“La Chiesa e il Papa sono per la pace”: l’argine di Parolin all’attacco di Trump

Il tycoon contro il Pontefice in un’intervista televisiva: “Per lui va benissimo che l’Iran abbia l’arma nucleare”. La replica del Segretario di Stato vaticano

A due giorni dalla visita a Roma e in Vaticano del Segretario di Stato americano Marco Rubio i rapporti tra la Santa Sede e la Casa Bianca tornano improvvisamente in bilico. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato oggi all’emittente conservatrice Salem News che Papa Leone XIV starebbe “mettendo in pericolo molti cattolici”. E in generale, secondo Trump, “molte persone”, dal momento che gli andrebbe bene “che l’Iran abbia un’arma nucleare”.

LA CHIESA, IL PAPA E TRUMP: DA PAROLIN PAROLE PACATE MA FERME

Ai nuovi attacchi verbali del tycoon, che già il 13 aprile aveva aspramente definito il Papa come “debole” contro la criminalità e “pessimo” in politica estera, ha replicato oggi il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato del Vaticano. “Il Papa va avanti per la sua strada. Nel senso di predicare il Vangelo, la pace come direbbe San Paolo” in ogni occasione “opportuna e inopportuna”. E “anche di fronte a questi nuovi attacchi io non so se il Papa” risponderà, ha proseguito. “Probabilmente non avrà occasione di rispondere perché quell’occasione”, lo scorso 13 aprile, “c’era l’incontro coi giornalisti ma la linea rimane quella”.

Per Parolin, Prevost “ha dato una risposta molto, molto cristiana dicendo che lui sta facendo quello che il suo ruolo esige e cioè di predicare la pace”. “Che questo possa piacere o non possa piacere è un discorso – ha sottolineato – capiamo che non tutti sono sulla stessa linea; però diciamo che quella è la risposta del Papa”.   

Parole pacate su cui si infrangono quelle violente pronunciate dall’inquilino della Casa Bianca. Trump è attualmente impegnato nel promuovere l’operazione Project Freedom nello Stretto di Hormuz per pressare militarmente ed economicamente la Repubblica islamica.

LA CHIESA, IL PAPA E TRUMP: LE REAZIONI DELLA POLITICA ITALIANA

“Queste non sono solo falsità, ma sono un attacco grave e senza precedenti da un capo di Stato al Papa. Non posso che ribadire la nostra solidarietà a Papa Leone che predica la pace, che è giusto ed è pienamente parte del suo ruolo. Trump si comporta come un bullo prepotente”. Così ha commentato le frasi del tycoon la segretaria del Partito democratico Elly Schlein oggi a La7. Aggiungendo che “uno degli effetti della politica scellerata di Trump è che il mondo è meno sicuro” rispetto a quando è avvenuto il suo insediamento a inizio 2025.

Reazioni contrariate – seppure più morbide – alle nuove dichiarazioni sul Papa sono arrivate anche dalla parte politica italiana più affine all’ideologia di Trump. “Il Papa non si discute, si ascolta”, ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini oggi da Torre Annunziata. Che ha poi ribadito – ovviamente – la solidità dell’alleanza con gli Stati Uniti.

LA CHIESA E TRUMP: RUBIO DAL PAPA

Nonostante questo ulteriore scambio tra la Santa Sede e Washington resta invariato il programma al Palazzo Apostolico vaticano del 7 maggio, dove Marco Rubio incontrerà il Papa. Una situazione delicata quella a cui è chiamato ad affrontare il segretario di Stato americano, poiché sono oltre 50 milioni i cattolici negli Stati Uniti. I rapporti con il Vaticano, perciò, valgono letteralmente la fiducia di una fascia non trascurabile dell’elettorato statunitense, che alla fine di quest’anno si recherà alle urne per le elezioni di midterm, dove l’amministrazione di Trump potrebbe raccogliere la tempesta coltivata nella sua politica estera.

Emilio Pistone
Emilio Pistone
GIORNALISTA, RICERCATORE

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