Fondazione Bellonci sotto pressione: la vicenda legata alle frasi su Michela Murgia rischia di travolgere la corsa alla vittoria
La bufera che si è abbattuta su Michele Mari, in testa alla sestina finalista dell’ottantesima edizione del Premio Strega, non si placa. Come avevamo raccontato nel nostro precedente articolo, lo scrittore è al centro di un caso scoppiato dopo la diffusione di alcune sue dichiarazioni riguardanti Michela Murgia, pronunciate in occasione di un acceso confronto con un’altra finalista, Teresa Ciabatti. Ora, secondo quanto riportato dalle principali testate nazionali, lo scenario si fa sempre più delicato: si discute apertamente di una possibile esclusione dello scrittore dalla sestina, oppure di un suo ritiro spontaneo dalla competizione.
Il nodo del silenzio della Fondazione Bellonci
A pesare, in queste ore, è soprattutto il silenzio dei protagonisti principali della vicenda. Né Mari né Ciabatti hanno aggiunto nulla alle dichiarazioni rilasciate venerdì, e anche la Fondazione che organizza il premio non ha ancora chiarito quali provvedimenti intende adottare. Una situazione di stallo che, secondo le fonti consultate dalle agenzie di stampa, non potrà protrarsi a lungo, proprio nell’anno in cui il riconoscimento celebra il proprio ottantesimo compleanno con un’edizione speciale.
Secondo quanto ricostruito da Repubblica e ripreso dalle agenzie, il direttore della Fondazione Stefano Petrocchi dovrà presto sciogliere il nodo in modo più netto rispetto al comunicato diffuso nei giorni scorsi. Se la versione fornita da Ciabatti dovesse essere ritenuta attendibile dalla Fondazione — come parrebbe suggerire il tono del primo comunicato ufficiale — le conseguenze per Mari potrebbero essere pesanti, fino alla fine anticipata della sua corsa al premio. In alternativa, resta sul tavolo l’ipotesi che sia lo stesso autore a fare un passo indietro, sottraendosi così a una decisione formale da parte degli organizzatori.
Gli scenari possibili secondo il Corriere della Sera
Anche il Corriere della Sera, secondo quanto riferito dalle agenzie, ha messo in fila le diverse strade che la vicenda potrebbe prendere nelle prossime ore. Un primo scenario prevede che Mari decida di riconoscere pubblicamente le proprie parole e di scusarsi, una mossa che gli permetterebbe con buona probabilità di restare in gara. Qualora questo non accadesse, la macchina organizzativa del Premio Strega starebbe valutando provvedimenti finora mai adottati nella storia del riconoscimento.
Tra le opzioni allo studio compare quella di un’estromissione diretta dello scrittore dalla competizione. Si tratterebbe di un fatto senza precedenti: l’unico episodio lontanamente paragonabile risale al 1968, quando Pier Paolo Pasolini scelse autonomamente di tirarsi fuori dalla gara, ma per una decisione personale e non per un provvedimento della giuria o della Fondazione. C’è poi un ulteriore elemento di complessità giuridica e regolamentare: secondo le fonti citate, non è affatto certo che il regolamento del premio consenta di escludere materialmente il libro in lizza. In altre parole, potrebbe essere allontanato l’autore ma non l’opera, che resterebbe comunque in corsa con un destino tutto da definire.
Le parole di Mari e la nota della Fondazione
Fino a questo momento, le uniche dichiarazioni ufficiali sulla vicenda restano quelle diffuse venerdì, sia da parte dello scrittore che da parte della Fondazione Bellonci. Quest’ultima, secondo quanto riportato dalle agenzie, aveva preso posizione con un comunicato netto: in relazione a quanto riportato dalla stampa circa le dichiarazioni attribuite a Michele Mari, la Fondazione aveva sottolineato come ogni espressione denigratoria e ogni giudizio lesivo della dignità delle persone sia incompatibile con lo spirito del Premio Strega.
Lo stesso Mari, dal proprio canto, aveva parlato di “voci incontrollate” circolate in merito a un diverbio con Teresa Ciabatti, smentendo categoricamente di aver mai commentato l’aspetto fisico di Michela Murgia e affermando che non si sarebbe mai permesso di farlo. Lo scrittore ha inoltre precisato di essersi chiarito successivamente con Ciabatti, la quale — a suo dire — gli avrebbe comunicato di non voler dare seguito pubblico all’episodio. Mari ha aggiunto di essersi comunque scusato con la collega, qualora le sue parole avessero potuto in qualche modo ferirla, ribadendo che la sua intenzione non era offendere Michela Murgia, ma soltanto rievocare, in un contesto che definisce privato, un lontano episodio di reciproca incomprensione tra i due.
Cosa succederà adesso
Resta dunque da capire quale direzione prenderà concretamente la vicenda nelle prossime ore. Da un lato c’è la pressione mediatica e pubblica, che chiede chiarezza da parte degli organizzatori del premio più prestigioso della narrativa italiana; dall’altro ci sono i vincoli regolamentari e la delicatezza di un caso che, come notano diverse testate, arriva nel peggiore dei momenti possibili per la Fondazione, proprio mentre si celebrano gli ottant’anni di storia del riconoscimento.



