Mercoledì 8 aprile 2026 alle 20.30, al Nuovo Cinema Aquila di Roma, Piero Badaloni presenterà il suo nuovo documentario sui diritti dell’infanzia, negati nonostante la Convenzione Onu del 1989
“I bambini sudamericani in attesa di emigrare, bloccati davanti a el bordo, il muro lungo mille chilometri costruito nel ’94 alla frontiera tra Messico e Stati Uniti; i tanti minori non accompagnati sbarcati sulle nostre coste; i bambini ucraini arrivati in Italia per sfuggire alla guerra; quelli che in Africa si spostano con la famiglia da un Paese all’altro per sfuggire alla fame; le bambine afgane costrette a sposarsi per consentire alle loro famiglie di sopravvivere; e infine i bambini di Gaza. Sono loro i protagonisti del nostro reportage, insieme ai volontari delle ONG che li aiutano e li assistono”.
Questa una prima carrellata con cui Piero Badaloni sintetizza i 55 minuti del suo ultimo documentario, “Diritto al Futuro”. Lo storico mezzobusto del Tg1, pur in pensione da 15 anni, continua a raccontare quel che accade nel mondo. Lo fa come ci ha abituati: con garbo, con eleganza, ma senza sconti. E lo fa con Andrea Ballestrazzi e Fausta Slanzi.
le storie incrociate del documentario
I volti del documentario raccontano un avvenire negato. E poco importa il luogo della negazione. Il dolore è globale, ed i ritratti che ne vengono fuori sono impietosi. Il viaggio parte dal confine tra Messico e Stati Uniti, dove migliaia di ragazzi sono bloccati nel loro tentativo di espatriare per raggiungere i parenti, da un muro lungo mille chilometri e alto sette metri, mentre dall’altra parte del muro quei parenti vengono cacciati con la violenza delle armi. Il viaggio prosegue in Europa, dove sbarcano tanti minori migranti non accompagnati dall’Africa, e arrivano tanti bambini ucraini che fuggono dal loro paese martoriato dalla guerra.
Poi ci sono le bambine afgane fuggite con i genitori in Pakistan e Iran, costrette dai governi a tornare in patria, dove non possono più studiare perchè è vietato dai Talebani. E i bambini feriti a Gaza, ricoverati negli ospedali europei per avere un’assistenza che non possono più ricevere nella loro terra.
Volti e storie da cui emerge sempre la stessa assurda verità.
la convenzione dell’Onu, mai rispettata
La “convenzione più firmata e meno rispettata di tutte”, approvata dall’Onu il 20 novembre 1989 sui dieci diritti fondamentali dell’infanzia e sottoscritta da ben 196 Paesi, continua ad essere un convitato di pietra, l’inchiostro rimasto sulla carta ma mai trasformato in riconoscimento dei diritti.
Quanti di quegli Stati rispettano l’impegno preso, soprattutto nei confronti di quei bambini e adolescenti costretti ad emigrare per le discriminazioni religiose ed etniche di cui sono vittime, oltre che per le guerre in corso nei loro paesi d’origine e a causa della povertà sempre più diffusa nel pianeta, e che per questi motivi hanno più bisogno di essere protetti? Parte da queste domande il viaggio di Badaloni.
l’anteprima e la distribuzione
“Diritto al Futuro”, dopo la presentazione in anteprima di febbraio, mercoledì 8 aprile 2026 sarà presentato dall’organizzazione di volontariato “Ho avuto sete”. Appuntamento alle 20.30 al Nuovo Cinema Aquila di Roma.
Per la sua distribuzione, Piero Badaloni ha spiegato: “ci sono trattative in corso con Tv2000, la televisione svizzera italiana e quella greca. Siamo pronti a distribuirlo anche in versione inglese, come a organizzare altre presentazioni. Per il documentario precedente sulla grande sete, in due anni abbiamo fatto 60 proiezioni in giro per l’Italia”.




