giovedì, 19 Febbraio 2026

Meloni: un colpo al cerchio, uno alla botte e la conferenza è servita

Grande prova di comunicazione della Presidente del Consiglio che riesce a non prendere posizione sulle questioni più scottanti (Trump, guerra, economia), ma riesce a tirare fuori grinta e ardore parlando di magistrati e sicurezza: “Spesso le toghe rendono vano il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento”

La conferenza stampa di inizio anno di Giorgia Meloni è è uno straordinario esempio delle grandi doti di comunicatrice della nostra Presidente del Consiglio. La quale riesce a non prendere davvero posizione sui temi più scottanti (tipo Trump e la Groenlandia), a tirare un colpo al cerchio e uno alla botte, a non dare risposte vere ed esaustive sull’economia che a breve diventerà un tema fondamentale per l’Italia visto che finiranno gli effetti benefici del PNRR e delle politiche attuate negli anni passati.

L’unico settore in cui Giorgia Meloni è netta è quello del rapporto/scontro con la magistratura, dove arriva a dire che la sicurezza – di cui lei attraverso il Consiglio dei Ministri e il suo sottoposto Ministro dell’Interno è la massima responsabile – viene spesso messo a repentaglio dai magistrati: dimenticando la raffica di leggi approvate dalla sua maggioranza che – queste sì – rendono l’Italia molto meno sicura (in questo link alcuni esempi). Ma la Giorgia nazionale è davvero brava, l’opposizione è inesistente, e quindi si trova nell’ideale posizione di poter tirare rigori a porta vuota tra gli applausi dello stadio.

MELONI, I PUNTI FONDAMENTALI DELLA CONFERENZA STAMPA DI INIZIO ANNO

Nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera, la Presidente del Consiglio risponde a 40 domande dei giornalisti accreditati. Si è parlato, come da tradizione, dei temi di grande attualità, dalla possibile liberazione di Alberto Trentini in Venezuela all’Ucraina, dalle pretese americane sulla Groenlandia e i rapporti europei con Trump, fino a Gaza, ma anche molti “interni”: il referendum sulla giustizia, la riforma elettorale e tanta economia.

L’inizio è dedicato ai giornalisti stessi, dopo l’intervento del presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine, Carlo Bartoli: “La libertà di stampa è un presupposto fondamentale dello stato di salute di qualsiasi democrazia e noi siamo chiamati a proteggerla”.

Per il rinnovo del contratto nazionale dei giornalisti “noi possiamo fare moral suasion, siamo dalla vostra parte, ma non vorrei venisse fuori l’immagine di una contestazione alla presidenza del Consiglio, su un cosa su cui la presidenza del Consiglio non ha responsabilità”.

MELONI: TRENTINI E IL VENEZUELA

“Il governo si occupa di questa vicenda da 400 giorni, Trentini non è l’unico italiano detenuto in Venezuela. Mobilitando tutti i canali. E non smetteremo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio. Capisco il suo dolore, è molto doloroso anche per me non poter dare risposto nei tempi che vorrei. Mi ha fatto specie vedere la mobilitazione sindacale per il Venezuela, dove c’è oggettivamente una condizione di povertà dilagante. Considero surreale vedere degli italiani di estrema sinistra che spiegano ai venezuelani cosa vuole dire essere venezuelani. Quelle immagini raccontano un mondo dove è la realtà che si piega all’ideologia: una sinistra che sta sempre dalla parte sbagliata della storia”.

MELONI: TRUMP E GROENLANDIA 

“Io continuo a non credere nell’ipotesi che gli Stati Uniti avviino un’opzione militare sulla Groenlandia. Un’azione che non condividerei, non la credo realistica, e credo non converrebbe a nessuno, nemmeno agli Stati Uniti. Io credo che l’amministrazione Trump usi metodi molto assertivi soprattutto per porre l’attenzione sull’importanza strategica della Groenlandia. Il messaggio che vogliono dare è che non accetteranno ingerenze straniere in un’area così importante per i loro interessi strategici”. “Entro questo mese il nostro ministero degli Affari esteri presenterà una strategia italiana sull’Artico, anche noi sappiamo quanto è strategicamente importante l’area” della Groenlandia. Meloni anticipa alcuni punti: “Preservare la Groenlandia come zona di pace e cooperazione, contribuire alla sicurezza della regione, aiutare le aziende italiana che volessero investire e favorire la ricerca. Spero si possa rispondere insieme agli alleati atlantici alle ingerenze di altri Paesi sulla regione”.

