Nessun rischio sulla incolumità degli italiani, molti studenti, rimasti bloccati a Dubai, ma “preoccupazione per l’alto numero” delle persone presenti negli Emirati Arabi e che devono rientrare in Italia
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, non nasconde la complessità della situazione che riguarda i tantissimi connazionali presenti nell’area del conflitto. La Farnesina ha creato una Task Force Golfo che rafforzerà il lavoro dell’Unità di Crisi e sosterrà l’impegno delle ambasciate e dei consolati nella regione per far fronte alle migliaia di richieste di assistenza.
“Si tratta di una squadra di cinquanta persone” ha spiegato il ministro aggiungendo che la task force risponde allo stesso numero (0636225) dell’Unità di crisi, “ma con un centralino che smista” le chiamate. Telefonate – che per stessa ammissione di Tajani – sono arrivate a centinaia nelle ultime ore da chi è rimasto bloccato ma anche, e nei soli Emirati sono circa 20 mila, vive stabilmente nella zona interessata dai bombardamenti incrociati. “Come numeri – ha aggiunto il vicepremier – ci preoccupano quelli dei civili, soprattutto a Dubai, perché ci sono anche tanti minorenni soli, in viaggio con la scuola”. Sono, infatti, molti gli studenti presenti a Dubai e le autorità consolari “stanno operando con la massima attenzione per garantire assistenza e supporto”, rende noto il Mim. Lo stesso ministro, Giuseppe Valditara, è in stretto contatto con il capo della Farnesina “per gli sviluppi della situazione”.
Turisti in crociera, studenti in gita, connazionali in vacanza: ecco chi c’è nell’area al momento

ITALIANI BLOCCATI A DUBAI: IL RACCONTO DI UNA GIORNALISTA
“Rimaniamo il più possibile in casa e cerchiamo di stare il più tranquilli possibile”. Benedetta Pasero, giornalista italiana residente a Dubai e collaboratrice di 9colonne ci racconta le ore dell’attacco a Dubai dopo la rappresaglia iraniana: “Sentiamo e vediamo i missili sopra la nostra testa. Siamo consapevoli che non siamo noi i bersagli di questi attacchi; quindi, siamo relativamente tranquilli per quello che può significare essere tranquilli in questo momento”, prosegue Benedetta spiegando che “il governo emiratino ci manda costantemente messaggi di avvertimento, ci rassicura, ci spiega cosa sono i boati che sentiamo, su cosa preoccuparci e su cosa no, prima delle esplosioni ci dice di allontanarci da porte e finestre”.

La situazione, racconta ancora Benedetta, “è ora cambiata: da ieri pomeriggio i missili della contraerea partono in prevalenza da aerei in volo più che da basi a terra, per cercare di colpire e far esplodere i missili balistici in mare, di modo che i detriti non arrivino sulla città. Sentiamo meno esplosioni (nonostante oggi ce ne siano comunque state tre, forti) ma tantissimi aerei, che però non vediamo. Questo ha creato almeno due incidenti nell’emiratino di Ras al-Khaimah, che ha case sulla spiaggia, sulle quali sono arrivati detriti di missili esplosi in mare”. Anche i rapporti con le istituzioni italiane sono costanti: “Ambasciata e Consolato aggiornano costantemente i loro siti e i loro canali social con le istruzioni che il Governo Emiratino ci manda anche per SMS, inoltre continuano a ricordare i numeri di emergenza, in modo tale che li possiamo contattare facilmente in caso di problemi reali”, conclude Benedetta.
Turisti italiani bloccati su una nave da crociera a Dubai
Seconda notte bloccati a bordo della Msc Euribia nel porto di Dubai dopo lo stop al trasferimento a Doha, aeroporto di partenza per il ritorno in Italia. Sulla nave anche molti italiani: due gruppi, uno di sette persone e un altro di quattro-cinque passeggeri, sono di Cagliari. Nessuna nuova comunicazione ai turisti che, per ragioni di sicurezza, non possono allontanarsi dal terminal. Proprio stamattina alcuni croceristi hanno sentito il boato di una esplosione in lontananza. Lo “scudo” peró su Dubai sembra stia funzionando. Ma, con il trascorrere delle ore, aumentano tra i turisti preoccupazioni e tensioni. E soprattutto il desiderio di tornare presto a casa.
