Ti ho dato gli occhi e hai guardato le tenebre, I. Solà

Un racconto ciclico, il terzo romanzo di Irene Solà, che si riavvolge su sé stesso. Una spirale cavalcata da donne maledette, incastrate tra la vita e la morte, capaci di raccogliere tutto il flolkore e le leggende di quella zona dei Pirenei

Mondadori, 2024 | trad. Amaranta Sbardella
[Te di ojos y miraste las tinieblas, Anagrama, 2023]

Irene Solà (Malla, 1990) è una scrittrice e artista catalana. Laurea in Belle Arti a Barcellona, un Master in Letteratura, cinema e cultura visiva in Sussex, i suoi romanzi hanno ottenuto grandi successi. Con L’argine ha vinto il premio Documenta nel 2017, con Io canto e la montagna balla il premio dell’Unione europea per la letteratura e conTi ho dato gli occhi e hai guardato le tenebre il premio Finestres 2023. Ha scritto anche un libro di poesie, Bestia.

Ti ho dato gli occhi e hai guardato le tenebre è un libro che ho trovato difficilotto.
Scritto magnificamente bene, ha una struttura circolare e ingarbugliata su se stessa. Ve lo ricordate Dark com’era la struttura? Questo romanzo è una roba così.

Ruota intorno a questo casolare sui Pirenei: è la storia, la cronaca familiare di tutte le donne di questa stirpe, che stanno vegliando quella che sembra la decana di questa famiglia. Sta morendo, sono tutte lì presenti a vegliarla, preparano una sorta di banchetto aspettando il suo trapasso.

Ogni capitolo è una fase della giornata. Alba, mattino, a mezzogiorno, pomeriggio, sera. Il racconto passa di voce in voce: chi la sta vegliando racconta la sua vita. Poi si passa alla storia di un altro personaggio, di un altro ancora. Fino a quando si capisce che non non è proprio come sembrava all’inizio.

Sono racconti sospesi nel tempo e nello spazio, dove si mischiano i secoli vissuti da queste donne. Ad esempio c’è la più piccola che cerca le scarpe da ginnastica, sua mamma parla con lei attraverso uno specchio parlante, che sarebbe lo smartphone, ma chi racconta è ferma in un’epoca in cui queste cose non ci sono. E le sa descrivere solo con le parole che conosce, che ha a disposizione.

Tutte queste donne condividono la maledizione della capostipite, che aveva fatto un patto con il diavolo, chiedendo un uomo integro. Da lì in avanti nascono figlie e figli a cui manca qualcosa di fisico, o di mentale, o di morale. Le storie di queste donne sono in realtà una raccolta antologica di tutte le leggende folkloristiche di quella zona dei Pirenei.

Irene Solà è un’autrice di lingua catalana. Scrive meravigliosamente bene: spero di riuscire a leggere anche gli altri libri. Questo è un libro difficilotto come trama, difficile starci dietro, ma ne vale la pena.

Paola A. Stringa
Paola A. Stringa
Avvocata, Attivista, Lettricebulimica

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