Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia: le 14 città dove sarà possibile partecipare a “Tutti contano”, la rilevazione nazionale dei senza dimora promossa da ISTAT e condotta da fio.PSD
L’hanno chiamata la strage invisibile: nel 2025 in Italia hanno perso la vita in strada 414 persone senza dimora. Più di una al giorno. I numeri resi pubblici dall’osservatorio fio.PSD non possono lasciare indifferenti. Ecco come nasce l’iniziativa “Tutti contano. Conta anche tu”. Si tratta di una rilevazione nazionale promossa da ISTAT e condotta da fio.PSD, che parte da alcune domande base.
I dati rilevati, che vedono l’età media delle vittime fermarsi a soli 46 anni, oltre 35 anni in meno rispetto alla media nazionale, non possono lasciare indifferenti. Quante sono realmente le persone senza dimora? Come vivono, in quali condizioni e con quali necessità?
Mi vengono in mente le immagini che rimbalzano sui social: zaini-tende e coni riscaldati con l’energia solare o altri tipi di ripari messi a punto in diversi punti del globo – partendo da Paesi Bassi, Cina, Germania. Si stima che nel mondo ci siano almeno 100 milioni di persone senza fissa dimora; il Consiglio d’Europa stima oltre 1,3 milioni in Europa.
In Italia dovrebbero aver superato da tempo i 100.000. Ma servono dati certi per poter intervenire in modo efficace.
Il censimento e la conta nazionali sono previsti a fine mese (il 26, 28 e 29 gennaio) nelle 14 città metropolitane: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia. E da oggi si cercano volontari.
La strage che non fa rumore
I senza tetto morti del 2025 in Italia non rappresentano un picco improvviso, ma una costante. Anche nel 2025, per il sesto anno consecutivo, il numero delle persone senza dimora morte in strada in Italia supera quota 400: 414 decessi, una media che non conosce stagioni né tregue. La “strage invisibile” continua mese dopo mese, lontano dai riflettori. In totale silenzio.
L’inverno resta il periodo più duro – 226 morti tra freddo e primavera –, ma i dati raccontano una realtà più scomoda: si muore tutto l’anno. Caldo estremo, malattie non curate, incidenti, aggressioni, isolamento. La strada amplifica ogni fragilità, trasformando eventi comuni in condanne a morte.
Chi muore
Il profilo è netto: oltre il 91% sono uomini, più della metà stranieri (56,5%), in gran parte provenienti da Paesi extra-UE, soprattutto Nord Africa e, in crescita, Asia meridionale. Ma aumenta anche la quota di italiani, oggi al 29%.
L’età media colpisce più dei numeri: 46 anni. Per gli stranieri scende a 42. Un confronto basta a capire la portata del divario: l’aspettativa di vita in Italia supera gli 81 anni.
Dove accade
Il fenomeno non riguarda solo le grandi città, anche se Roma (36 morti) e Milano restano in cima alla lista. Oltre la metà dei decessi avviene al Nord, con Lombardia e Lazio in testa. Ma il dato più significativo è un altro: quasi il 60% delle morti avviene fuori dalle città metropolitane, in province e piccoli comuni.
La marginalità si espande, mentre i servizi restano concentrati.
Come si muore
Nel 42% dei casi si muore per malori o malattie, spesso banali se intercettate in tempo. Un altro 40% è legato a eventi traumatici: incidenti, aggressioni, suicidi. Una percentuale dieci volte superiore a quella della popolazione generale.
I luoghi raccontano più delle statistiche: strade, parchi e spazi pubblici (34%), baracche e ripari di fortuna (23%), corsi d’acqua, stazioni, perfino il carcere.
Oltre l’emergenza
I piani per l’emergenza freddo salvano vite, ma non bastano. Il report è chiaro: questa non è una crisi stagionale, è un problema strutturale. Senza accesso continuativo alla salute, senza una presa in carico stabile, senza casa, la strada resta una trappola mortale.
La conclusione è netta: servono politiche permanenti, non risposte temporanee. Casa, cure, continuità dei servizi. Il modello Housing First non è un’utopia, ma l’unica strategia che mostra risultati concreti: partire dall’alloggio per ricostruire tutto il resto.
tutti contano. conta anche tu
Arriva così dalla necessità di supporto del mondo del volontariato un appello a cittadini e cittadine, associazioni, le parrocchie ed enti del territorio a partecipare attivamente alla campagna TuttiContano. Diventare volontario è semplice: basta candidarsi compilando il form online. I partecipanti saranno formati, assicurati e affiancati da una rete di coordinatori, per svolgere un’esperienza di cittadinanza attiva sicura e significativa.
L’iniziativa vede la collaborazione del Comune di Roma e di numerosi partner: Caritas Italiana, ARCI, CNCA, Azione Cattolica, Croce Rossa Italiana, UISP, CSVnet, AGCI, Confcooperative, Medici Senza Frontiere, Alleanza Contro la Povertà, AGESCI, Forum Terzo Settore, Fed. Scout d’Europa, Comunità di Sant’Egidio, Esercito della Salvezza, InformaGiovani, le Università delle 14 città e oltre 50 enti nazionali e locali.
Presente anche il mondo della cultura e dello spettacolo, con testimonial come Richard Gere e la moglie Alejandra, Luciana Littizzetto, Carlo Lucarelli, Antonello Dose e Marco Presta, Ascanio Celestini e tanti altri.
“Ogni numero nasconde una storia, ogni morte in strada è un fallimento collettivo” dichiara Alessandro Carta, Presidente di fio.PSD.
“Per questo contare e conoscere le persone senza dimora non è un atto burocratico, ma un gesto di umanità e responsabilità. Chiediamo a tutti, soprattutto nel Lazio, di aiutarci a rendere visibile chi è stato reso invisibile.”