Secondo programma il gruppo di cagliaritani sarebbe dovuto arrivare oggi all’aeroporto di Elmas. Ma il piano è saltato quando, dopo l’inizio del conflitto e la chiusura dello spazio aereo, la Msc Euribia è rimasta in porto a Dubai anziché partire per Doha. Alcuni passeggeri starebbero valutando anche la possibilità di prenotare dei mezzi a proprie spese per raggiungere via terra l’Oman e da lì prendere un volo per l’Europa. Ma molti preferiscono aspettare l’organizzazione della task force da parte della Farnesina. Anche perché la nave, al momento, sembra un rifugio sicuro.
Wsc, “i nostri 200 studenti italiani al sicuro in due hotel di Dubai”
“Esprimiamo un sentito ringraziamento al Governo azionale Italiano, all’Unità di crisi coordinata dal ministero degli Affari Esteri, al ministero dell’Istruzione, all’ambasciata d’Italia negli Emirati Arabi Uniti, al Consolato generale d’Italia a Dubai, alle famiglie degli studenti, che con spirito di collaborazione teniamo aggiornate quotidianamente, e ai media che stanno raccontando la nostra condizione”. Lo affermano, in una nota, World students connection (Wsc) e l’agenzia Wsc Italia global leaders, sui loro circa 200 studenti bloccati a Dubai dove partecipavano a una simulazione nell’ambito del progetto ‘L’ambasciatore del futuro’.
“La vicinanza di tutti gli attori istituzionali – sottolineano Giuseppe Cataldo, presidente Wsc Italia, e Luca Colianni, direttore agenzia Wsc Italia global leaders – è costante e siamo certi che, nel breve periodo, verranno identificate soluzioni per il rientro in Italia dei quasi 200 studenti provenienti da diverse regioni del Paese”.
“Siamo al sicuro all’interno di due hotel – aggiungono Cataldo e Colianni – e, con i tutor Wsc, monitoriamo costantemente le condizioni degli studenti. Dubai è sempre stata tra le città più sicure al mondo e qui stavamo svolgendo il nostro progetto ‘L’ambasciatore del futuro’, in partnership con istituti scolastici italiani e internazionali, come da nostra consolidata prassi in diverse capitali globali da 14 anni. Gli Emirati Arabi Uniti – osservano Caltaldo e Colianni – dispongono di uno dei sistemi militari di protezione più avanzati al mondo e, per il momento, non abbiamo vissuto situazioni di pericolo. Saremo al fianco dei nostri studenti, delle famiglie e del corpo docente, seguendo pedissequamente le indicazioni delle autorità nazionali italiane e le disposizioni delle autorità degli Emirati Arabi Uniti.
Trenta materani bloccati a Gerusalemme: stiamo bene ma la situazione è complessa
“Sono con un gruppo di 71 persone, tra cui trenta materani, bloccati a Gerusalemme. Oggi avremmo dovuto prendere il volo di ritorno, ma lo spazio aereo è chiuso e i voli da Tel Aviv sono stati cancellati. Stiamo bene”. Così all’ANSA Gaspare L’Episcopia, materano, classe 1986, rimasto bloccato con altri concittadini a causa delle operazioni belliche in corso contro l’Iran. L’Episcopia era partito il 21 febbraio scorso per un pellegrinaggio in Terra Santa.
