chiarimento o esercizio dei diritti dell’utente potrà contattarlo al seguente indirizzo mail:

redazione@sudefuturi.it

  1. Responsabile del trattamento dei dati
  2. a) Il responsabile del trattamento è la persona fisica o giuridica, l’autorità pubblica, il servizio o altro organismo che tratta dati personali per conto del titolare del trattamento.
  3. b) Ai sensi dell’articolo 28 del Regolamento UE n. 2016/679, su nomina del titolare dei dati, il responsabile del trattamento dei dati del sito sudefuturi.it è: Alessandro Russo.
  4. Luogo trattamento dati
  5. a) Il trattamento dei dati generato dall’utilizzo di itavviene presso Via Emanuele Filiberto 233 – 00185 Roma.
  6. b) In caso di necessità, i dati connessi al servizio newsletter possono essere trattati dal responsabile del trattamento o soggetti dati esso incaricati a tal fine presso la relativa sede.
  7. Tipologia di dati trattati

Il sito raccoglie e tratta le seguenti categorie di dati:

  1. a) Dati di navigazione

I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento di questo sito acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione Internet.

Tra questi rientrano:

  • indirizzi IP
  • tipo di browser
  • sistema operativo
  • nome di dominio e indirizzi dei siti web dai quali è stato effettuato l’accesso
  • orario della richiesta
  • metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server

Questi dati vengono utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull’uso del sito e per controllarne il corretto funzionamento.

  1. b) Cookie e strumenti di tracciamento

Questo sito utilizza esclusivamente:

  • Cookie tecnici necessari
  • Cookie analitici anonimizzati

Non vengono utilizzati cookie di profilazione o marketing.

Per informazioni dettagliate sui cookie utilizzati, si rimanda alla Cookie Policy.

  1. c) Dati forniti volontariamente dall’utente

L’invio facoltativo, esplicito e volontario di messaggi agli indirizzi di contatto indicati su questo sito comporta l’acquisizione dei dati personali necessari a rispondere alle richieste.

  1. Finalità del trattamento

I dati personali sono trattati per le seguenti finalità:

  • consentire la navigazione e la consultazione del sito
  • rispondere a richieste di informazioni
  • migliorare contenuti e funzionalità del sito
  • adempiere a obblighi legali
  1. Base giuridica del trattamento

Il trattamento dei dati personali si fonda sulle seguenti basi giuridiche:

  • consenso dell’utente
  • esecuzione di obblighi contrattuali o precontrattuali
  • adempimento di obblighi di legge
  • legittimo interesse del titolare
  1. Modalità del trattamento

Il trattamento viene effettuato mediante strumenti informatici e telematici, con modalità organizzative e logiche strettamente correlate alle finalità indicate.

Sono adottate misure di sicurezza adeguate per impedire l’accesso non autorizzato, la divulgazione, la modifica o la distruzione non autorizzata dei dati personali.

  1. Conservazione dei dati

I dati personali sono conservati per il tempo strettamente necessario al conseguimento delle finalità per le quali sono stati raccolti, nel rispetto dei termini previsti dalla normativa vigente.

I dati statistici raccolti tramite Google Analytics vengono conservati per un periodo massimo di 14 mesi.

  1. Comunicazione e diffusione dei dati

I dati personali non sono oggetto di diffusione.

Potranno essere comunicati a soggetti esterni che svolgono attività per conto del titolare, quali fornitori di servizi tecnici, hosting provider, società informatiche, nominati Responsabili del trattamento ai sensi dell’art. 28 GDPR.

  1. Trasferimento dei dati extra UE

Alcuni dati potrebbero essere trasferiti verso paesi extra UE (es. Google LLC – Stati Uniti), nel rispetto delle garanzie previste dal GDPR, in particolare tramite:

  • Decisioni di adeguatezza
  • Clausole contrattuali standard
  • Data Privacy Framework UE-USA
  1. Diritti dell’utente

Ai sensi degli articoli 15-22 del GDPR, l’utente ha il diritto di:

  • accedere ai propri dati personali
  • richiedere la rettifica o la cancellazione
  • limitare o opporsi al trattamento
  • richiedere la portabilità dei dati
  • revocare il consenso in qualsiasi momento
  • proporre reclamo all’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali

Le richieste vanno inviate a: redazione@sudefuturi.it

  1. Modifiche alla presente informativa

La presente Privacy Policy può essere soggetta ad aggiornamenti. Si consiglia di consultare periodicamente questa pagina.

Cookie Policy

Cosa sono i cookie

I cookie sono piccoli file di testo che i siti web visitati inviano al dispositivo dell’utente, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla visita successiva.

Tipologie di cookie utilizzate

Il sito utilizza esclusivamente:

  • Cookie tecnici necessari
  • Cookie analitici anonimizzati

Cookie tecnici

Nome cookie Durata Finalità
wpEmojiSettingsSupports Sessione Consente la corretta visualizzazione delle emoji.

Cookie analitici

Nome cookie Durata Finalità
_ga 1 anno 1 mese 4 giorni Analisi statistiche anonime
ga* 1 anno 1 mese 4 giorni Analisi sessioni e visite
tk_ai 1 anno 1 mese 4 giorni Statistiche Jetpack

Gestione del consenso

I cookie analitici vengono installati solo previo consenso espresso tramite il banner cookie.

Le preferenze possono essere modificate in qualsiasi momento tramite l’apposito pulsante di gestione cookie.

Come disabilitare i cookie dal browser

  • Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647
  • Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Attivare%20e%20disattivare%20i%20cookie
  • Safari: https://support.apple.com/it-it/HT201265
  • Edge: https://support.microsoft.com/it-it/help/4027947

Documento redatto secondo il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e le Linee Guida del Garante per la Protezione dei Dati Personali.