Via Condotti senza auto: Roma si veste da salotto. E qualcuno protesta

La strada più glamour della Capitale verso la pedonalizzazione totale. Il Campidoglio ha detto sì, ma la partita è tutt’altro che chiusa

C’è voluto più di un decennio di dibattiti, sopralluoghi, delibere rimaste nel cassetto e mozioni rispedite al mittente, ma alla fine il dado è tratto: via dei Condotti si prepara a diventare completamente pedonale per gran parte della giornata, segnando una svolta attesa da anni e destinata a ridisegnare l’intero assetto del Tridente. Il Campidoglio ha approvato la misura pochi giorni fa, il 6 maggio 2026, chiudendo un cerchio aperto almeno dal 2023.

Chi passeggia oggi lungo la via più lussuosa di Roma — quella dove le vetrine di Gucci, Bulgari e Valentino si specchiano nel basolato mentre i turisti fotografano tutto — fatica già a credere che lì in mezzo circolino automobili. Eppure accade.

Taxi che si infilano tra i gruppi di visitatori, furgoni delle consegne che scaricano casse davanti alle boutique, NCC che aspettano i clienti con il motore acceso. Un quadro che molti considerano da tempo incompatibile con uno dei luoghi simbolo dell’immagine internazionale di Roma.

Una storia lunga, con molti passaggi

Il percorso verso la pedonalizzazione è stato tutt’altro che lineare.

L’idea di mettere la strada a servizio dei pedoni era stata messa nero su bianco già dall’amministrazione Bonaccorsi: la giunta del Municipio I, nel 2024, aveva votato un documento che puntava a ridurre drasticamente la presenza di auto in via Condotti. A seguito di sopralluoghi con la Polizia Locale, nell’estate del 2025 era stata apportata una modifica finalizzata a togliere dalla via — già pedonalizzata da piazza di Spagna fino a via Mario dei Fiori — anche NCC e taxi. Ma il provvedimento necessitava del gioco di sponda da parte del Campidoglio. Quella sponda è arrivata, con quasi un anno di ritardo, la scorsa settimana.

Come funzionerà concretamente

Il provvedimento introduce un divieto di transito esteso, dalle 10 del mattino fino a mezzanotte. Non solo auto private: la stretta riguarda anche taxi e veicoli a noleggio con conducente, che non potranno più attraversare la via, inclusi i tratti limitrofi verso via Mario dei Fiori.

La logistica delle consegne resta il nodo più delicato.
Il Campidoglio definirà una nuova disciplina per il carico e scarico merci, con orari e modalità più rigidi, in modo da conciliare le esigenze commerciali con la nuova vocazione pedonale dell’area. Previsti anche monitoraggi periodici per valutare l’impatto della misura su flussi turistici, vivibilità e attività economiche. In pratica, i furgoni potranno muoversi solo nelle prime ore del mattino, prima che la strada si trasformi nel salotto che tutti immaginano.

L’intervento, precisano dal Campidoglio, si inserisce in una strategia più ampia di riqualificazione urbana che coinvolge alcuni dei luoghi più iconici della città, come piazza di Spagna e piazza Mignanelli, con l’obiettivo di restituire spazio ai pedoni e valorizzare il patrimonio storico, riducendo traffico e inquinamento.

I favorevoli: “Un miglioramento significativo”

«Si tratta di un intervento che porterà un miglioramento significativo dell’intero quadrante», hanno commentato la capogruppo capitolina Valeria Baglio e il presidente della commissione turismo Mariano Angelucci, a margine dell’approvazione in Aula Giulio Cesare della mozione sulla pedonalizzazione.

Come evidenziato dagli amministratori, il confronto con l’Associazione Via Condotti e le realtà associative del quartiere è stato cruciale per il successo del progetto. Le nuove misure includono il divieto di transito dalle 10 alle 24 e una regolamentazione delle attività di carico e scarico.

Dal punto di vista commerciale, i sostenitori della misura fanno notare che le pedonalizzazioni, altrove in Europa, hanno quasi sempre aumentato il valore percepito delle strade dello shopping e il volume delle vendite. Via Montenapoleone a Milano — che con i suoi 21.000 euro al metro quadro all’anno è oggi la strada commerciale più cara d’Italia — è pedonale da anni. Perché via Condotti, con la sua storia e il suo prestigio, dovrebbe essere da meno?

Chi si lamenta (e ha qualche ragione)

Non tutti, però, festeggiano. Le perplessità vengono da fronti diversi e non sempre sovrapponibili.

I taxisti perdono un percorso strategico nel cuore del centro. I residenti — pochi, ma esistenti — si trovano a dover ripensare gli accessi a casa propria. La pedonalizzazione contemplerebbe «ipotesi alternative per il transito dei residenti e di coloro che hanno un permesso per l’accesso alla Zona a traffico limitato del Tridente», ma i dettagli restano ancora vaghi.

C’è poi la questione, non banale, dell’accessibilità. Il presidente dell’associazione di via Condotti, Valerio Lucci, aveva sottolineato la difficoltà per le persone a mobilità ridotta, che rimarrebbero senza la possibilità di usufruire dei taxi. Un argomento che l’amministrazione dovrà affrontare con soluzioni concrete, non con generiche rassicurazioni.

E aleggia ancora, nel dibattito, la voce del presidente dei commercianti Gianni Battistoni, che qualche anno fa aveva usato parole dure: «La sensazione è che sia un provvedimento scritto da chi il centro non lo conosce e che sembra muoversi più su una cartina topografica che nella città reale.» Una critica rivolta a un provvedimento precedente, ma che molti operatori della zona continuano a considerare valida ancora oggi.

C’è infine la questione diplomatica: l’ambasciata spagnola si trova nell’area, con automobili targate corpo diplomatico non assoggettabili a multe o controlli essendo extraterritoriali. Piccolo dettaglio protocollare, grande potenziale di imbarazzo.

Il futuro: un salotto all’aperto o una cattedrale nel deserto?

Via Condotti pedonale ha, sulla carta, tutto per diventare una delle passeggiate più eleganti d’Europa.

Trecentocinquanta metri di storia, moda e bellezza, dal Corso fino alla scalinata di Trinità dei Monti, senza il rumore dei motori e i fumi dei furgoni. Un’esperienza che le grandi città — Parigi, Barcellona, Vienna — hanno già regalato ai propri cittadini e visitatori, trasformando strade un tempo caotiche in luoghi di socialità e bellezza.

Il rischio, come sempre, è che la buona intenzione si perda nei rivoli della burocrazia, che i “monitoraggi periodici” diventino una formula per rimandare, che la “disciplina per il carico e scarico” resti sulla carta mentre i furgoni continuano a transitare indisturbati.

Roma, si sa, ha un rapporto complicato con le proprie rivoluzioni urbane. Le annuncia, le discute, le approva, e poi le applica a metà. Stavolta, però, il segnale sembra più serio del solito. Via dei Condotti si avvia così a trasformarsi in uno spazio completamente dedicato a pedoni e visitatori, un salotto a cielo aperto nel cuore della città.

Che sia davvero così, lo dirà il tempo. E, probabilmente, il primo sabato di giugno senza un taxi in vista.

Anna De Angelis
Anna De Angelis
Inseguo l'arte in tutte le sue espressioni. Anche quella di critica e di giornalista.

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