Lite tra operatori telefonici per Megan Gale, Fastweb contro Iliad: “Sfrutta il marchio Vodafone”

L’operatore contesta l’uso dell’iconica modella australiana: “Sfruttato il valore evocativo del brand”. Sotto accusa anche lo slogan “Ho deciso di cambiare” e il vestito rosso

Non si è fatta attendere la reazione del mercato al ritorno in tv di Megan Gale. Dopo il lancio della nuova campagna pubblicitaria di Iliad, che vede come protagonista l’iconica modella australiana, Fastweb (anche in qualità di licenziataria del marchio Vodafone) ha inviato una formale diffida all’operatore francese, intimando l’immediata sospensione dello spot.

L’ACCUSA: “AGGANCIAMENTO INDEBITO E CONCORRENZA SLEALE”

Al centro della contestazione legale, datata 7 maggio, c’è proprio la scelta di Megan Gale come testimonial. Secondo Fastweb, l’operazione di Iliad non sarebbe un semplice ritorno d’immagine, ma un tentativo di “agganciamento alla notorietà” del marchio Vodafone. La modella è stata infatti il volto storico di Omnitel/Vodafone per quasi un decennio (1999-2008), diventando nell’immaginario collettivo il simbolo stesso del brand.

Nel documento di diffida si legge che lo spot sfrutterebbe il “valore evocativo” del personaggio per indurre i consumatori a un indebito collegamento tra i due operatori. Sotto accusa anche la frase pronunciata dalla modella, “Ho deciso di cambiare”, che secondo i legali di Fastweb suggerirebbe in modo denigratorio l’abbandono del vecchio operatore a favore del nuovo, violando gli obblighi di correttezza e le norme sull’autodisciplina pubblicitaria.

IL DETTAGLIO DEL VESTITO ROSSO

La battaglia si sposta anche sul piano cromatico. Fastweb contesta a Iliad l’uso del colore rosso indossato da Megan Gale nello spot, ritenendolo un ulteriore elemento di confusione volto a richiamare l’identità visiva di Vodafone (che ha nel rosso il suo colore distintivo dal 2003). Per i legali si tratterebbe di una forma di “concorrenza sleale per agganciamento” ai sensi dell’articolo 2598 del Codice Civile.

ULTIMATUM DI 24 ORE

La diffida ha i toni dell’ultimatum: Fastweb ha concesso a Iliad 24 ore di tempo per confermare la cessazione della campagna su tutti i mezzi di comunicazione. In caso di mancato riscontro, la battaglia legale proseguirà nelle sedi competenti. Resta ora da capire se lo spot, che ha già fatto il giro del web e dei social, verrà oscurato o se Iliad sceglierà la linea della resistenza.

Fonte Agenzia Dire

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