Salvatore Borsellino: «Ha ragione Gratteri e mio fratello Paolo temeva per l’indipendenza dei magistrati»

«Chiamare in causa Falcone e Borsellino, due magistrati uccisi affinché non parlassero, è un’oscenità. Il Parlamento italiano ormai è privato delle sue funzioni»

Ormai da giorni circolano video con frasi decontestualizzate di Paolo Borsellino volte a strumentalizzare il pensiero del giudice – martire della democrazia, ucciso dalla mafia – per inserirlo tra quelli che secondo i sostenitori della riforma della giustizia avrebbero oggi votato SÌ al referendum. Ci ha pensato Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, a fare pulizia di tutti i tentativi di strumentalizzazione nel corso del programma “Battitori Liberi”, su Radio Cusano.

«Il timore di mio fratello Paolo – ha detto Salvatore Borsellino – era che venisse alterata l’indipendenza della magistratura: pensava che una separazione delle carriere avrebbe potuto portare i magistrati sotto l’influenza del potere politico e questo per lui era un pericolo da scongiurare».

BORSELLINO: «HA FATTO BENISSIMO GRATTERI A PARLARE DI COME VOTERANNO MAFIOSI E MASSONI»

«È giusto dire che i mafiosi votano per una delle due parti», ha continuato, perché sicuramente sono ben contenti di qualcosa che diminuisca il potere della magistratura, e ha fatto benissimo Gratteri a dire quello che ha detto. Mafiosi e massoni voteranno sicuramente a favore della riforma».

Ancora: «Chiamare in causa Falcone e Borsellino, due magistrati uccisi affinché non parlassero, è un’oscenità. Definire oggi quei magistrati come un plotone di esecuzione come ha fatto il capo di gabinetto del ministro della Giustizia fa rivoltare le viscere. Falcone si riferiva alla separazione delle funzioni e non delle carriere. Sono i magistrati che sono finiti sotto il plotone di esecuzione».

BORSELLINO: «QUESTA RIFORMA? UN ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE»

«Questa riforma è un golpe, un attentato alla nostra Costituzione, non un referendum, per questo mi sono schierato apertamente per il NO», ha proseguito Borsellino. «Il Parlamento italiano ormai è privato delle sue funzioni, ha perso potere, dovrebbe rappresentare il potere legislativo, ma si va avanti a decreti legge e voti di fiducia. Le carriere sono già ampiamente separate dalla riforma Cartabia».

Salvatore Borsellino è netto: «Con la riforma non si separano le carriere, ma si smembra il Csm. Questa cosiddetta alta corte disciplinare è un vero e proprio tribunale speciale che è espressamente proibito dalla Costituzione. I mafiosi voteranno sì, loro hanno ucciso i magistrati e non lo hanno fatto per i loro interessi, ma come mano armata dei pezzi deviati dello Stato».

BORSELLINO: «NEL 1992 UNA STRAGE DI STATO»

Infine: «Nella mia lettera scritta nel 2007 intitolata “19 luglio 1992, Una strage di Stato”, scrissi di Stato perché mi ero reso conto che non era stata una strage di mafia, ma soprattutto una strage di Stato. Erano mani di un carabiniere appartenente al Ros quelle che hanno sottratto dalla macchina di Paolo ancora in fiamme quella borsa, l’hanno portata via e ancora a 34 anni di distanza non si sa dove sia finita l’agenda. Ma io so bene che è finita nelle mani dei servizi”.

Luca Messi
Luca Messi
Giornalista per curiosità, autore per passione, impegnato per vocazione. Vive diviso tra il desiderio di cambiare il mondo e quello di goderselo così com'è

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