Ci sono molte cose su cui non vado d’accordo con Trump, per esempio credo che il diritto internazionale vada ampiamente difeso. Quando non sono d’accordo lo dico a lui, non ho difficoltà”. “Le direttrici della nostra politica estera sono l’Unione europea e l’Alleanza atlantica, come ha ricordato Mattarella qualche giorno fa. Cosa vuol dire che dobbiamo prendere le distanza dall’America? Uscire forse dalla Nato, togliere le basi militari agli americani, assaltare i McDonalds’? Parliamo di geopolitica: cerco le luci piuttosto che le ombre del rapporto italiano con i partner europei e atlantici”.

MELONI: TRUPPE IN UCRAINA

“Veto filoputinaino di Salvini sull’Ucraina? E’ una lettura di parte che non condivido. I dibattiti che si fanno in maggioranza su Russia e Ucraina non sono dibattiti tra filo questo e filo quello. I filo ce li hanno i burattini e non i politici. E’ un dibattito su come difendere l’interesse nazionale. C’è una fetta di opinione pubblica maggioritaria italiana che ritiene che sarebbe più facile difendere l’interesse nazionale facendo dei passi indietro. Io penso che si difende l’interesse nazionale stando con l’Ucraina”.

L’unico modo per me per garantire la pace è la deterrenza. Essere abbastanza forti per far desistere il nemico, e non deboli. Chi ha un opinione diversa dalla mia è legittimato ad averla senza che gli si dica che è filo qualcosa. Quello di cui si parla oggi è l’istituzione di una forza multinazionale dei volenterosi senza ombrello Onu per rafforzare la difesa Ucraina. La ragione per la quale non ritengo necessario l’invio dei soldati in Ucraina è che il principale strumento di deterrenza è il sistema ispirato all’articolo 5 della Nato, quella è la principale forma di garanzia e non l’invio di truppe”.

“L’invio dei soldati può essere un di più ma non lo considero necessario per l’Italia. Possiamo essere tutti fieri del fatto che oggi le garanzie per l’Ucraina vengono disegnate su una proposta fatta dall’Italia. Molti deridevano questa proposta definendola campata in aria ma tanto campata in aria evidentemente non è. Io resto dell’idea che non è necessario per l’Italia l’invio di truppe in Ucraina e mi sembrava che su questo ci fosse un’opinione maggioritaria in Parlamento. Ora vedo che nel Pd qualcuno avrebbe cambiato idea al riguardo. Se è così, il Pd presenti una mozione in Parlamento e tornerò a dire come la penso in proposito”.

MELONI: “HA RAGIONE MACRON”

“Credo che sia arrivato il momento in cui anche l’Europa parli con la Russia, perché se l’Europa decide di partecipare a questa fase di negoziazioni parlando solo con una delle due parti in campo temo che alla fine vedrà il contributo positivo che può portare sia limitato. Il problema di questo è chi lo deve fare, perché se noi facessimo l’errore di decidere da una parte di riaprire le interlocuzioni con la Russia e dall’altra di andare in ordine sparso, noi faremmo un favore a Putin e l’ultima cosa che voglio fare io nella vita è un favore a Putin”. È questa “la ragione per la quale io sono sempre stata favorevole all’indicazione di un inviato speciale dell’Europa sulla questione ucraina, cioè una persona che ci consentisse di fare la sintesi e di parlare con una voce sola”.

