Rogoredo, l’imbarazzo del centrodestra costretto al dietrofront

Dopo la strumentalizzazione del caso da parte di Salvini, Meloni & C. dopo che si è scoperta la verità sui poliziotti e l’uccisione del pusher l’opposizione pretende le scuse del centrodestra e chiede il ritiro dello “scudo” penale

“Se qualcuno in divisa sbaglia, paga più degli altri. Il mio pensiero va soprattutto alle centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi in divisa che oggi sono per strada in tutta Italia, nelle stazioni, a rischiare la vita per salvare le vite. Se fosse confermato il comportamento criminale nel caso di Rogoredo, sarebbe un oltraggio ai suoi colleghi in divisa. Io come quasi tutti gli italiani, porto rispetto e fiducia nelle forze dell’ordine. Se qualcuno invece usa la divisa per fare affari o per regolamenti di conto personali, non è degno di quella divisa”. Lo scrive sui social il vicepremier e ministro Matteo Salvini. Che è evifdentemente costretto dalla cronaca a correggere il tiro dei suoi giudizi sulla vicenda dell’uomo ucciso a Rogoredo e del poliziotto arrestato.

E in effetti Salvini nell’immediato dell’apertura delle indagini aveva commentato così: “Sono dalla parte del poliziotto senza se e senza ma”; “Un poliziotto si difende, il balordo muore, l’agente viene indagato per omicidio volontario. Tutto sbagliato!”; “Più legittima difesa di così. Ritengo davvero ingeneroso, eccessivo, gratuito che il pm abbia aperto un fascicolo per omicidio volontario”.

Rogoredo, Fratoianni: “Meloni e Salvini usavano il caso per attaccare i magistrati”

“Hanno arrestato il poliziotto che ha ucciso un uomo a Rogoredo. Le indagini stanno tirando fuori fatti ben diversi da quelli che ci si immaginava all’inizio. Prima dell’accertamento dei fatti abbiamo assistito ad una indecente passerella di Meloni e Salvini, che si sono fiondati sull’accaduto per il proprio tornaconto politico. Per settimane hanno condotto una vergognosa e cinica campagne a reti unificate sullo scudo penale. Non gli interessava la verità, non gli interessava la giustizia. Volevano solo raccattare qualche voto e fare campagna per il referendum contro la magistratura. Uno squallore istituzionale che l’Italia e i suoi cittadini non meritano affatto”, accusa sui social il leader di Avs Nicola Fratoianni. Ora, prosegue, “chiedano scusa e ammettano le loro responsabilità politiche. E lo facciano oggi, con la stessa solerzia con cui hanno calpestato lo stato di diritto per fare un post social per la loro campagna elettorale”.

Rogoredo, opposizioni all’attacco contro lo “scudo”

Opposizioni all’attacco del governo sulla vicenda avvenuta a Rogoredo lo scorso 26 gennaio, dopo che è stato eseguito il fermo di Carmelo Cinturrino. Il poliziotto è accusato dell’omicidio volontario del 28enne Abderrahim Mansouri. Oggetto di critiche, in particolare, la norma introdotta nel pacchetto sicurezza approvato a inizio mese dal Consiglio dei ministri, che prevede la non-iscrizione automatica nel registro degli indagati per fatti di reato commessi in presenza di una causa di giustificazione, misura che vale non esclusivamente per le forze dell’ordine. 

Rogoredo, Ricciardi: “Niente impunità, vengano ora Meloni e Salvini a parlarci di giornalisti prezzolati”

“Piantedosi venga in Aula, ma anche Meloni. La maggioranza ha usato la tragedia di Rogoredo, nemmeno 15 minuti dopo che è accaduta, per provare a mettere nel Decreto Sicurezza una norma che garantisse impunità per questi fatti. Volevano il modello ‘Ice’. Ora spero che nel Governo abbiano capito a cosa servono le indagini. A fare in modo che, se tutto fosse confermato, un poliziotto di questo tipo non sia più in giro a collaborare con gli spacciatori di strada, a sparare e a fabbricare prove false”, incalza in aula Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera.