Dopo le visite tra Betlemme, Nazareth e il lago di Tiberiade, vissute all’insegna dell’accoglienza, il materano ha percepito il pericolo al suono delle sirene e con l’arrivo, sullo smartphone, dell’avviso a rifugiarsi nei bunker. “Le sirene suonano a cadenza regolare – aggiunge – ma ogni struttura dispone di bunker dove è possibile rifugiarsi. Siamo in contatto con il Consolato italiano a Gerusalemme, ma non abbiamo notizie certe. Abbiamo cercato soluzioni anche tramite la nostra agenzia di viaggi. La situazione è complessa. Speriamo di rientrare quanto prima. Auspico una de-escalation ed un immediato cessate il fuoco per far spazio alla diplomazia”.
Luisa Corna tra gli italiani bloccati a Dubai
C’è anche Luisa Corna tra gli italiani bloccati a Dubai a causa delle operazioni belliche contro l’Iran. La cantante, conduttrice e attrice, come riporta Il Tirreno, è negli Emirati, ospite al Gala della Canzone italiana, ispirato alla tradizione del festival di Sanremo. Il 26 febbraio la serata di gala, a cura, fra gli altri, dell’Istituto italiano di Cultura di Abu Dhabi. Sarebbe dovuta ripartire sabato alla volta dell’Italia ma il suo aereo non è decollato. “Sabato siamo stati per ore in aeroporto, poi con un pullman ci hanno portati in un albergo ma dopo altrettante ore di attesa abbiamo scoperto che l’albergo era esaurito”, racconta Corna da Dubai. Per motivi di sicurezza, Corna cambia alloggio: la camera che aveva guardava l’hotel simbolo della città, il Burj Al Arab, su cui sono piovuti detriti di droni intercettati, causando un incendio.
“Fortunatamente gli organizzatori dell’evento per cui sono venuta a cantare hanno preferito ospitarci a casa per non lasciarci da soli in hotel – aggiunge -. In serata abbiamo sentito diversi attacchi sopra le nostre teste ed anche il suono di vari aerei militari. I nostri telefoni suonano spesso allertandoci di non uscire e di stare al riparo. C’è un clima di grande tensione e di insicurezza. E’ una sensazione bruttissima. Difficile dormire. Attendiamo notizie”, “hanno bombardato tutta notte. Non abbiamo nessuna novità”.
Berlino, molti i turisti tedeschi bloccati in Medio Oriente
“Molti turisti tedeschi sono bloccati nella regione”, a causa del conflitto iraniano, e “l’evacuazione non è possibile dal momento che i trasporti aerei sono sospesi”. Lo ha detto il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius a Berlino, in conferenza stampa. “L’assistenza consolare sul posto viene intensificata”, ha aggiunto.
OMAN, TURISTI BLOCCATI: “SIAMO IN UN LIMBO”
Così tanti voli cancellati non si vedevano dai tempi in cui il Covid bloccò il mondo. In questi giorni stiamo assistendo alla più grande interruzione mondiale del trasporto aereo dai tempi della pandemia: sono oltre cinquemila i voli delle principali compagnie aeree di Medio Oriente, Europa, Asia-Pacifico e Stati Uniti che sono stati cancellati e migliaia gli italiani che, dopo l’attacco congiunto di Usa e Israele all’Iran e la conseguente risposta di Teheran, sono rimasti bloccati nei Paesi del Golfo. È il caso di un gruppo di turisti italiani fermi in Oman, circa una trentina, che ora si trovano in un “limbo”, senza notizie certe sul rientro e senza un alloggio garantito.
“Eravamo in vacanza in Oman e dovevamo partire ieri 1° marzo, ora siamo bloccati qui. La nostra compagnia, la Qatar Airways, ci ha spostato su un volo per questa sera, anche questo poi cancellato. Siamo tornati oggi all’ufficio della Compagnia, che però abbiamo trovato chiuso”, ci racconta Francesca. “Le Istituzioni italiane ci hanno detto che non siamo in un Paese in pericolo e ci hanno rimandato alla nostra compagnia, che però non ci dà informazioni”, ci racconta Francesca spiegando che forse un volo potrebbe riportarli in Italia domani.