MELONI: LA QUESTIONE BABY GANG

I dati sulla sicurezza “dicono che nei primi 10 mesi del 2025 i reati sono calati del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anni anni di lassismo non sono facili da cancellare”, incalza Meloni, che nel 2026 annuncia “un cambio di passo” e ricorda che “il governo ha lavorato molto”. In uno dei prossimi Cdm, il governo presenterà un provvedimento ad hoc sulle baby gang e la violenza giovanile per vietare il porto di armi da taglio “con una aggravante nel caso di persone travisate o nel caso di gruppi di persone che si riuniscono in luoghi sensibili. Va vietata la vendita anche online ai minori di armi da taglio e simili e servono sanzioni nei confronti dei genitori che sono responsabili di questi minori”.

MELONI: LA QUESTIONE GAZA 

Gaza “non è sparita dai nostri radar, ce ne occupiamo quotidianamente per rendere effettivo il piano di pace. E’ un percorso complesso e una tregua molto fragile, ecco perché l’Italia deve metterci tutto il suo impegno. Nelle ultime settimane la nostra cooperazione ha stanziato 25 milioni di euro e abbiamo dato la disponibilità dei nostri Carabinieri a formare le prime 50 forze di sicurezza palestinesi in Giordania. Saremo la prima nazione europea a dare un contributo fattivo alla sicurezza della striscia di Gaza. L’Italia è rispettata da tutti gli attori in campo, questo rispetto di cui godiamo deve essere utilizzato al massimo. Non escludo la partecipazione dell’Italia a un’eventuale forza multinazionale, perché credo si possa fare una grande differenza”.

MELONI E IL REFERENDUM 

“Dobbiamo dare una data entro il 17 gennaio. Quella del 22-23 marzo è quella più probabile, mi sento di confermarla. Non c’è alcun impasse, non c’è da parte nostra alcun intento di forzare. La data ci sembra ragionevole, ci consente di portare a casa le norme attuative in tempo prima della definizione del nuovo Csm”. “Non intendo dimettermi nel caso in cui gli italiani dovessero bocciare la riforma. Il mio obiettivo è che il governo arrivi alla fine della legislatura e presentarsi al cospetto dei cittadini sul totale del lavoro”. “Per la parte di mobilitazione dei partiti politici” sul referendum sulla giustizia, “ho chiesto di stare molto sul tema perché le mistificazioni si possono fare quando la gente non sa come stanno le cose. Perché a me fa arrabbiare la campagna che ha portato avanti l’Anm? Perché nella riforma noi facciamo esattamente il contrario di quello di cui l’Anm ci accusa”. 

“Non si può fare una campagna dicendo: ‘Vuoi che i giudici siano sottomessi alla politica?’. Ma quale sarebbe esattamente l’articolo della legge che dice che i giudici verranno sottomessi alla politica? Perché quello che facciamo noi è togliere al Parlamento la possibilità di eleggere un pezzo del CSM, quindi semmai noi stiamo togliendo la possibilità della politica di influenzare quello che fanno i magistrati”.
“Vedere che si fanno delle campagne per argomentare il no dicendo l’esatto contrario di quello che la norma prevede fa molto riflettere”. Ma questo “lo considero uno spot a favore del sì, perché è ovvio che se uno ha bisogno di dire una cosa totalmente campata in aria vuol dire che nel merito ha pochi argomenti. Spero che si possa stare sul tema e non c’è la volontà di fare nessuno scontro da parte mia, ripeto, spero che si possa stare sul tema”.

MELONI E LA LEGGE ELETTORALE

“Ci sono interlocuzioni con l’opposizione ma non a mio livello, il mandato c’è. La ragione per cui Elly Schlein, ma non solo lei, dovrebbe vedere favorevolmente una riforma” di tipo proporzionale con premio di maggioranza “è perché consente a chi prende più voti di governare per cinque anni, con una maggioranza solida. Per me conta che i cittadini abbiano un potere reale: governa chi ha preso un voto in più”. “La partita sarebbe più che aperta e al campo avverso darebbe una maggioranza più ampia di quella che otterrebbe con l’attuale legge elettorale”.

