Sette italiani su dieci hanno in programma una vacanza quest’estate. Le prenotazioni balneari crescono del 66%, ma la permanenza media è scesa a 2,7 giorni. Si prenota tardi, si spende con attenzione, si cerca l’autentico più che il pittoresco. Un quadro in cui convivono il turismo di massa e la fuga dalle folle, la voglia di Positano e quella del borgo silenzioso in Molise. Benvenuti nella nostra nuova rubrica
Sette su dieci partono, ma con prudenza
Circa sette italiani su dieci prevedono di partire nei mesi estivi, nonostante l’incertezza economica e internazionale. È un dato che suona ottimista, ma va letto insieme a un altro: le vacanze diventano sempre più brevi, distribuite durante tutta la stagione, e sempre più spesso prenotate all’ultimo momento.
La permanenza media si attesta intorno ai 2,7 giorni, confermando la crescita degli “smart break”, brevi fughe concentrate nei weekend lunghi o nei momenti di pausa dal lavoro. Il modello della grande vacanza estiva unica, quella delle tre settimane ad agosto con valigie enormi e prenotazione fatta a gennaio, esiste ancora ma non è più la norma. Al suo posto si è installata una logica di frammentazione: più partenze, più corte, più flessibili.
Questo non significa che nessuno programmi. La finestra media tra prenotazione e partenza si attesta a 51 giorni, ma con una netta differenza tra chi organizza con largo anticipo e chi decide all’ultimo momento. Le destinazioni intercontinentali come Giappone e Stati Uniti continuano a richiedere mesi di pianificazione, mentre per il turismo domestico prevale la logica dell’ultimo minuto.
L’Italia prima di tutto, ma non quella di sempre
Oltre il 62 per cento delle prenotazioni analizzate riguarda località italiane. La scelta non è solo sentimentale: in un periodo di instabilità geopolitica e rincari generalizzati, l’Italia garantisce varietà di offerta, sicurezza e la possibilità di contenere i costi scegliendo le soluzioni giuste.
Le prenotazioni balneari crescono del 66 per cento nel 2026, con le spiagge italiane che registrano un aumento consistente sia della componente nazionale che di quella internazionale. Tra le mete marittime, Positano mantiene una posizione a sé: concentra il 22 per cento delle prenotazioni estere, confermandosi tra le destinazioni costiere più apprezzate a livello mondiale.
Ma la novità vera di questa estate è altrove. La richiesta di destinazioni secondarie è aumentata del 18 per cento rispetto al 2025.
Si cercano piccoli borghi in Abruzzo, Molise e Friuli Venezia Giulia, ma anche zone lacustri tra Umbria e Marche. Civitella del Tronto e Sarnano vengono citate dagli operatori come le sorprese di questa stagione. Nomi che fino a pochi anni fa comparivano solo sulle guide per intenditori oggi entrano nelle ricerche di chi ha capito che sfuggire alla folla non richiede necessariamente un volo intercontinentale.
Le ville, la Toscana e la logica della sicurezza
C’è un segmento che cresce in modo particolare e racconta qualcosa di preciso sul momento che viviamo: quello delle dimore di pregio. Le prenotazioni degli italiani per ville e dimore di pregio sono cresciute del 9,5 per cento rispetto allo scorso anno. La Toscana guida con il 36 per cento delle preferenze, seguita da Puglia e Umbria, entrambe al 14 per cento, e poi da Sicilia e Marche.
Dietro questo dato c’è una ragione più profonda della semplice voglia di lusso. In uno scenario geopolitico attraversato da tensioni e instabilità, la domanda di vacanza si sta riorientando verso geografie considerate rassicuranti e modelli organizzativi che garantiscano il massimo controllo. Una villa con giardino privato, cucina attrezzata e nessun obbligo di orario soddisfa allo stesso tempo il desiderio di esclusività e quello di autonomia. È il contrario esatto del villaggio turistico, ma racconta la stessa ansia: quella di avere il controllo dell’esperienza.
Fuori dall’Italia: Parigi, il Giappone e le mete emergenti
Per chi guarda oltre confine, tra le città europee più prenotate spiccano Parigi, Barcellona e Amsterdam, che si confermano ai vertici delle preferenze. Cresce l’interesse per destinazioni extraeuropee come Egitto, Giappone e alcune mete asiatiche emergenti, favorite dalla ricerca di esperienze più esclusive e dalla ripresa dei collegamenti internazionali.
Il Giappone merita un discorso a parte. Dopo anni di restrizioni all’accesso, è diventato il simbolo del viaggio “desiderato a lungo”, quello che si pianifica con sei mesi di anticipo, si discute con gli amici per settimane e si racconta per anni. È la meta del momento tra chi vuole qualcosa di radicalmente diverso e non teme la complessità logistica.
Nelle prossime settimane dedicheremo a queste destinazioni articoli specifici: ci sarà spazio per il Giappone, per la Grecia del Nord che sta emergendo come alternativa meno affollata alle isole classiche, per i borghi italiani dimenticati e per le capitali europee con un filtro diverso da quello delle guide tradizionali.
Come si viaggia: la rivincita del lento
Al di là delle mete, la novità più significativa di questa estate riguarda il modo di viaggiare. Il turismo slow, che qualche anno fa sembrava una nicchia per appassionati di trekking e agriturismo, ha smesso di essere di nicchia. Il 41 per cento dei turisti dichiara di voler evitare le folle e il 34 per cento cerca attivamente destinazioni lontane dall’overtourism. Si privilegiano soggiorni più lunghi in località meno battute, immersioni nella cultura locale, micro-avventure a chilometro zero e cammini nella natura.
Accanto al turismo lento cresce quello del benessere. Tra i viaggiatori italiani, il 38 per cento sceglie vacanze per riconnettersi con la natura. Si cercano luoghi silenziosi, lontani dal caos e dalla connessione continua: vacanze pensate per rallentare, dormire meglio, staccare dal digitale e ritrovare equilibrio mentale.
E poi c’è la sportcation, termine brutto ma fenomeno reale: il turismo sportivo globale ha superato i 700 miliardi di dollari nel 2025, con le prenotazioni per attività sportive legate al viaggio cresciute di quasi il 37 per cento nell’ultimo anno. Il viaggio costruito attorno a una gara amatoriale, un trekking impegnativo o un corso di surf non è più appannaggio degli sportivi professionisti. È diventato un modo per dare una struttura narrativa alla vacanza: si parte con uno scopo, si torna con una storia.
Dove sarà pieno e dove no
Una guida pratica per orientarsi. Le spiagge della Costiera Amalfitana, Positano in testa, saranno affollate come sempre, anzi di più. Lo stesso vale per le isole maggiori ad agosto, per Firenze, Roma e Venezia in qualsiasi momento dell’estate, per le Cinque Terre e per il Salento nelle sue zone più fotografate.
Chi invece cerca spazio troverà ancora silenzio nei borghi appenninici, nelle coste della Calabria ionica, nel Molise in generale, nelle spiagge del Gargano fuori da Vieste e Peschici, in Sardegna lontano dalla Costa Smeralda, e nella Sicilia interna. All’estero, la Grecia del Nord, l’Albania e alcune zone del Portogallo al di fuori di Porto e Lisbona offrono ancora la possibilità di esistere senza fare la fila per entrare in un ristorante.
Il segreto, come sempre, non è la meta: è il momento e la distanza dal centro. Torneremo su ognuno di questi posti nelle prossime settimane, con i dettagli che servono davvero per scegliere bene.



