ROMA – Era notte piena quando Sarah e Alisya hanno deciso di andarsene via da quella casa che per loro non è mai stata “casa”. Il sonno degli altri coinquilini, una porta rotta e il buio complici della loro- presunta- fuga dalla comunità protetta di Civitella Alfedena, nascosta tra i boschi del Parco nazionale d’Abruzzo, dove vivevano ormai da due anni. E dalla notte tra il 7 e l’8 giugno scorso, quando hanno lasciato la comunità educativa “Ofh Hope”, non si sa ancora nulla: le due sorelline Di Giacinto, di 16 e 12 anni hanno fatto perdere le loro tracce. Dopo 9 giorni, si sono seguite ricerche, appelli e interrogativi senza risposta.
LA SEPARAZIONE E LA CONTESA TRA GENITORI
Poco prima della loro scomparsa, il 28 maggio scorso, avevano ricevuto la notizia che il Tribunale per i minori aveva fatto decadere la responsabilità genitoriale della madre e l’aveva restituita al padre (precedentemente era sospesa per entrambi). Le due sorelline, originarie di Minturno, in provincia di Latina, vivevano nella struttura abruzzese da quasi due anni: dopo la tormentata separazione dei genitori infatti erano finite nel circuito delle comunità protette. E tutt’ora di fatto si ritrovano al centro di una contesa giudiziaria per l ‘affidamento.
LE RICERCHE
Proseguono senza sosta le ricerche delle due ragazzine: partite nei dintorni della casa famiglia in queste ore si sono estese all’intera area del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Impegnati vigili del fuoco, protezione civile e volontari tra boschi, sentieri e zone anche difficilmente accessibili. Tra i luoghi più battuti le sponde del lago Barrea, raggiungibile anche tramite sentieri secondari dalla casa famiglia. Qui il nucleo subacqueo dei vigili del fuoco di Teramo ha effettuato diverse ricognizioni. Proseguono i controlli su ruderi ed edifici abbandonati. Tra i protagonisti delle ricerche anche anche Italo, cane molecolare della Protezione civile di Tagliacozzo, (L’Aquila) che avrebbe fiutato un percorso verso la montagna. Nelle prossime sono attesi rinforzi con l’arrivo di ulteriori unità cinofile e un maggiore coordinamento interforze, con carabinieri e squadre specializzate.
QUALCUNO LE HA AIUTATE?
Per i carabinieri e la Procura di Sulmona Sarah e Alisya Di Giacinto sono state portate via da qualcuno o comunque aiutate. Infatti è stato aperto un fascicolo per sottrazione di minori. La loro camera nella comunità di Civitella Alfedena è stata perquisita e sigillata, ma non è stato trovato niente di utile. Sotto i riflettori anche i genitori, la madre Valentina D’Acunto e il padre Stefano Di Giacinto che vivono a Minturno in provincia di Latina, e che hanno lanciato appelli separati per le due figlie.
LA DENUNCIA DEL PADRE
Il padre, Stefano Di Giacinto– l’unico dei genitori che mantiene la potestà genitoriale- ha denunciato i responsabili della casa famiglia Ofh Hope a cui erano affidate le figlie, ritenendoli corresponsabili della loro scomparsa, sia per l’assenza di allarmi e sistemi di controllo, sia per il ritardo con cui è stato dato l’allarme per la loro scomparsa (l’indomani della presunta fuga). E così la Procura ha aperto un secondo fascicolo di indagine per abbandono di minori. Oltre alla Procura di Sulmona, è coinvolto anche il Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
Le indagini partono di fatto dalla comunità che ospitava le ragazze: la stanza delle due sorelle è stata posta sotto sequestro mentre gli inquirenti stanno analizzando i telefoni utilizzati dagli ospiti della struttura, compresi quelli a disposizione di Alisya e Sarah. Dalle chat emergerebbero elementi ritenuti di interesse investigativo. Sotto la lente anche le immagini delle telecamere di sorveglianza comunali collocate nelle due vie di accesso e uscita del paese: risulterebbero diversi veicoli transitati in prossimità della struttura nella fascia oraria tra le 2 e e 6 del mattino di quella notte, orario compatibile con il momento della scomparsa.
IL FIDANZATO DI ALISYA SENTITO DAGLI INQUIRENTI, TUTTE LE IPOTESI
Sotto la lente degli inquirenti anche il fidanzato di Alisya, già sentito più volte. Si tratta di un ex ospite della casa famiglia di Civitella Alfedena, un 18enne di origine egiziana. Diventato maggiorenne ha lasciato la comunità per trasferirsi nel paese dove ha un lavoro, ma la storia con Alisya sarebbe continuata a distanza. Gli inquirenti stanno inoltre approfondendo alcuni presunti rapporti personali e familiari emersi dalle audizioni, in particolare quelli con la madre 39enne Valentina D’Acunto e alcuni parenti. Nonostante si propenda per l’ipotesi di un allontanamento volontario, gli investigatori non escludono le ipotesi di sequestro né altri possibili scenari, compreso quello tragico per cui sono stati attivati i sommozzatori chiamati ad esplorare le acque del lago di Barrea. Non mancano poi le segnalazioni di possibili avvistamenti ma che al momento risulterebbero infondati.
“MAMMA SENZA DI TE NON CE LA FACCIO PIÙ”
“Cara mamma sappi che ti ho voluto sempre bene” e “senza di te non ce la faccio più”. Sono le parole di una lettera scritta da Alisya alla madre che la donna ha voluto rendere pubbliche, a dimostrazione di quanto fosse forte il legame tra di loro e dell’insofferenza delle figlie alla vita lontana dal genitore. “Sei una parte di me, mi fai stare bene quando sento la tua voce in chiamata. Quando tornerò a casa sarò più felice- scrive ancora la ragazza scomparsa alla madre- faremo tutti i nostri desideri, ti voglio bene”. La donna ha inoltre lanciato un appello vocale, rivolto alle figlie: “Qualunque sia stato il motivo del vostro allontanamento- dice- mettetevi in contatto con noi, mamma non è arrabbiata, tutto si sistema, mamma vi aspetta, siete la mia vita, vi prego tornate”.
L’articolo Sorelle scomparse: la casa famiglia, la fuga di notte, il lago, il cane Italo. Ma da 9 giorni nessuna traccia di loro proviene da Agenzia Dire.
Fonte: Agenzia DIRE – www.dire.it | Autore: Cristina Rossi | Articolo originale



