Brignone: “Quando sei in gara sei in allerta totale, come quando hai paura di morire”

“La storia l’ho fatta anche prima di questi due ori olimpici, ma li scambierei solo per tornare indietro e non avere mai avuto l’infortunio”

Chiedi a Federica Brignone com’è fare due (anzi tre, visto che il Gigante è in due manche) gare olimpiche da oro, in dominio costante, con viti e placche ancora sotto pelle. Lei ti risponderà così: “In gara sei in un altro mondo. Uno stato d’allerta totale, come quando hai paura di morire”. Ma al Corriere della Sera dice anche un’altra cosa, che ha a che fare con il clamore per i suoi successi. Ora le dicono che ha fatto la storia, ma lei un po’ obietta: “Penso d’averla già fatta con 15 anni di carriera a questo livello, due Coppe del Mondo. All’apice. Queste medaglie non dovrebbero cambiare il mio status. Però mi rendo conto che i Giochi in casa, mediaticamente fanno differenza”.

Brignone, solo due mesi fa era in ospedale

Dieci mesi fa, era in ospedale… “Non capisco come ci sono riuscita. Per molto tempo non ho saputo se sarei riuscita a partecipare. Io ero già felice d’essere qui, quello era il mio traguardo: esser tornata come atleta. Se fossi venuta solo per vincere l’oro, avrei avuto troppa pressione addosso e non ce l’avrei mai fatta. Spero che nessuno posti più i video del mio incidente. Non l’ho mai visto. Ma dopo il superG sono stata taggata mille volte. Ho dovuto lanciare il telefono”.

Brignone: se potessi scambierei questi due ori per tornare a prima dell’infortunio

Eppure, se potesse, questi due ori li scambierebbe, “solo per tornare indietro e non avere mai avuto l’infortunio. Non so se potrò più giocare a tennis”.

Andrea Belmonte
Andrea Belmonte
GIORNALISTA, SOCIAL MEDIA MANAGER

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