Alessandro Baricco ha convocato Roma per una lettura collettiva di Dostoevskij al tramonto. Trecento luoghi, sette location principali, un solo gesto: leggere in silenzio, tutti insieme, la stessa storia
C’è un’idea semplice al centro di questa serata, e proprio per questo è difficile da spiegare senza renderla banale. L’idea è che leggere sia un atto privato, e che renderlo collettivo non lo riduca ma lo moltiplichi. Che aprire un libro nello stesso momento in cui lo apre qualcun altro, a pochi metri o dall’altra parte della città, produca qualcosa che non è riducibile alla somma delle due letture. Baricco la chiama tempesta. Silenziosa, ma tempesta.
Come nasce e cosa è La Tempesta Silenziosa
La Tempesta Silenziosa è il format di lettura ideato da Alessandro Baricco che chiama a raccolta migliaia di persone per un’esperienza collettiva senza precedenti, promossa e sostenuta da Roma Capitale. Non è la prima volta che Baricco prova questo esperimento: il format ha già attraversato altre città. Ma Roma è Roma, e la scala dell’evento di stasera non ha precedenti.
L’eccezionalità dell’appuntamento nella Capitale sta nel fatto che è coinvolta tutta la città, i suoi quartieri e i luoghi culturali, tutti attraversati dalla medesima onda d’intensità. Il meccanismo è elementare: ci si ritrova in uno dei luoghi aderenti, si apre il libro, si legge in silenzio accompagnati dalla musica. Nessun palco, nessun microfono per il pubblico, nessuna performance da guardare. Solo una pagina davanti agli occhi e, attorno, centinaia o migliaia di persone che fanno la stessa cosa.
Il libro, l’ora, il tramonto
Il libro scelto per la serata è il romanzo Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij, distribuito gratuitamente ai partecipanti in un’edizione creata su misura per l’occasione. La scelta non è casuale: Le notti bianche è un romanzo breve, notturno, malinconico e intenso, la storia di un sognatore che incontra una ragazza durante le notti di San Pietroburgo in una settimana fuori dal tempo. È la storia di qualcuno che aspetta, e che nel frattempo guarda il mondo con gli occhi di chi non si è ancora rassegnato. Per una lettura collettiva al tramonto di giugno, difficile trovare di meglio.
L’orario è anch’esso preciso come una promessa: le 20:47, il momento esatto in cui il sole calerà su Roma. Sarà lo stesso Baricco, dallo Stadio Palatino, a dare il via leggendo le prime pagine del romanzo. La scenofonia, che accompagnerà la lettura, sarà trasmessa live in tutte le altre location, per guidare la comunità di lettrici e lettori dentro l’esperienza stessa. Dopo un’ora e mezza circa, Isabella Ragonese concluderà la lettura. Ma non la serata: ci sarà tempo per liberare tutta l’energia accumulata nel silenzio con un djset firmato Alessio Bertallot.
I luoghi: dalle grandi location alle trecento piccole tempeste
Le location principali sono sette, tutte esaurite da settimane. L’evento si propagherà da sei luoghi principali: lo Stadio Palatino, l’Ara Pacis, Villa Torlonia, il Mattatoio di Testaccio, il Teatro dell’Opera di Roma e Piazza del Campidoglio. Quando anche questi posti sono andati esauriti in pochi minuti, gli organizzatori hanno aggiunto una settima location principale, la Casa del Jazz, anch’essa ora sold out.
Ma la parte più interessante dell’evento è l’altra: le piccole tempeste. Biblioteche, teatri, librerie, cinema, associazioni, bocciofile, pizzerie, cortili condominiali: chiunque poteva aderire e diventare un presidio satellite dell’evento, ricevendo il libro e le istruzioni per connettersi alla trasmissione live del Palatino. Il risultato è che stasera Roma avrà trecento luoghi dove qualcuno aprirà Le notti bianche alle 20:47. Tra questi, la Galleria d’arte Teldil, che accoglie i propri lettori con la mostra come sfondo, trasformando lo spazio espositivo nel teatro improbabile e perfetto che Baricco aveva in mente quando ha pensato che l’evento dovesse propagarsi ovunque, anche dove non te lo aspetti.
Perché vale la pena raccontarlo
Non è un concerto, non è una mostra, non è una conferenza. È qualcosa che il lessico degli eventi culturali non ha ancora una parola per descrivere con precisione. Baricco dice che leggere è “il gesto mite per eccellenza”, e che quando lo si esercita in comunità “è possibile vivere e generare una tempesta d’intensità, silenziosa e quasi invisibile, dalla forza rara”. La frase suona come una promessa che potrebbe non mantenere, il tipo di promessa che gli eventi aspirazionali fanno spesso e raramente tengono.
Stasera si vedrà se Roma, che è una città che sa essere spettacolare ma ha anche il vizio di essere distratta da sé stessa, riesce a fare silenzio per novanta minuti e a stare ferma sopra una pagina. Se ci riesce, l’evento avrà già superato le aspettative. Se non ci riesce del tutto, e qualcuno parlerà sottovoce, e qualcun altro guarderà il telefono, resterà comunque qualcosa: il tentativo, raro, di fare insieme una cosa che di solito si fa soli.