MELONI E L’ECONOMIA

“Io guardo con prudenza ai giudizi delle agenzie di ratings, anche se oggi raccontano di una percezione della politica economica italiana che deve farci piacere. Penso però che per valutare l’economia reale, il dato significativo sia quello sull’occupazione e i dati sono incoraggianti, così come quello sul potere d’acquisto”. 

MELONI, LA SICUREZZA E I CASI DI CRONACA

Sulla sicurezza “bisogna fare di più”. Interpellata su alcuni episodi di cronaca dei giorni scorsi e anche sull’omicidio di Alessandro Amoroso, Meloni ha rivendicato quanto fatto dal suo esecutivo finora per rendere il paese più sicuro, dopo “anni di lassismo non facili da cancellare”. “Abbiamo lavorato moltissimo sul tema della sicurezza in questi tre anni”, ma, aggiunge Meloni, i “risultati per me non sono sufficienti”. E 2026 sarà “l’anno in cui si cambia passo”.

Con questo obiettivo la presidente del Consiglio invita però a “lavorare tutti nella stessa direzione per garantire la sicurezza dei cittadini”, magistratura compresa. Cita infatti alcuni casi in cui le decisioni dei giudici non sono state andate nella stessa direzione, come il caso dell’Imam di Torino: “Spesso le toghe rendono vano il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento“. In un altro passaggio ha ribadito che a suo dire dalle toghe vengono fate “scelte che mettono a rischio sicurezza, chiediamone conto”.  Non rientra in questa categoria però il caso del capotreno ucciso a Bologna, ma “voglio rinnovare la mia totale solidarietà alla famiglia”.

MELONI E IL PIANO CASA

“Siamo in dirittura di arrivo con il Piano casa. È un progetto molto ampio, al quale stiamo lavorando insieme al ministro Salvini, che voglio ringraziare. Ci lavoriamo da diverso tempo con la collaborazione del ministro Foti, ma anche con la collaborazione di molti pezzi dei corpi intermedi e della società civile, penso a Confindustria e alla disponibilità della Conferenza Episcopale Italiana su questo tema”, aggiunge la premier elogiando “il Sistema Italia” che lavora “a un pacchetto molto articolato che sarà oggetto di una apposita conferenza stampa. È un progetto al quale io tengo moltissimo”. L’obiettivo del governo “è mettere in campo un progetto che possa arrivare a mettere a disposizione 100mila nuovi appartamenti e case a prezzi calmierati, ragionevolmente nei prossimi 10 anni, al netto delle case popolari, altro tema del quale il piano casa intende occuparsi”. “Condono? Non se ne sta parlando ora”.

CRANS-MONTANA 

Quanto avvenuto a Crans-Montana in Svizzera è stato “devastante per tutti, quello che è successo non è una disgrazia, ma il risultato di troppe persone che non hanno hanno fatto il loro dovere per fare soldi facili, le responsabilità devono essere perseguite”. “Le nostre norme sono più rigide di quelle che si sono nel cantone, però io penso che quando accadono queste cose ci si debba sempre chiedere cosa imparare e, anche dialogando con l’opposizione, dovremmo ragionare della possibilità di vietare nei locali al chiuso l’uso degli scintillii nelle bottiglie”. “L’avvocatura dello Stato su mandato della presidenza del consiglio si è messa in contatto per seguire le indagini con la procura elvetica e con la procura di Roma, che ha aperto a sua volta un fascicolo. Siamo pronti a fornire alle famiglie tutta l’assistenza necessaria per fare sì che possano avere giustizia, le famiglie hanno la mia parola che non saranno lasciate sole”.

MELONI E IL “FENOMENO” HANNOUN 

“Penso che parte della politica abbia ampiamente sottostimato il fenomeno Hannoun. Qualcuno aveva segnalato che questa persona alla quale si stendevano tappeti rossi, aveva delle posizioni ambigue, per essere gentili, e quelli che facevano queste segnalazioni sono stati tacciati di essere degli islamofobi. Considero inoltre grave che dopo queste accuse ci siano manifestazioni di protesta. Seguendo quello che la sinistra ha fatto negli ultimi 2 anni dovrei accusare la sinistra di complicità con il 7 ottobre, sono una persona seria e non lo faccio, ma per dire quanto siano surreali certe accuse”.

