Presentato in Vaticano l’Osservatorio della Pontificia Accademia di Teologia sul contributo all’ambiente delle tecnologie digitali
Si è svolta oggi in Vaticano la conferenza stampa di presentazione dell’Osservatorio sul contributo all’ambiente delle tecnologie digitali promosso dal Consiglio di Alti Studi della Pontificia Accademia di Teologia (PATH).
All’iniziativa hanno partecipato Mons. Antonio Staglianò, Vescovo e Presidente della Pontificia Accademia di Teologia (PATH); Padre Giuseppe Marco Salvati, Prelato Segretario della PATH e Presidente dell’Osservatorio; Maria Siclari, Presidente del Consiglio di Alti Studi della PATH e Direttore Generale ISPRA; Daniela Alba, Segretariato per la Giustizia Sociale e l’Ecologia; Maria Vittoria Trussoni, Head of Sustainability & Green Tech di NTT DATA Italia e Carlo Simeone, Segretario del Consiglio di Alti Studi della PATH.

“Dare vita a un codice etico per l’Intelligenza Artificiale o per il digitale non è sufficiente. Un’etica slegata da una visione profonda dell’uomo rischia di diventare un regolamento freddo, facilmente manipolabile o sfruttabile a piacimento dai giganti del web. Serve ripartire dall’antropologia: ricordare che l’uomo è creato a immagine e somiglianza di Dio. Solo difendendo questa dignità intrinseca si può indirizzare la tecnologia verso il vero bene” ha affermato Mons. Staglianò. “L’Osservatorio – ha aggiunto il Presidente della PATH – non sarà un tavolo per soli teologi, ma uno spazio aperto in cui tutti i saperi metteranno in comune le proprie competenze per un fine condiviso: la pace e la custodia del creato. Il pensiero teologico deve sapersi tradurre in buone pratiche per offrire soluzioni tangibili ai drammi della contemporaneità”.
Un’idea condivisa anche dal Presidente dell’Osservatorio, Giuseppe Marco Salvati. “Conoscere i mali che affliggono l’ambiente e rivalutare l’idea di ‘essere umano’ come soggetto voluto da Dio quale nobile e speciale costruttore di pace e di rispetto fra tutte le creature – ha sottolineato il Prelato Segretario della PATH – è uno degli impegni costantemente sollecitati dall’insegnamento del Magistero ecclesiale contemporaneo”.
La Presidente del Consiglio di Alti Studi della PATH Maria Siclari si è soffermata su diversi aspetti della governance ambientale della transizione digitale: “Quando si valutano fenomeni complessi come quello delle innovazioni digitali, questi devono essere misurabili, valutabili e governabili”. “Sono convinta – ha aggiunto il Direttore Generale dell’ISPRA – che monitorare l’ambiente significa, in ultima analisi, monitorare la “casa comune”. L’integrazione con la visione dell’ecologia dell’uomo ci permette di superare una visione puramente formale; il dato ambientale diventa lo strumento per garantire la dignità umana, la salute e la sicurezza delle generazioni presenti e future”.
Secondo Daniela Alba, Advocacy Coordinator del Segretariato di Giustizia Sociale ed Ecologia della Compagnia di Gesù, “le tecnologie digitali amplificano la domanda di materie prime ed energia, perciò la Dottrina Sociale della Chiesa sollecita a considerare anche gli effetti antropologici e morali dell’innovazione e a promuovere uno sviluppo integrale che non lasci indietro i più vulnerabili come le comunità pastorali, gli indigeni e i contadini. Occorrono trasparenza, regolamentazione e cooperazione internazionale per ridurre l’impatto estrattivo e favorire l’economia circolare, nell’orizzonte della solidarietà e della custodia del Creato”.
Maria Vittoria Trussoni di NTT DATA – uno dei più importanti fornitori mondiali di intelligenza artificiale e infrastrutture digitali – ha spiegato che “la tecnologia non è una leva neutra, ma un abilitatore potente che genera a sua volta conseguenze: per questo sostenibilità e innovazione devono essere pensate insieme, come parte integrante delle scelte di progettazione e di business”. “Dalle applicazioni di intelligenza artificiale e dati fino all’evoluzione delle infrastrutture digitali verso la fotonica, la vera innovazione responsabile nasce quando il digitale è progettato sin dall’origine per essere sostenibile, contribuendo alla custodia del creato e allo sviluppo di una società più armonica” ha concluso Trussoni.
Il Segretario del Consiglio di Alti Studi della PATH, Carlo Simeone, ha illustrato gli impegni concreti e i prossimi passi. “L’obiettivo – ha detto- è quello di gettare ponti di dialogo con i produttori e i consumatori delle nuove tecnologie per ricercare comuni strade di comportamento che preservino l’ambiente. L’ambiente non solo inteso come l’acqua, la terra, il mare, l’aria e il cosmo, ma anche la cultura e le relazioni di cui si alimentano i rapporti tra gli uomini, che tanto sono condizionati dall’uso delle nuove tecnologie”.
Un primo appuntamento sul lavoro svolto dall’Accademia, dal Consiglio di Alti studi e dall’Osservatorio si terrà nel prossimo mese di ottobre, con un Forum di due giorni, che vedrà la partecipazione di rappresentanti impegnati a vario titolo nel settore delle tecnologie digitali.



