Quasi quattro milioni di famiglie italiane faranno almeno una vacanza con il proprio animale domestico nell’estate 2026. Un mercato da quasi dieci miliardi di euro, in crescita, che sta cambiando la geografia del turismo italiano. Dove andare, cosa evitare, come organizzarsi: tutto quello che serve sapere prima di partire con passeggeri a quattro zampe
I numeri che sorprendono
In Italia i cani e i gatti registrati sono circa 16,5 milioni: oltre il doppio di quello dei figli sotto i 14 anni che partono ancora in vacanza con i genitori. Numeri che spiegano perché il turismo con animali sia diventato, in pochissimi anni, un segmento economico di primo piano.
Nel 2026 saranno quasi quattro milioni i nuclei familiari italiani che faranno almeno una vacanza con il proprio cane o gatto, per oltre 73 milioni di pernottamenti. La permanenza media dichiarata è di 12,1 notti fuori casa, con una spesa aggiuntiva per il pet di 22,20 euro al giorno. Il settore vale complessivamente 9,56 miliardi di euro, con un potenziale stimato fino a 15,8 miliardi se l’offerta turistica riuscisse a intercettare meglio questa domanda.
Rispetto al 2022, la quota di italiani che portano il proprio animale in vacanza è salita dal 27 al 31 per cento. Una crescita silenziosa ma costante, che i grandi operatori turistici hanno cominciato a prendere sul serio solo di recente.
Dove andare: la montagna batte il mare
La prima scelta da fare non è la struttura, è la destinazione. E qui emerge la prima sorpresa: per l’estate 2026 saranno soprattutto le località montane e appenniniche a beneficiare della crescita del turismo con animali, scelte nel 35,4 per cento dei casi dalle famiglie che viaggiano con il proprio pet.
La ragione è pratica prima che romantica. In montagna gli spazi aperti sono la norma, i sentieri si percorrono con il cane, anche non al guinzaglio, senza particolari divieti e le strutture ricettive hanno imparato da tempo ad accogliere questa clientela. Il Trentino Alto Adige guida la classifica delle regioni più pet friendly, con rifugi e hotel di alta quota quasi tutti attrezzati per i cani, sentieri escursionistici specifici e fontanelle lungo i percorsi. È considerato il paradiso per il turismo esperienziale a quattro zampe. Seguono Emilia Romagna e Toscana.
Il mare non è escluso, ma richiede più ricerca. L’Emilia Romagna si distingue per le spiagge attrezzate con spazi e servizi dedicati, in particolare nei lidi di Ravenna e Rimini. La Toscana offre spiagge pet friendly sia con lunghe distese di sabbia che con paesaggi di mare e scogli, e la Sardegna con le sue acque turchesi si conferma tra le destinazioni più richieste per chi viaggia con gli animali. La Puglia completa il quadro delle mete marittime più gettonate.
Per chi guarda all’estero, le destinazioni preferite dagli italiani che partono con cani e gatti sono Francia, Spagna e Germania, tutte e tre con una cultura pet friendly più consolidata rispetto alla media italiana e una rete di strutture e spazi pubblici adeguata.
La trappola del “pet friendly” scritto piccolo
Attenzione all’etichetta. Non tutte le strutture che si dichiarano pet friendly lo sono davvero. Spesso la dicitura indica semplicemente che l’animale è ammesso, non che esista un’accoglienza pensata per lui. La differenza la fanno i dettagli: un ingresso indipendente, una zona verde nelle vicinanze, la possibilità di lasciare l’animale in camera senza ansie, la disponibilità di ciotole e tappetini, una reception che sappia rispondere alle domande pratiche senza irrigidirsi.
Le principali criticità segnalate dai viaggiatori riguardano le restrizioni nelle strutture ricettive, i costi extra non sempre trasparenti e la diffidenza del personale. Il supplemento per animali esiste quasi ovunque ed è giusto mettere in conto tra i 10 e i 30 euro a notte, ma va chiesto esplicitamente prima di prenotare perché spesso non è indicato in modo visibile.
Per i cani di taglia grande il problema si acuisce. Alcune strutture indicano un limite massimo di peso, tipicamente tra i 20 e i 25 chili, mentre altre accettano cani di tutte le taglie. È essenziale verificare in fase di prenotazione e chiedere conferma scritta. Presentarsi con un labrador da 35 chili senza averlo comunicato è la ricetta per una serata complicata.
In treno, in aereo, in auto: le regole che cambiano
Viaggiare con il cane in treno in Italia è regolato in modo abbastanza chiaro da Trenitalia e Italo, che permettono l’ingresso per cani di piccola e media taglia. Diverso è il discorso per i voli: ogni compagnia aerea applica regole proprie riguardo al trasportino, al peso massimo consentito in cabina, generalmente 8-10 chili compreso il trasportino, e al trasporto in stiva per le taglie grandi.
L’auto resta il mezzo più scelto, e non è un caso: è l’unico che garantisce libertà totale di orari e la possibilità di fermarsi quando l’animale ne ha bisogno. Per i viaggi all’estero in Europa, servono microchip, vaccinazione antirabbica valida e passaporto europeo per animali da compagnia. Un documento che si ottiene dal veterinario e che va aggiornato con anticipo, non il giorno prima della partenza.
Le spiagge: cosa sapere prima di andare
Le dog beach sono cresciute, ma la situazione normativa resta un labirinto. Le normative sull’accesso dei cani alle spiagge e sulla loro balneazione variano notevolmente da comune a comune e possono subire modifiche anche durante la stagione estiva. È sempre necessario verificare le ordinanze del Comune di interesse prima di partire.
Nelle spiagge libere dove i cani sono ammessi vale la regola aurea: guinzaglio, sacchetti, acqua fresca. Un cane che corre libero e disturba i vicini di ombrellone non aiuta la causa del pet tourism né il rapporto con i bagnanti che hanno scelto quella spiaggia per un altro motivo.
Cosa non perdere, cosa evitare
Da non perdere: i sentieri del Trentino al mattino presto, quando il calore non è ancora arrivato e i percorsi sono quasi deserti. Le spiagge della Maremma toscana, tra le più attrezzate d’Italia per gli animali. Gli agriturismi in Umbria e Marche, dove lo spazio non manca e la logistica è semplice.
Da evitare: le città d’arte in agosto, dove il caldo sull’asfalto è un problema serio per le zampe, gli spazi aperti scarseggiano e i musei, ovviamente, non ammettono animali. Le strutture che pubblicizzano la pet friendliness in modo vago senza specificare servizi e supplementi. Le spiagge affollate senza zone dedicate, dove il cane diventa inevitabilmente fonte di attrito.
Un consiglio che vale per tutte le mete: partire la mattina presto o nel tardo pomeriggio, evitare le ore centrali della giornata quando il caldo è insopportabile anche per noi, e portare sempre acqua in abbondanza. Fido non si lamenta, ma soffre lo stesso.