MELONI E L’ILVA 

“L’Ilva è il dossier più complesso che abbiamo ereditato. Abbiamo trovato una situazione molto compromessa da tutti i punti di vista. L’impegno del governo non è mai venuto meno, è uno dei temi ai quali abbiamo dedicato più riunioni. L’obiettivo è conciliare tenuta della produzione, tutela dell’ambiente e del territorio. E’ un obiettivo tutt’altro che facile e deve coinvolgere tutti i livelli, serve che si tremi tutti nella stressa direzione. Non ci sono impegni vincolanti da parte del governo finché non potremo dare risposte concrete sui temi che ci stanno più a cuore”.

MELONI E IL QUIRINALE

“Non so perché non mi proponete mai di andare da Fiorello a pagamento… Mi basta quello che sto facendo, se lo farò ancora nella prossima legislatura dipenderà dal voto degli italiani. Nel mio radar non c’è l’obiettivo di salire di livello”.

ARIANNA MELONI 

Candidata sindaca di Roma o in Parlamento? “Non ne abbiamo mai parlato. Arianna è un dirigente politica di massimo livello, militante storica, finora ha sempre deciso di non avere incarichi elettivi e io non ho sempre condiviso questa scelta. In ogni caso credo che le decisioni debba prenderle lei” .

CARCERI 

“I provvedimenti di amnistia, indulto e uscita anticipata sono provvedimenti tampone, sperimentati in passato, non hanno risolto nulla”. “Credo che un Governo serio invece debba affrontare il problema per quello che è: in Italia non ci sono abbastanza posti nelle carceri e quindi il Governo sta facendo un piano per arrivare a coprire la carenza di posti con 11 mila nuovi posti, nostro obiettivo da qui alla fine del 2027. Questo è il modo serio per difendere la dignità dei detenuti senza compromettere la credibilità dello Stato”.

“È importante che il Parlamento proceda velocemente nell’approvazione del disegno di legge governativo per favorire il trasferimento nelle comunità terapeutiche dei detenuti tossicodipendenti”. “I provvedimenti di amnistia, indulto e uscita anticipata sono provvedimenti tampone, sperimentati in passato, non hanno risolto nulla”. “Credo che un Governo serio invece debba affrontare il problema per quello che è: in Italia non ci sono abbastanza posti nelle carceri e quindi il Governo sta facendo un piano per arrivare a coprire la carenza di posti con 11 mila nuovi posti, nostro obiettivo da qui alla fine del 2027. Questo è il modo serio per difendere la dignità dei detenuti senza compromettere la credibilità dello Stato”

MELONI E IL FINE VITA 

“Dipende dai contenuti, ci sta lavorando il Parlamento, penso che compito dello Stato e delle istituzioni non sia favorire percorsi per suicidarsi ma rimuovere o ridurre al minimo la solitudine e le difficoltà di chi ha gravi patologie e questo è quello che fa il governo. Ci rimettiamo al Parlamento e alle sue decisioni”.

MELONI E IL GOVERNO 

“Non vedo rischi per la maggioranza che sostiene il mio governo. Dopo tre anni siamo forse il governo più solido tra le grandi democrazie europee, di fronte alle decisioni epocali che stiamo prendendo molte maggioranze si sarebbero frantumate. E’ normale che ci sia dibattito, lo considero valore aggiunte. Tuttavia ciò che definisce la compattezza di una maggioranza è la linea politica sui temi principali. Sono fiera die partiti della maggioranza e dei loro leader e del lavoro che stanno facendo”.

MELONI E LA QUESTIONE LAVORO 

“Abbiamo un problema di produttività del lavoro che dipende da diversi fattori, bisogna puntare di più sul capitale umano, sulla formazione in particolare sulle materie Stem, poi il tema delle infrastrutture non è secondario, i lavori sulle strade sono aumentati del 300% anche grazie al Pnrr ma non solo”. 