“Abbiamo sentito Meloni, Piantedosi, Salvini e Bignami. Ora vengano a parlarci di Rogoredo, loro e i loro giornalisti prezzolati e pagati un milione di euro per fare le trasmissioni in Rai. Questa tragedia non è l’unica ad essere stata strumentalizzata per fare propaganda politica sul referendum. È successo anche con la storia di quell’algerino che non è stato espulso dal ministero degli Interni e si è dato la colpa ai giudici. È stata usata anche la manifestazione di Torino, per reprimere il dissenso e dare la colpa ai giudici. L’informazione e una certa politica non dicono delle cose però: quello che ha dato le martellate al poliziotto non è stato ancora preso, ed è passato un mese. Venite in Aula e chiedete scusa perché avete raggiunto livelli di sconcezza morali inaccettabili”. 

Rogoredo, Piccolotti: grave la mancanza di fiducia nella magistratura da parte del Governo

“Quello che sembra essere accaduto a Rogoredo è molto grave, ma è molto grave che il governo non abbia avuto fiducia della magistratura. Per accertare la verità servono delle indagini che solo la magistratura indipendente può svolgere. Il fatto che questo governo abbia pensato attraverso il decreto di sicurezza di impedire che ci fossero indagini sui poliziotti con il cosiddetto ‘scudo penale’ la dice lunga sulla loro fiducia nella magistratura. E anche sulla volontà di accertare i fatti” afferma Elisabetta Piccolotti, deputata Alleanza Verdi e Sinistra. “A questo punto – aggiunge la parlamentare di opposizione – la norma andrebbe ritirata, anche perché ci sono tanti casi in cui le indagini sono necessarie per scoprire poliziotti corrotti o addirittura omicidi perpetrati senza alcuna giustificazione”. 

Rogoredo, Donzelli difende la maggioranza: mai parlato di scudo penale

“Noi abbiamo commentato quello che abbiamo letto dai giornali, dalla stampa. Non mi permetterei mai di chiedere ai giornalisti se si sono pentiti di aver scritto che quella persona si era presentata con una pistola a salve senza tappino rosso. Ripeto e confermo che se una persona si presenta contro una delle forze dell’ordine con una pistola senza tappino rosso che sembra vera, chi delle forze dell’ordine è lì ha tutto il diritto di difendersi e di garantire la sicurezza”. Lo ha dichiarato Giovanni Donzelli, deputato Fratelli d’Italia, parlando in Piazza Montecitorio con i giornalisti del caso legato al poliziotto e alla sparatoria di Rogoredo. 

“In questo caso non è così e quindi ovviamente se qualcuno ha tradito la sua divisa, lo scopriremo grazie proprio alle donne e agli uomini in divisa che stanno facendo un ottimo lavoro anche per portare sicurezza e legalità in questo caso. Su Rogoredo abbiamo sempre detto che non c’entrava nulla con l’atto dovuto, che è il vero motivo per cui ci siamo occupati di questa vicenda”.

“Non l’abbiamo mai chiamato scudo penale. Nessuno in Italia ha diritto di uccidere come gli pare, è sbagliato ed è grave far passare che si voglia dare questa possibilità alle forze dell’ordine. Oggi – ha proseguito Donzelli – se la donna o l’uomo in divisa ha agito senza commettere assolutamente niente di illecito e il magistrato lo sa, per l’attuale legge è costretto ad aprire il fascicolo come atto dovuto. Ecco, noi togliamo questa ipotesi perché vogliamo dare ai magistrati la possibilità di non essere costretti a indagare le forze dell’ordine quando sanno che hanno agito correttamente”.

Emilio Pistone
Emilio Pistone
GIORNALISTA, RICERCATORE

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