La dichiarzione a due giorni dalla visita del segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano per ricucire dopo i pesanti attacchi dei giorni scorsi a Prevost
Nuovo attacco di Donald Trump a Papa Leone. “Sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone”, ha affermato il presidente americano Donald Trump all’emittente Salem News, a due giorni dalla visita del segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano per ‘ricucire’ dopo i pesanti attacchi dei giorni scorsi a Prevost. Leone XIV “preferisce parlare di come sia accettabile che l’Iran abbia un’arma nucleare, non penso sia una buona cosa”, ha aggiunto Trump.
Il nuovo attacco di Trump a Papa Leone, cosa succede
Mentre il Vaticano attende l’arrivo del segretario di Stato Usa Marco Rubio – giovedì 7 maggio –, Donald Trump torna a puntare il dito contro Papa Leone XIV: “Sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone”, ha detto il presidente americano all’emittente Salem News. Il Pontefice “preferisce parlare di come sia accettabile che l’Iran abbia un’arma nucleare, non penso sia una buona cosa”, aggiunge Trump tornando a cavalcare l’argomento che qualche settimane fa ha utilizzato contro il Santo Padre, ‘reo’ di aver richiamato i “potenti della Terra” sull’urgenza di chiudere la guerra in Iran. “Leone è debole e pessimo”, aveva attaccato Trump, prima di prendersela anche con Giorgia Meloni, che si era schierata a difesa del Pontefice, definendo “inaccettabili” le parole dell’alleato.
Se – come concordano gli analisti – la missione di Rubio in Italia è finalizzata a ricucire con il Papa proprio dopo lo strappo del tycoon, allora le premesse non sono delle migliori.
Il nuovo attacco di Trump a Papa Leone e la visita di Rubio
Nella nota di annuncio della visita di Rubio a Roma, il dipartimento di Stato Usa ha sottolineato che gli incontri con le autorità italiane si concentreranno sugli “interessi di sicurezza condivisi e sull’allineamento strategico” tra i due Paesi. Una formula per dire che si parlerà di Nato, di basi americane nel nostro Paese (“l’Italia non c’è stata per noi e noi non ci saremo per loro”, ha scritto nei giorni scorsi il presidente, minacciando il ritiro dei soldati americani dal Belpaese) e del ruolo, meglio non ruolo, secondo Trump, che l’Alleanza ha avuto nella guerra contro l’Iran. Il viaggio del segretario ha però una seconda lettura: quella di favorire un disgelo tra i due alleati, che passa certo, anche per un riavvicinamento con il Vaticano. Oltre al Papa e alla Meloni, Rubio vedrà il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto.
I precedenti attacchi di Trump a Papa Leone
Nei giorni scorsi Trump ha definito il Pontefice “debole”, criticandone duramente le posizioni su politica estera e sicurezza. Dichiarazioni che sono arrivate dopo gli appelli del Papa per la pace, in particolare sul dossier iraniano. Trump ha affermato di “non essere un grande fan” di Leone XIV. Il tycon ha accusato il pontefice di essere “molto liberale” e di non sostenere adeguatamente la lotta alla criminalità. Trump ha persino insinuato di aver favorito indirettamente la sua elezione in ragione dalla sua stessa presenza alla Casa Bianca.
Il tono dell’attacco ha superato la semplice divergenza politica. In un lungo intervento, il presidente ha sostenuto che il Papa dovrebbe “concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico”, accusandolo di danneggiare la Chiesa con le sue prese di posizione.
Il Pontefice ha avuto una reazione ferma ma misurata. Leone XIV ha dichiarato di “non avere paura” dell’amministrazione americana e di voler continuare a parlare “ad alta voce contro la guerra”, evitando però uno scontro diretto con Trump.



