Il pontefice, nell’omelia della messa presieduta nella basilica di San Pietro, ha parlato di sinodalità e collegialità come forme della fraternità cristiana. Poi l’appello alla pace: “Un dovere di giustizia”
“L’unità della famiglia umana precede i singoli popoli e Stati; non si tratta solo di un dato biologico: è un principio etico”. Parole pronunciate da papa Leone XIV, nell’omelia della messa presieduta nella basilica di San Pietro per l’inizio del suo secondo Concistoro straordinario.
“La pace è un dovere di giustizia perché siamo un’unica famiglia umana, una magnifica humanitas che trova in Cristo il proprio capo e redentore”, ha continuato Leone XIV, secondo il quale “occorre proseguire sul cammino tracciato da San Paolo VI”.
Il papa ha aggiunto: “Quando egli introdusse l’espressione civiltà dell’amore, il mondo era segnato dalla Guerra fredda, dalla corsa agli armamenti e da forti squilibri economici; in quel contesto, la Chiesa indicava una via alternativa all’opposizione ideologica tra sistemi, immaginando un ordine sociale in cui giustizia e carità si intrecciano”.
“Sinodalità e collegialità sono infatti forme della fraternità cristiana, che ci lega come battezzati e come vescovi”, ha sottolineato il papa. “Lavorando insieme, la nostra collegialità fa sintesi della sinodalità alla quale tutti i battezzati partecipano, nell’unità del popolo di Dio”, ha garantito Leone XIV: “Perciò l’aiuto che potrete darmi, nell’esercizio del ministero petrino, trova in me chi chiede, non chi comanda”.
“L’autorità del primato, infatti, è propria di chi ascolta e solo perciò guida, di chi apprende e solo perciò insegna, sempre alla sequela dell’unico Maestro”, ha detto Leone XIV: “L’intercessione dei santi apostoli Pietro e Paolo ci accompagni in questo appassionante cammino”.
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Fonte: Agenzia DIRE – www.dire.it | Autore: Vincenzo Giardina | Articolo originale



