Rimpatri, in arrivo un nuovo decreto per abrogare gli incentivi agli avvocati. Poi Incentivi non solo per avvocati ma anche mediatori con decreto ad hoc. Il governo porrà la fiducia
Il governo porrà la fiducia al decreto sicurezza in discussione nell’aula della Camera. Dalle 16 di domani è previsto il via alle dichiarazioni di voto e, a seguire, il voto sulla fiducia e l’esame dei 145 ordini del giorno. È quanto emerso dalla riunione dei capigruppo. Per domani è confermato alle 15 il question time. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni annuncia che il decreto Sicurezza sarà approvato senza modifiche, ma i rilievi del Quirinale saranno recepiti con un nuovo provvedimento ad hoc.
Ieri sera, dal colloquio al Quirinale tra il capo dello Stato Sergio Mattarella e il sottosegretario Alfredo Mantovano, sarebbe arrivato uno stop da parte del Colle all’emendamento al decreto sicurezza sugli incentivi agli avvocati che seguono i rimpatri volontari degli immigrati, inserito nel testo durante l’esame in Senato. La maggioranza ha dunque vagliato diverse opzioni, tra cui quella di un emendamento sostitutivo dell’ultimo minuto, che però ieri sera alla fine non è arrivato.
Sicurezza, per Meloni “non è un pasticcio”
“Sul decreto Sicurezza, che io non considero un pasticcio, stiamo raccogliendo alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati e trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc, perché non c’erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma. Ma la norma rimane, perché è una norma di assoluto buon senso e francamente mi stupisce quello che ho sentito dire dalle opposizioni in questi giorni”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni parlando con i giornalisti a margine della visita al Salone del Mobile.
“Assicuriamo la contemporaneità” del nuovo decreto per correggere la norma sugli incentivi agli avvocati per i rimpatri. Lo ha detto la sottosegretaria ai Rapporti col Parlamento Matilde Siracusano al termine della capigruppo alla Camera. Alla domanda su quando arriverà in Cdm il decreto correttivo Siracusano ha risposto: “Secondo me ci si inizia a lavorare da domani ma non possiamo approvarlo prima della conversione in legge di questo decreto” il cui voto finale alla Camera è atteso “venerdì”, giorno entro cui “presumo” ci sarà il Cdm.
Sicurezza, la levata di scudo delle opposizioni
I deputati delle opposizione hanno accerchiato i banchi del governo nell’Aula della Camera ‘occupandone’ lo spazio durante la discussione sul decreto sicurezza (immagine in apertura), in una votazione sulle pregiudiziali. “Non potete bloccare i lavori del Parlamento, liberate i banchi del governo”, ha detto il presidente di turno Fabio Rampelli che ha poi espulso il dem Arturo Scotto e sospeso la seduta.
“Il governo, ancora una volta, ma più del solito, ha forzato i limiti costituzionali della decretazione d’urgenza trasformando questo strumento in uno strumento contro il parlamento. Dopo che avevamo messo in guardia sulla illegittimità dell’emendamento che trasforma gli avvocati in cacciatori di taglie nei confronti dei loro assistiti stranieri, abbiamo chiesto al governo di fermarsi. Invece la maggioranza ha difeso questo articolo a spada tratta chiedendoci di andare avanti nonostante il Quirinale abbia convocato il sottosegretario Mantovano proprio per quel motivo”. Lo ha detto il segretario di Più Europa Riccardo Magi intervenendo alla camera sull’ordine dei lavori nel corso dell’esame del dl sicurezza.
“Un modo inaccettabile di trattare il parlamento ma ora è chiaro a tutti che quell’emendamento è incostituzionale. Adesso esigiamo di sapere, e chiediamo che venga convocata una capigruppo, come il governo intende porre rimedio su quel punto. E sarebbe inaccettabile se si procedesse con un altro decreto per rispondere a una urgenza che il governo stesso sta creando ora”.
Sicurezza, incentivi non solo per avvocati ma anche mediatori, lo prevederà un decreto ad hoc
Un decreto legge ad hoc per abrogare la norma che introduce un incentivo per gli avvocati che seguono una pratica di rimpatrio volontario. Sarebbe questa la soluzione individuata dal governo per superare l’impasse sul decreto sicurezza e i rilievi del Colle. Il provvedimento sulla sicurezza sarà quindi approvato così com’è dalla Camera e subito corretto con il nuovo decreto legge, che dovrebbe andare in Gazzetta insieme alla legge approvata da Montecitorio.
La sottosegretaria ai rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano in conferenza dei capogruppo ha annunciato che “contestualmente” al via libera al decreto sicurezza in Aula, il governo approverà un altro decreto che “correggerà” la norma per gli incentivi agli avvocati per i rimpatri “allargando la platea” dei destinatari del contributo. Contributo da elargire “anche se la pratica di rimpatrio volontario non va a buon fine”. Lo ha raccontato al termine della riunione il presidente del gruppo M5s Riccardo Ricciardi. “Verrebbe rimossa la condizione di esito positivo del rimpatrio”, gli ha fatto eco la capogruppo del Pd Chiara Braga spiegando che Siracusano avrebbe citato nella platea dei beneficiari non solo gli avvocati ma anche i “mediatori”.
Sicurezza, Piantedosi: faremo correzione sulla norma dei rimpatri
“Ci sono state molte discussioni sul tema dei rimpatri volontari assistiti e io tengo a precisare davanti a questa assemblea parlamentare che tale istituto non rappresenta certo un’ invenzione di questo governo. Sono previsti nel nostro ordinamento da oltre 10 anni in attuazione di norme europee e nazionali”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nell’Aula della Camera sul dl sicurezza. “Tuttavia – ha aggiunto – abbiamo preso atto di alcune sensibilità che sono espresse su un punto specifico della norma e ci predisponiamo ad una sua correzione”.
Salvini: rilievi del Colle su dl Sicurezza? Non mi stupisco più di nulla
“Non mi stupisco più di nulla”. Così il vicepremier e ministro a Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, ha risposto ai giornalisti che gli hanno chiesto se è rimasto stupito dai rilievi del Colle sul dl Sicurezza, a margine della sua visita al Salone del Mobile. Il governo farà un altro provvedimento che integra i rilievi fatti. “A me interessano i risultati, quindi che sia a norma di legge la stretta contro i maranza, contro chi porta in giro dei coltelli, che vengano velocizzate le espulsioni, i rimpatri – ha concluso – e ridotto il numero di quelli che entrano”.



