Le ragioni del no, Rossi e Spataro

Le ragioni del no. La posta in gioco nel referendum costituzionale di Nello Rossi e Armando Spataro: un saggio tecnico che ricostruisce passi falsi e cambi di idee

Laterza, 2026

Nello Rossi (Salerno, 1947), ex magistrato, dal 2019 direttore della Rivista on line Questione Giustizia e Vicepresidente del Tribunale permanente dei popoli, è stato Avvocato generale presso la Corte di cassazione, Consigliere della Corte di cassazione e Procuratore aggiunto a Roma. Presidente di Magistratura democratica nel biennio 1992-1993, Segretario generale dell’Associazione Nazionale Magistrati negli anni 2006-2007 e componente del CSM nella consiliatura 1998-2002.
Armando Spataro (Taranto, 1948) ex magistrato e giurista italiano, già procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino e procuratore aggiunto presso il tribunale di Milano, coordinatore del Gruppo specializzato nel settore dell’antiterrorismo. Ex segretario nazionale del Movimento per la giustizia (una delle correnti di sinistra dell’Associazione nazionale magistrati) è Dirigente nazionale della ANM, di cui è segretario distrettuale a Milano.

Le ragioni del no di Nello Rossi e Armando Spataro edito da Laterza è un breve saggio 150 pagine sulle ragioni del no al referendum sulla separazione delle carriere, che smonta pezzo per pezzo gli assunti delle ragioni del sì che hanno portato a questa riforma.

Premessa: fino a ieri sera mi ero decisa a non parlare di questo tema.
Nel 2021, quando avevo preso le firme per tutti i quesiti referendari, avevo anche i moduli dei referenda giustizia. Sceglievo per una questione di partecipazione (avevo anche il quesito caccia, di cui non condividevo le ragioni): quando si va a votare, la partecipazione per me è più importante del risultato. Per me la partecipazione popolare è tutto: che a questo giro i fuori sede non possano votare mi rattrista enormemente.

Il mio punto di vista sulla separazione delle carriere è sempre stato un punto interrogativo. Ci sono dei penalisti che la ritengono necessaria, ci sono dei penalisti che dicono di no. Io sono una povera civilista, che fa famiglia, persone minori: lascio spazio a chi ne sa più di me.
Se mi chiedono, ritengo che non sia un tema: non ritengo che ci sia urgenza o necessità di trattarlo.

la vicenda dei bambini nel bosco

Dicevo: fino a ieri sera. Ieri sera purtroppo ho visto l’ennesima dichiarazione di esponenti politici, che sono per le ragioni del sì, strumentalizzare la vicenda dei bambini nel bosco per dire “votate sì, che quando passerà la separazione delle carriere queste cose non capiteranno più, perché i giudici hanno troppo potere”.

Purtroppo per me mi occupo di ambiti e campi in cui il pubblico ministero è sempre parte necessaria, perché nel civile sono in gioco diritti non disponibili delle persone, come ad esempio – una fra tutte – la filiazione. Questi procedimenti, dove viene chiesto un intervento dell’autorità a tutela dei minori, partono su una segnalazione terza, che finisce all’attenzione del pubblico ministero minorile. Quindi in linea di massima questi procedimenti partono perché il pubblico ministero fa un ricorso al tribunale per i minorenni, dove adotta questi provvedimenti che possono essere limitativi della responsabilità genitoriale di decadenza (nei casi più gravi anche di dichiarazione di adottabilità). Ma io cosa ne posso sapere che faccio decreti ingiuntivi da 300 euro?

no alle strumentalizzazioni

Ora mi dovete spiegare: dando più poteri al pubblico ministero minorile – e quindi togliendo potere con la separazione delle carriere – come questo procedimento poteva mai andare diversamente? Spiegatemelo, perché io, dalla bassezza della mia assoluta, totale ignoranza di non sapere nulla, non voglio dire niente. Spiegatemi come questa cosa cambierà. Vi prego, prendetevi tutto il tempo che serve.

Come dicevo, fino a ieri sera mi sono detta “sto zitta” – perché penso che si sia capito qual è la mia intenzione di voto, non cambierò idea assolutamente, quindi non provateci nemmeno. Penso che strumentalizzare una situazione dolorosa ed estremamente delicata di cui conosciamo poco e niente, se non quello che viene scritto dai giornali, che viene filtrato da tante voci, sia la pubblicità peggiore per una questione che nel merito è estremamente tecnica. E che in questo momento è strillata da tutte le parti.
Meno male che Mattarella aveva invitato ad abbassare i toni. Qui i toni sono una volta più caldi, accesi, disperati.

un saggio tecnico

Tornando al libro, è un bel libro. Mi è piaciuto soprattutto perché parla del ruolo civile, del ruolo del pubblico ministero nei procedimenti civili, cosa di cui fino adesso non ho mai sentito parlare.
Poi sui nuovi Csm estratti a sorte fa un parallelismo bellissimo sulla democrazia aleatoria, cioè sui cittadini estratti a sorte, dicendo “li”lì funziona”. Ma si tratta di ben altra cosa: un conto è esprimere le leggi, un conto è dover prendere dei provvedimenti disciplinari.
Ne consiglio la lettura: è tecnico, spiega anche la ricostruzione di chi e come ha cambiato idea, dei passi falsi che sono stati fatti da chi l’ha raccontata in una maniera e poi si è dovuta correggere. Un bel saggio.

Paola A. Stringa
Paola A. Stringa
Avvocata, Attivista, Lettricebulimica

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