Il re ubriaco e il pastore sobrio

Il Papa fa il Papa quando dice che il nucleare è una vergogna. Trump fa il presidente?

C’è un uomo che brandisce la sua voce come una clava,
e crede che il mondo debba tremare al suo cenno.
Quando però un uom-in-bianco, dal balcone del mondo,
parla di pace, di giustizia, di accoglienza,
quell’uomo potente barcolla, perché il suo potere non arriva lassù.

Il Presidente ubriaco di sé, di like, di palchi e di urla,
sputa fango su un Papa che non gli deve obbedienza.
Lo accusa di fare il politico – ma è lui, Trump,
che vorrebbe trasformare la fede in un’arma di partito,
il Vangelo in un tweet, la morale in un’udienza da camera ardente.

“Fai il Papa”, dice. Come se il Papa potesse smettere di essere Papa
per accontentare un re che non sopporta l’unica voce “indisponibile”
sul suo mercato- il Papa non ha aerei militari, non ha dazi, non ha azioni in borsa.
Ha solo una croce, due occhi che hanno visto le guerre,
e una lingua che dice “basta” quando i potenti tacciono.

Ecco la debolezza di Trump:
non può espellere il Papa, non può licenziarlo,
non può metterlo in lista, non può silenziarlo.
Allora lo insulta, lo sminuisce, lo chiama “debole sul crimine”.
Ma il crimine, signor Presidente, è anche lasciare che i poveri muoiano nel deserto,
che le bombe cadano sulle scuole,
che i profeti di oggi siano derisi dai cortigiani di ieri.

Il Papa fa il Papa quando dice che il nucleare è una vergogna.
Trump fa il presidente? No, fa l’attore che recita la parte del duro,
mentre la sua anima vacilla, perché una voce più alta della sua
gli ricorda che il potere senza morale è solo un’abissale caduta nel vuoto.
E allora, caro Donald, lasci fare il Papa a chi ha ereditato la fragilità di Francesco,
e provi a fare il presidente:
non quello che fa “grande” l’America chiudendola in un pugno,
ma quello che la fa davvero grande,
mettendola in ginocchio davanti al dolore del mondo,
per rialzarla insieme agli ultimi.
Perché un re ubriaco di sé stramazza da solo.
Un pastore sobrio cammina anche nel vento.

Antonio Staglianò
Antonio Staglianò
PRESIDENTE DELLA PATH (PONTIFICIA ACCADEMIA DI TEOLOGIA), RETTORE DELLA CHIESA DEGLI ARTISTI DI ROMA, VESCOVO EMERITO DI NOTO

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