Fotografia Usa nell’ultimo sondaggio Gallup, dal crollo nei consensi alla nostalgia per l’ex presidente: numeri, analisi e scenari di una crisi politica che scuote la Casa Bianca
Negli Stati Uniti si sta consumando un paradosso politico che fino a pochi mesi fa sarebbe apparso impensabile: una parte crescente dell’elettorato guarda al passato con meno ostilità e, in alcuni casi, con aperta nostalgia. Donald Trump, tornato alla Casa Bianca con la promessa di raddrizzare economia e immigrazione, sta invece affrontando un progressivo logoramento del consenso. E, a sorpresa, sempre più americani dichiarano di rimpiangere Joe Biden.
A certificare questo cambio di umore sono diversi istituti demoscopici, tra cui Gallup, che nel suo ultimo rilevamento ha registrato un dato particolarmente significativo: il 36 per cento di gradimento per Trump, il livello più basso del suo mandato. Un numero che pesa non solo per la sua entità, ma per il valore simbolico: Gallup, storica istituzione dei sondaggi americani, ha annunciato che non pubblicherà più l’indice sintetico di approvazione presidenziale, chiudendo un’epoca iniziata nel 1938.
In questo scenario, la crisi di popolarità del presidente repubblicano si intreccia con un inatteso processo di rivalutazione del suo predecessore.
Trump sempre più impopolare: il sorpasso nei sondaggi e il rimpianto per Biden

Il primo elemento che colpisce è il confronto diretto tra Trump e Biden. Secondo quanto riportato da Repubblica, tre diverse rilevazioni mostrano come oltre la metà degli intervistati ritenga che Biden abbia fatto meglio o che, durante la sua presidenza, la qualità della vita fosse superiore.
Il sondaggio Harvard Caps/Harris indica che il 51 per cento degli elettori registrati considera Trump peggiore del suo predecessore. YouGov/Economist registra un 46 per cento di bocciature contro il 40 di promozioni, mentre perfino Rasmussen – istituto spesso ritenuto vicino alle posizioni conservatrici – segnala che il 48 per cento pensa che Biden abbia svolto un lavoro migliore, contro il 40 che continua a preferire Trump.
Non si tratta di semplici oscillazioni statistiche. Il dato politico è che la nostalgia per Biden, figura che per mesi era stata descritta come debole e impopolare, emerge ora come metro di paragone per giudicare negativamente l’attuale amministrazione. Un’inversione narrativa che testate autorevoli come il New York Times, il Corriere della Sera e La Stampa hanno letto come il segnale di una crescente disillusione verso la promessa trumpiana di “rimettere l’America al primo posto”.
Trump sempre più impopolare: l’economia non convince più
Uno dei pilastri della campagna di Trump era l’economia. Per una parte significativa dell’elettorato, il tycoon rappresentava l’uomo forte capace di garantire crescita, occupazione e stabilità. Eppure, secondo l’analista Harry Enten citato nell’articolo (pagina 4), la fiducia degli americani nella gestione economica è scesa drasticamente: meno 26 punti in generale e addirittura meno 53 tra gli elettori indipendenti.
Il dato sugli indipendenti è particolarmente rilevante. Negli Stati Uniti, questa fascia dell’elettorato rappresenta spesso l’ago della bilancia nelle elezioni presidenziali. Un calo così marcato suggerisce che il malcontento non è confinato agli avversari politici tradizionali, ma si sta estendendo al centro moderato.
L’inflazione, il costo della vita e l’incertezza sui mercati internazionali alimentano la percezione che la situazione economica non sia migliorata come promesso. E così, il confronto con l’era Biden – che durante la campagna era stato descritto come un periodo di “disastri economici” – appare oggi meno netto di quanto Trump e i suoi sostenitori avessero sostenuto.
Trump sempre più impopolare: l’immigrazione da punto di forza a terreno di scontro
Altro tema centrale è l’immigrazione. Trump ha costruito buona parte del suo consenso su una linea dura contro l’immigrazione irregolare. Tuttavia, anche su questo fronte emergono crepe significative.
Secondo un sondaggio NBC News il 49 per cento degli americani “disapprova con forza” il modo in cui le agenzie per l’immigrazione, come Ice e Border Patrol, stanno gestendo la situazione. Un dato che indica come le misure restrittive e le operazioni di controllo non stiano generando il consenso atteso.
Le immagini di retate, rimpatri forzati e tensioni al confine hanno alimentato un dibattito acceso nel Paese. Se per una parte dell’elettorato queste azioni rappresentano il rispetto delle promesse elettorali, per un’altra sono percepite come eccessive o inefficaci. Anche in questo caso, il paragone con Biden – accusato di lassismo durante la campagna – si ribalta parzialmente.
Trump sempre più impopolare: il significato del 36 per cento di Gallup
Il numero forse più emblematico resta quel 36 per cento di gradimento certificato da Gallup nell’ultima rilevazione di dicembre. È il dato più basso del mandato di Trump e assume un valore storico perché coincide con la decisione dell’istituto di non pubblicare più l’indice sintetico di approvazione presidenziale.
Gallup, che per quasi novant’anni ha misurato l’umore del Paese attraverso interviste telefoniche condotte da operatori reali, ha motivato la scelta con la volontà di concentrarsi su analisi più approfondite. Tuttavia, la coincidenza temporale ha inevitabilmente acceso discussioni e interpretazioni politiche.
Per Trump, spesso critico verso i sondaggisti accusati di pregiudizio, la fine dell’indice potrebbe rappresentare un sollievo mediatico. Ma il dato resta nella memoria collettiva: poco più di un americano su tre approva il suo operato.
Trump sempre più impopolare: la reazione della Casa Bianca e le prospettive future
La Casa Bianca ha respinto i risultati, ricordando che quasi ottanta milioni di elettori hanno conferito a Trump un mandato per cambiare rotta rispetto a Biden. Una linea difensiva che punta a delegittimare i sondaggi e a rafforzare la narrativa del consenso silenzioso.
Tuttavia, l’accumularsi di rilevazioni negative – da Harvard Caps/Harris a YouGov, fino a Rasmussen – suggerisce che non si tratti di episodi isolati. Quando più istituti, con metodologie e orientamenti differenti, convergono su un trend, il segnale diventa politicamente rilevante.
La crescente impopolarità di Trump apre interrogativi sul futuro del Partito Repubblicano e sulla tenuta della sua leadership. Allo stesso tempo, il rimpianto per Biden non implica automaticamente un sostegno entusiastico ai Democratici: potrebbe piuttosto riflettere una diffusa insoddisfazione verso l’intero sistema politico.
Quel che è certo è che l’America si trova in una fase di forte volatilità dell’opinione pubblica. Il 36 per cento di Gallup non è solo un numero: è la fotografia di un presidente sempre più impopolare e di un Paese che, nel confronto tra passato e presente, sembra guardare con occhi nuovi alla stagione appena conclusa.