MELONI E MATTARELLA

“I miei rapporti con il presidente della Repubblica sono ottimi. Leggo spesso ricostruzioni su nervosismo, scontri… Io e il presidente della Repubblica non siamo sempre d’accordo, le sue posizioni personali non sono sempre le nostre, però c’è una cosa che fa totalmente la differenza: Sergio Mattarella quando si tratta di difendere l’interesse italiano c’è e questo per me vale tutto. Collaboriamo in maniera ottima, davvero”. “Non vorrei che tante volte il tentativo di scontro con il Quirinale venga costruito magari contro la riforma sul premierato…”.

MELONI E I MIRACOLI DI TAJANI 

“La richiesta di Piersilvio Berlusconi di rinnovare i vertici di Forza Italia? Non credo che possano creare tensioni e non metto bocca in dinamiche interne ad un altro partito. Dico però che quello che ha fatto Tajani negli ultimi 3 anni, dopo che Fi non ha più potuto contare sul carisma di Berlusconi, abbia del miracoloso. Nessuno lo riteneva possibile. Tutti dobbiamo riconoscere che ha fatto un lavoro straordinario”.

MELONI E I BAMBINI NEL BOSCO 

“Penso che quando si tolgono dei bambini ai loro genitori si debba avere la certezza che quei bambini stiano meglio lontani dai loro genitori piuttosto che con i loro genitori. Penso che il caso degli affidi, dei bambini che vengono sottratti alle famiglie, siano dei casi che dovrebbero essere nel nostro ordinamento molto estremi” e riguardare “casi di pericolo e di rischi per l’incolumità”. 
“Se la questione diventa morale o ideologica penso che abbiamo un problema” perché “se la questione diventa stabilire qual è il giusto contesto di educazione qualcuno mi deve spiegare perché dei bambini non possono crescere in un bosco, ma possono crescere in un campo rom o in una baraccopoli e possono essere mandati a chiedere l’elemosina”, aggiunge Meloni, che conclude: “Il nostro ordinamento, storicamente, di fronte a una famiglia in difficoltà lavora per aiutare la famiglia in difficoltà, non per aggiungere anche il trauma della separazione di fronte alla difficoltà e credo che quello sia il modo giusto di procedere”.

“Ho chiesto a Nordio, oltre a una ispezione sul caso, un quadro complessivo di quanti siano i minori sottratti alle famiglie in Italia e la cosa incredibile è che non esiste un monitoraggio immediato e costante. Tant’è che abbiamo una proposta di legge del governo in Parlamento che istituisce due registri su questo tema, uno presso ogni Tribunale e uno presso la Presidenza del Consiglio, perché noi si possa avere un quadro complessivo di quanti sono i casi e di come sta andando nel nostro ordinamento, anche per decidere se sia il caso di intervenire. È arrivato il momento di studiare più a fondo questa questione. Non escludo che possa essere in futuro necessario un intervento di natura legislativa”.

MELONI E LE PENSIONI 

“Abbiamo fatto il contrario di ciò di cui ci accusano. In Italia c’è una legge che impone di aumentare l’età pensionabile all’aspettativa di vita. Se non fossimo intervenuti come siamo intervenuti in legge di bilancio, l’età pensionabile sarebbe aumentata nel 2027 di tre mesi. Noi l’abbiamo portata a un mese, e a zero per i lavori usuranti. La scelta del governo che rivendico è stata quella di aiutare i pensionati”.

DENATALITÀ

“I numeri sulla natalità non sono incoraggianti perché il problema è molto culturale. Il messaggio che vogliamo che passi è che i figli non sono un limite o un fardello. Spesso usiamo l’immigrazione come strumento per risolvere il problema della denatalità, la popolazione immigrata quando arriva non riesce a sanare quel gap. Noi abbiamo concentrato il nostro lavoro sul senso della libertà che dà la nascita di un figlio”.

Luca Messi
Luca Messi
Giornalista per curiosità, autore per passione, impegnato per vocazione. Vive diviso tra il desiderio di cambiare il mondo e quello di goderselo così com'è

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Ultimo aggiornamento: 2 febbraio 2026

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